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Rugby. Tre squadre riunite sotto un unico logo trentino






Si allarga il progetto delle “Dolomitiche”, la squadra che riunisce le rugbiste provenienti dalle società trentine. Alla formazione senior si sono aggiunte le categorie under 15 e under 17 e tutte vestiranno la maglia federale con il nuovo logo nato al termine del contest.

Le montagne sullo sfondo con il sole che le abbraccia, in primo piano il nome della squadra: “Dolomitiche rugby”, il tutto contenuto in uno scudetto. Sono i tratti salienti del nuovo logo creato per le squadre femminili trentine. Il disegno, così come i colori azzurro e amaranto, riprende in parte quello della Delegazione trentina, che vede appunto tre montagne in fila all’interno di un’ideale palla ovale. Il nuovo logo è stato scoperto durante la presentazione del progetto delle Dolomitiche ai genitori delle ragazze alla presenza dei presidenti di Trento (Luca Della Sala), Oltrefersina (Valerio De Marco) e Lagaria (Marco Lasta). A fianco della squadra senior guidata da Omar Lai che ha già esordito nella Coppa Italia a Seven lo scorso autunno, si affiancano le squadre della categoria Under 17 e Under 15, entrambe guidate da Elena Spaletta, già giocatrice della squadra senior del Trento e in precedenza allenatrice del mini rugby. Il presidente della Delegazione trentina Fabio Pavanelli ha ringraziato tutte le società per aver contribuito alla nascita del movimento e ha spronato i genitori delle ragazze a dare una mano ai club e seguire le rispettive figlie alle partite. Quindi ha spiegato la nascita dell’iniziativa: «Il progetto nasce dalla collaborazione di tutte le società operative della provincia di Trento che hanno colto la caparbietà e determinazione delle rugbiste nel voler allestire una squadra. In tal senso un grande merito va a dirigenti e responsabili per aver condiviso questa idea e messo a disposizione strutture e tesserati. Crediamo molto nel settore femminile e dopo l’esordio della prima squadra abbiamo ritenuto giusto dare una precisa identità al movimento con il nuovo logo e con due squadre giovanili che possano garantire continuità e ricambi nel tempo. Le femmine che giocano a rugby in Trentino fino alla categoria under 13 giocano con i maschi, poi rimane un vuoto fino alla prima squadra e chi non ha la possibilità di proseguire fuori regione, si dedica ad altri sport o interrompe la propria carriera. Unendo le forze di tutti quanti siamo riusciti ad allestire due nuove squadre giovanili che permetteranno alle ragazze di continuare l’attività e magari approdare in prima squadra o, come nel caso di Gaia Maris e Alessia Della Sala, arrivare ad alti livelli. I numeri attualmente sono ridotti, ma il tam tam va veloce e le ragazze coinvolte sono ogni giorno di più. Significa che le ragazze hanno una capacità di coinvolgimento molto migliore rispetto a quanto fanno i loro colleghi maschi».

La collaborazione tra le società è nata al termine della pandemia, quando il numero di tesserati nelle squadre si è assottigliato a tal punto che si rischiava di dover interrompere l’attività. I sodalizi si sono così alleati tra loro, hanno coinvolto anche il Sudtirolo e hanno formato delle squadre composte da giocatori di varia provenienza. Per quella femminile si è deciso invece di raggruppare tutte le ragazze sotto un’unica bandiera, un unico nome che non rappresenta più la società cui le ragazze rimangono ma la federazione. Le ragazze giocheranno indossando una maglia ad hoc creata per loro, ma calzettoni e calzoncini rimarranno quelli del club di appartenenza.

Le giovani rugbiste si allenano a Trento il lunedì e il mercoledì dalle 18 alle 19.30, mentre il venerdì si uniscono alla prima squadra a partire dalle 20. Le partite inizieranno in primavera: «Le ragazze non erano molte è vero – ha dichiarato Elena Spalettama sono molto motivate e ci tenevo molto a offrire loro un percorso che possa durare negli anni. E’ molto importante per le ragazzine in età adolescenziale avere un gruppo con cui condividere la quotidianità, e questo è il nostro primo compito. Dovremo creare una base solida che le possa accompagnare negli anni e arrivare in prima squadra. Non tutte le ragazze potranno giocare ad altissimi livelli ma è importante che trovino un ambiente che permetta loro di crescere dal punto di vista tecnico e umano. I numeri non sono alti ma si fa presto a crescere e le ragazze sono brave a coinvolgere le amiche: lo scorso settembre siamo partite con 5 giocatrici e già ora siamo a 12. La differenza la farà la possibilità di allenarsi con la prima squadra. Avere un riferimento come punto d’arrivo è fondamentale dal punto di vista motivazionale e per garantire continuità e un ricambio nel tempo per la prima squadra».






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