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Valsugana. Cinque amici in bici hanno percorso 4258 km per una... pedalata fuori dal Comune


Giancarlo Bailoni, Paolo Sadler, Mariarosa Debiasi, Lorena Schneider e Lorenzo Gardumi



di JOHNNY GADLER

L'avventura di Giancarlo Bailoni, Paolo Sadler, Mariarosa Debiasi, Lorena Schneider e Lorenzo Gardumi: 32 giorni di viaggio, 4258 km percorsi, 5 traversate in traghetto, tanta fatica, sia fisica che mentale, ma anche tanti aneddoti ed emozioni a non finire...


Sono migliaia i Trentini amanti della bicicletta. Uno sport che alcuni praticano addirittura per agonismo, mentre altri – la maggior parte – salgono in sella per tenersi in forma o per semplice diletto.

Ma c’è chi non si accontenta della classica sgambata fuori porta e si mette alla prova, per testare i propri limiti e, già che c’è, per conoscere anche il mondo.


CINQUE AMICI IN BICI

Una pedalata fuori dal Comune in ogni senso, verrebbe da dire, proprio come quella realizzata da cinque amici valsuganotti che nel maggio scorso si sono resi protagonisti di un tour bike che li ha visti pedalare sulle strade di 9 regioni italiane e di 6 Stati europei, percorrendo la bellezza di 4258 chilometri, toccando grandi città come Torino e Roma, ma anche luoghi incontaminati e incantevoli quali la Sardegna e la Corsica.


UN PASSO INDIETRO

Per inquadrare meglio l’impresa, tuttavia, occorre compiere un passo – anzi uno scatto – indietro e andare a conoscere l’ideatore di questa cavalcata che oggi Gian Paolo Ormezzano, direttore di Tuttosport, non avrebbe probabilmente esitato a definire “abbastanza matta” proprio come ebbe a scrivere, quasi mezzo secolo fa, a proposito della Coppa d’Oro che si svolge in questi giorni a Borgo Valsugana e dintorni.

NOMEN OMEN

Gli antichi Romani dicevano “Nomen omen”, ovvero “un nome un destino” e dato che i detti popolari spesso c’azzeccano, non stupisce affatto che il padre putativo di questa pedalata fuori dal Comune provenga da un’associazione che si chiama “Senza Freni”.

Fondata anni fa sull’Altopiano della Vigolana, l’associazione “Senza Freni” ebbe tra i suoi artefici e poi protagonisti, anche in qualità di presidente, Giancarlo Bailoni, classe 1962.

IL PERICOLO DELLO STOP

Nel 2020, com’è risaputo, il Covid-19 diede una mazzata non solo alla salute pubblica e all’economia mondiale, ma anche alla vita sociale e all’attività delle varie associazioni.

Giancarlo, però, non volle piegarsi a questo stop forzato che rischiava di disgregare abitudini e amicizie di una vita. Così creò un gruppo whatsapp denominato “divertiamoci in bicicletta”, dove si lanciavano proposte per uscite estemporanee di qualche ora e di poche decine di chilometri.


UNA FUGA PER TRE

Poi nel 2021 la faccenda cominciò a farsi molto più seria perché Bailoni propose un giro d’Italia, dalla Sicilia fino al Brennero.

Furono in due – Paolo Sadler e Carlo Casagranda – ad accettare la sfida di Giancarlo, così alla fine i tre corridori trentini percorsero l’intero Stivale, giungendo al traguardo stanchi, ma non ancora paghi di pedalare.


LA SFIDA DEL 2022

Tanto che per il 2022 Giancarlo Bailoni ha ideato un programma ancora più impegnativo della durata di un mese – dal 27 aprile al 27 maggio – suddiviso in 4 piccoli (si fa per dire) tour, per far sì che qualcuno si potesse aggiungere in un secondo momento o per una parte del percorso.

