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"Pronti qua": a Vigolo Vattaro la serata informativa in memoria di Roberto Bonvecchio




“Pronti qua”: così Roberto Bonvecchio era solito rispondere a chi lo cercava al telefono. Una piccola consuetudine che dimostrava una grande disponibilità e apertura verso gli altri. Quando la malattia lo ha strappato, ancora giovane, alla comunità per la quale amava mettersi a disposizione, i suoi cari si sono subito attivati per combattere su vari fronti per dare speranza alle altre famiglie. Di qui la nascita, nel dicembre 2019, dell’Associazione “Pronti Qua”. Venerdì sera, al Teatro Parrocchiale di Vigolo Vattaro, si è svolta una serata informativa, di sensibilizzazione e raccolta fondi con la partecipazione, fra gli altri, del Comitato Tecnico Scientifico dell’ospedale Santa Chiara. Ad esprimere la vicinanza dell’intera giunta provinciale alla mission dell’Associazione era presente l’assessore Achille Spinelli.


«Di fronte ai tumori cerebrali – ha detto l’assessore portando il saluto dell’esecutivo – la fondamentale presa in carico sul piano medico, per quanto preponderante, non può essere l’unico sostegno a chi riceve una diagnosi di tumore cerebrale e ai loro famigliari. È importante essere presenti, a vari livelli, in un percorso di accompagnamento di chi soffre sul piano fisico e psicologico. Un particolare ringraziamento, quindi, all’associazione “Pronti Qua” e a tutti coloro che si adoperano quotidianamente esprimendo vicinanza alle persone colpite da questa malattia».

Un ringraziamento e un saluto arrivati anche dal Comune di Altopiano della Vigolana attraverso l’intervento dell’assessore Nadia Martinelli, che ha voluto ricordare il particolare impegno di Roberto Bonvecchio nel volontariato.

«Questa serata esprime un segnale importante – ha detto Gino Gobber, Direttore dell’Unità operativa cure palliative dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari – poiché mette in luce la vicinanza dei cittadini ai professionisti della salute. Un’alleanza vincente che esprime partecipazione della comunità al sistema sanitario».

«La risposta dell’APSS alla neuro-oncologia – ha affermato Silvio Sarubbo, Direttore dell’Unità operativa complessa multizonale di neurochirurgia – è di primissimo livello, ma in questo evento voglio porre l’accento soprattutto sulla sinergia con la comunità e in particolare con l’Associazione “Pronti Qua”. Conosciamo la storia di tante persone accomunate dalla lotta contro la malattia. Ora vediamo però che la sofferenza può diventare solidarietà attraverso l’alleanza fra medici e cittadini.»

L’evento organizzato a Vigolo Vattaro, intitolato “Pronti, attenti, via!”, è stato l’occasione per presentare, grazie all’intervento della presidente dell’associazione, Roberta Casagranda, anche i progetti avviati da “Pronti Qua”, che vuole essere presente e attiva nella lotta contro i tumori cerebrali supportando i malati e i loro famigliari, sostenendo la ricerca scientifica, coinvolgendo le famiglie che hanno vissuto da vicino questa malattia e svolgendo attività di informazione e sensibilizzazione, in particolare sul glioblastoma.

Dal 2020 “Pronti Qua” (www.prontiqua.it ) collabora con il gruppo neuro-oncologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Grazie al contributo dell’Associazione, a breve uno specialista in psico-oncologia fornirà supporto psicologico e vicinanza alle persone colpite da tumore cerebrale e ai loro parenti. Un nuovo, importante tassello nell’articolato percorso di diagnosi e cura della sanità trentina. Venerdì sera i componenti del Comitato Tecnico Scientifico del Santa Chiara hanno spiegato al pubblico presente in sala cosa sono i tumori cerebrali, illustrando le possibilità diagnostiche e terapeutiche, i servizi attivati in Trentino e lo stato della ricerca. Dopo gli interventi tecnici, il folto pubblico ha potuto contribuire concretamente all’impegno di “Pronti Qua” acquistando le opere artistiche e i prodotti messi a disposizione dai sostenitori dell’Associazione, fra i quali diversi quadri di arte contemporanea e alcuni dolci natalizi, come il tradizionale zelten trentino. Una prima, importante tappa di un cammino di informazione e sensibilizzazione che vede impegnati famiglie e professionisti nella lotta ad una malattia aggressiva come poche altre, ma che non ha intaccato la speranza di volontari e istituzioni.




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