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Pergine. Chiusura della palestra del Curie, un grosso problema per l'Alta Valsugana Volley





Grossa tegola per l’Alta Valsugana Volley, che si è vista costretta improvvisamente a interrompere l’attività nella palestra dell’Istituto Marie Curie, annullando e spostando gli allenamenti e le partite di pallavolo. Ne parliamo con il Presidente Paolo Targa.


Presidente Targa, cosa è successo esattamente?

«Mercoledì scorso, Dario Alessandrini ha ricevuto un messaggio dalla Polisportiva Oltrefersina, gestore per conto del Comune di tutte le palestre, che lo avvisava della chiusura a tempo indeterminato, a partire da subito, della nostra palestra di riferimento, quella dell’Istituto Marie Curie. Ho fatto alcune telefonate ai miei contatti e ho avuto conferma della cosa poiché a seguito di un'ispezione del Servizio Antincendi della Provincia di Trento sono state riscontrate delle serie anomalie e quindi il certificato prevenzione incendi della palestra è scaduto non si sa da quando e non rinnovabile. Tra l’altro è stata chiusa solo per le attività extra scolastiche».


Come avete reagito?

«Ci siamo ritrovati veramente a terra perché abbiamo 150 atleti, 11 gruppi che di punto in bianco non avevano più uno spazio per allenarsi e giocare. Ci siamo mossi immediatamente e abbiamo trovato degli spazi parzialmente nel comune di Pergine, di cui conosciamo le difficoltà dal punto di vista delle strutture sportive, a Zivignago e Canezza.  Abbiamo trovato spazio nella palestra di Sant'Orsola, dove ho trovato una buona sensibilità. Il Sindaco ha poi contattato il suo omologo di Pergine dando disponibilità per tutti gli spazi possibili. Vi è stato l’interessamento dell’assessore comunale allo sport e siamo riusciti  a trovare ospitalità nella palestra di Levico adiacente alla piscina in gestione alla Rari Nantes, di cui per fortuna il gestore è un mio conoscente».


Un grande impegno aggiuntivo quindi?

«Per noi implica un grande sforzo da parte di tutti gli atleti per gli spostamenti sia degli allenamenti che delle partite e per svolgerle servirà anche un grosso sforzo finanziario. Preciso che al Curie noi occupavamo la palestra per 75 ore settimanali, che sono tante, però la grandezza dell’impianto ci permetteva di sfruttare i tre campi della struttura, con tre gruppi in contemporanea. Adesso ci ritroviamo a dover pagare non 75 ore ma tre volte tanto, di conseguenza, in strutture con costi ben superiori a quello che pagavamo al Marie Curie».


Anche le partite in casa sono state spostate in trasferta?

«Nell'immediatezza abbiamo dovuto chiedere, e la Federazione ci è venuta incontro, per l’inversione di campo per due partite. Per fortuna lo scorso week-end erano previste solo due partite in casa, quindi è andata anche bene. Però adesso ci ritroviamo a dover chiedere tutti gli spostamenti per tutte le gare, quelle in casa. Per carità, è stato possibile farlo, c'è stata la collaborazione di tutti e stiamo procedendo in tal senso. Per la nostra Federazione è tassativa la presenza del certificato prevenzione incendi in corso di validità per la struttura, e prima o poi bisognerà capire da quando non c’era, noi lo davamo per scontato».


Anche a inizio stagione vi sono stati ritardi e problemi.

«Il nostro obiettivo era di riuscire a far ripartire con una pallavolo di livello a Pergine con tanti numeri e quest’anno eravamo pronti a partire alla grande. Ma i lavori relativi al cambio dell’illuminazione si sono protratti, erano previsti a luglio, spostati ad agosto e sono stati eseguiti a fine settembre in piena attività scolastica e in piena nostra attività con l’inizio delle Coppe provinciali e regionali».


A livello agonistico invece i risultati sono buoni.

«Ho chiesto ai giocatori di vincere questi elementi esterni di difficoltà, giocando meglio che possono e lo stanno facendo».


Quali rassicurazioni ha avuto per i lavori?

«Al momento mi sento di ringraziare sia il comune che è stato presente e i dirigenti provinciali dei Servizi allo sport e alla protezione civile che si sono resi partecipi della nostra situazione e hanno preso a cuore il caso. Sembra che i lavori di adeguamento alle norme antincendio inizieranno al più presto. Sono diversi lavori e importanti, però io confido che mantengano quanto promesso e che a fine febbraio si possa rientrare nella palestra. La prima notizia parlava di chiusura secca e nessuno era in grado di dare dei tempi per la messa a norma della palestra, ora sono riuscito ad ottenere la promessa di un termine, i soldi ci sono, servono le ditte che eseguano i lavori. E’ stata molto dura, non si dormiva la notte, ora speriamo che le cose si mettano a posto, io non mollo e nemmeno la società e gli atleti. Desidero altresì ringraziare il direttore tecnico della società Marco Rozza che dal punto di vista dell’organizzazione è stato impagabile, così come Dario Alessandrini e Tamara Eccher. 

Giuseppe Facchini


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