E non si tratta solo di una questione di preparazione atletica – che per un’impresa del genere dev'essere per forza di ottimo livello – bensì anche di ragioni lavorative, perché se Giancarlo è pensionato e può dedicare alla bici tutte le ore che desidera, altri del gruppo hanno impegni di lavoro e familiari a cui debbono necessariamente sottostare.


PARTENZA IN SOLITARIA

Giancarlo Bailoni in piazza del Campo a Pisa

Non a caso il 27 aprile scorso Giancarlo se ne è andato via in solitaria, partendo da Vattaro, passando per Trento, la Val di Non e la Val di Sole, entrando da lì in Lombardia (Ponte di Legno, Sondrio), sconfinando in Svizzera, per poi toccare i principali bacini di quell’area: Lago di Como, Lago di Lugano, Lago Maggiore, L’ago d’Orta...

Giunto a Torino, Giancarlo ha voluto visitare la città fin sotto la Mole Antonelliana, attraversando poi vari centri piemontesi. A causa di frana di grosse dimensioni scesa nel 2018, che ha interrotto la viabilità, dal Colle di Tenda (valico Italia/Francia) per scendere a Ventimiglia ha dovuto deviare a Mentone (Francia) e prendere il treno per arrivare in Liguria.


RICONGIUNGIMENTO AL PORTO

Rimessosi sui pedali è iniziata la sua discesa da Genova verso il porto di Livorno, lambendo le località più gettonate dai turisti come Rapallo, Cinque Terre, Lerici, Forte dei Marmi, Viareggio, Pisa.

Essendo molto allenato, in questo primo mini-tour Giancarlo Bailoni ha potuto percorrere anche 150 km al giorno, abbassando la media solo nelle ultime tappe in vista del traguardo di Livorno dove, il 6 maggio, lo hanno raggiunto gli amici Paolo Sadler, classe 1960, Mariarosa Debiasi, classe 1964, Lorena Schneider, classe 1977, e Lorenzo Gardumi, classe 1990.


IL TOUR DELLE ISOLE


Il gruppo a Castelsardo

Da Livorno il gruppo ha raggiunto la selvaggia Corsica, per poi passare nell'altrettanto incantevole Sardegna, percorrendo il nord dell’isola, scendendo lungo la costa occidentale da Alghero fino ad Oristano, risalendo poi da Abbasanta verso Nuoro, costeggiando quindi il mare orientale fino ad Olbia.


ROMA CAPUT MUNDI

Da Olbia i cinque ciclisti valsuganotti si sono imbarcati sul traghetto fino a Civitavecchia e quindi tappa a Roma, dove Mariarosa, Lorena e Lorenzo hanno salutato il gruppo, lasciando continuare nell’impresa soltanto i temerari Giancarlo e Paolo.

I due, dopo aver visitato Rieti, hanno proseguito attraversando le Marche con l’obiettivo di raggiungere il porto di Ancona dove si sono imbarcati alla volta di Spalato in Croazia, risalendo attraverso la Slovenia e l’Austria, rientrando in Italia a Prato alla Drava, passando poi per il Cadore, Longarone, Belluno, Feltre, Primolano.


Il gruppo a Roma all'Altare della Patria

GRAN FINALE DI GRUPPO

Al confine tra Veneto e Trentino i due corridori sono stati raggiunti da Mariarosa, Lorena e Lorenzo, nonché da tutti i ragazzi degli allenamenti per percorrere assieme gli ultimi 50 km e giungere al punto di partenza a Vigolo Vattaro.


STRESS PER FISICO E MENTE

Davvero una gran bella impresa, molto impegnativa non solo a livello fisico ma anche mentale.

