Calre, via libera definitivo al Documento sulla montagna proposto dal presidente Paccher
- il Cinque

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Il Documento sulla montagna presentato dal presidente del Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige, Roberto Paccher, ha ottenuto oggi l’approvazione unanime della Conferenza delle Assemblee legislative regionali europee (CALRE). Un passaggio che chiude un percorso articolato, costruito in più fasi di confronto tra territori diversi, e che ora consegna alle istituzioni dell’Unione un testo politico destinato a incidere sulla futura agenda delle politiche alpine.
Il documento nasce dal lavoro del Gruppo Montagna, coordinato dallo stesso Paccher, che negli ultimi mesi, anche durante una recente sessione di lavoro ospitata a Trento, ha raccolto osservazioni, proposte e criticità provenienti da regioni appartenenti a realtà sociali, linguistiche e geografiche molto differenti. Il risultato è una piattaforma comune che mette in fila priorità chiare: contrasto allo spopolamento, rafforzamento dei servizi essenziali, sostegno alle economie locali, tutela delle comunità residenti e un maggiore riconoscimento del ruolo delle aree montane nei processi decisionali europei. Paccher ha sottolineato più volte come la montagna, al di là dell’immaginario turistico, sia oggi un territorio fragile dal punto di vista demografico, infrastrutturale e produttivo. L’assenza di risorse adeguate e il progressivo impoverimento dei servizi hanno accelerato un processo di marginalizzazione che rischia di diventare irreversibile. Da qui la richiesta, rivolta a Parlamento europeo e Commissione europea, di strumenti dedicati e fondi mirati per sostenere interventi strutturali e non episodici.
Il testo approvato oggi in Spagna propone inoltre di includere in modo stabile le specificità montane nei programmi europei di coesione, nelle politiche agricole e negli strumenti predisposti per le aree interne. Una scelta che mira a superare la logica dei progetti a breve scadenza e a garantire una prospettiva pluriennale alle strategie territoriali. L’approvazione odierna rappresenta un segnale politico rilevante: le assemblee legislative di diversi Paesi europei convergono su una linea comune e chiedono all’Unione di riconoscere la montagna come un tema strategico, non residuale. L’unanimità ottenuta conferma la maturità del lavoro svolto e la consapevolezza condivisa che le aree montane non possono essere affrontate con approcci frammentati. Ora si apre la fase successiva, quella dell’interlocuzione con Bruxelles per tradurre il documento in misure operative. Il Gruppo Montagna proseguirà il lavoro tecnico a supporto delle istituzioni europee, con l’obiettivo di fissare una cornice stabile entro cui collocare risorse, strumenti e politiche future. Una partita che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà rafforzare la posizione delle regioni montane e rilanciare la capacità delle comunità locali di progettare il proprio sviluppo.













