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Il lutto. GS Valsugana: il triste addio a Victor Chemotti

Aggiornamento: 5 mar

Victor Chemotti (ultimo a destra) con Daniele Siviero
Victor Chemotti (ultimo a destra) con Daniele Siviero





Aveva appena 29 anni, Victor Chemotti, il giovane atleta in forza al Gs Valsugana Trentino con il quale ha disputato le gare di giavellotto in particolare nel 2023 e 2024 e che si era fatto voler bene da tutto l’ambiente dell’atletica leggera. I funerali si svolgeranno mercoledì 4 marzo alle 14.30 nella Chiesa di Stravino nel Comune di Calavino. Il suo allenatore Daniele Siviero lo ricorda così:

“ Sono andato a rileggere il primo messaggio che Victor mi scrisse, erano i giorni della vigilia del Natale 2022. Mattia Gasperini, Presidente del Gs Valsugana,   mi aveva detto che c’era questo ragazzo di 26 anni che aveva voglia di lanciare il giavellotto. Io avevo accettato la sfida, anche se ero un po' perplesso. Non era semplice imparare un gesto tecnico da adulti. Ma Victor aveva una determinazione e una serietà nell’affrontare le cose che mi convinse. Così iniziò ad allenarsi in palestra nel gennaio del 2023, insieme a Manuel e Cristian, due ragazzini spensierati che spesso scherzavano con lui. La loro esuberanza insieme all’equilibrio di Victor, rendevano gli allenamenti divertenti, la fatica era accompagnata sempre da battute e risate. Victor veniva dopo il lavoro, dove svolgeva mansioni di responsabilità, e nonostante le sue giornate fossero faticose, lui si applicava alle sedute di allenamento senza lamentarsi mai, tanto che a volte ero io a dirgli di fare una serie in meno quando vedevo che era in difficoltà. Presto raggiunse i livelli di lavoro degli altri ragazzi, e spesso andava anche da solo per fare allenamenti extra, come volesse recuperare gli anni perduti. La sua voglia di imparare a lanciare il giavellotto dovette scontare le difficoltà iniziali. Le prime gare non furono memorabili, ma lui non mollò, anzi, capiva che bisognava passare da quelle delusioni iniziali senza fare drammi. Nel secondo anno incominciammo a fare anche le gare invernali, e lì incominciarono i miglioramenti, con i primi lanci in gara a superare i 35 metri, con allenamenti anche oltre i 40. Era sempre più entusiasta, quando prima di Pasqua incominciò a venire sempre con la tosse. Una tosse secca che gli rendeva difficoltoso l’allenamento. Io sospettavo una bronchite, mentre lui ipotizzava cause legate alla polvere dell’officina. Invece scoprimmo presto che la diagnosi era più seria. In quella primavera estate provò ancora a venire ad allenarsi, ma non ci riusciva, incominciava a sentire dolori nel corpo. Continuò a venire al campo solo per venirci a salutare. L’anno scorso, quando fu ricoverato per un problema ai polmoni, decisi di andare a trovarlo insieme a Cristian. Lo trovai sdraiato nel letto ma ancora capace di immaginare il suo ritorno insieme a noi. Negli ultimi mesi gli mandavo a volte delle foto dei ragazzi durante gli allenamenti, a gennaio gli facemmo anche una telefonata dove lo salutammo tutti. Sabato 28 febbraio, prima di partire per i campionati italiani, dove andavo insieme a Luca Sabastiani che si era qualificato lanciando proprio il suo giavellotto, gli avevo mandato un vocale, perché ormai non rispondeva ai miei messaggi. Mi piace pensare che l’abbia ascoltato, che abbia potuto immaginarsi nel volo del suo giavellotto che sale leggero e veloce nel cielo. Ciao Victor, non ti dimenticheremo”.


Giuseppe Facchini

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