«Quando si va via in gruppo – spiegano i cinque protagonisti – deve esserci condivisione, bisogna sapersi adeguare a tutte le situazioni che si possono presentare strada facendo, avere la testa libera dai pensieri, perché c’è molta solitudine sui pedali e se la testa comincia a viaggiare può essere un problema. Insomma, occorre sapersi controllare anche emotivamente oltre che fisicamente. E su quest’ultimo aspetto si deve stare attenti a non pedalare troppo velocemente, perché bisogna arrivare a fine giornata e poi il giorno dopo si ricomincia. Se uno sta male, sta male tutto il gruppo. Ogni sera occorreva fare una valutazione fisica, logistica, vedere il meteo, dove fermarsi per la notte successiva. Abbiamo sempre scelto strutture che ci garantissero una certa comodità, perché per noi dormire bene era una cosa di primaria importanza».

TUTTO SECONDO COPIONE

Per fortuna tutto è filato liscio e non ci sono stati particolari problemi, anche perché tutto era stato preparato nei minimi dettagli fin dagli allenamenti, quando i partecipanti avevano cominciato a conoscersi meglio pedalando assieme. Il gruppo era preparato anche sotto il profilo tecnico, per cambiare le gomme o controllare il cambio, anche le sacche contenenti gli effetti personali dei partecipanti nonché i medicinali, del peso di circa 10-15 chili, erano state testate in precedenza, perché una bici da corsa non è una mountain bike e caricandola con dei pesi la pedalata risulta completamente diversa.

Alla fine anche il meteo ha dato la sua bella mano, rimanendo sostanzialmente sempre soleggiato.


LE BICICLETTE NEL POLLAIO

In un viaggio del genere ovviamente non mancano anche gustosi aneddoti.

«Ad esempio ci siamo accorti – raccontano sempre i cinque – che in Corsica non c’è una grande cultura della bici e dei ciclisti. Una sera andammo a dormire in un albergo bellissimo, solo che non vollero sentire ragioni: le nostre biciclette, ognuna delle quali ha un valore che va dai 6 mila euro in su, non potevano rimanere parcheggiate davanti all’albergo dove c’erano le auto. Ce le fecero mettere praticamente in un pollaio e così trascorremmo quella notte con un po’ d’apprensione, pensando ai nostri mezzi letteralmente buttati alle ortiche».


PAESE CHE VAI, CICLISTI CHE...

Un altro aspetto di cui si sono accorti i cinque amici è la grande diffusione della bicicletta e del cicloturismo in Trentino.

«Fuori dalla nostra regione – raccontano – non è come qui da noi che ci sono chilometri di ciclopedonali. Sulle strade non abbiamo quasi mai incontrano dei ciclisti. A parte qualche eccezione che è tutta da raccontare. Ci trovavamo sulla strada che da Alghero scende verso Bosa e a un certo punto siamo stati affiancati da un ciclista sardo incuriosito dal nostro gruppo. Quando gli abbiamo spiegato il tour che stavamo compiendo ci ha indicato la strada migliore da percorrere ed ha pedalato assieme a noi per circa quattro ore. Della Sardegna ci piace ricordare anche la grande ospitalità trovata nelle persone che, anche nei paesini più interni, si sono sempre prodigate per aiutarci».


NON C'È DUE SENZA TRE

Dato che, come recita un altro famoso detto popolare, “non c’è due senza tre”, c’è da scommetterci che Giancarlo Bailoni stia già pensando a un’altra impresa delle sue.

Chi fosse interessato ad avvicinarsi al gruppo – non necessariamente per un tour così impegnativo, ma anche per una semplice sgambata di qualche ora – è sempre ben accetto, così come si accettano nuove proposte o sfide “abbastanza matte” che nessuno finora ha avuto il coraggio di avvallare.

Per farlo è sufficiente accedere alla pagina facebook Pedalata fuori dal comune.

Dal canto suo il gruppo è sempre disponibile ad offrire consigli sia di natura tecnica, sia sugli itinerari da compiere, sia a chi vuole fare sport con l’obiettivo di dimagrire.

Non ci vuole poi molto: una pedalata e via… e vi ritroverete già fuori dal Comune!


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