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Mi specchio nel domani: Pergine Festival riparte dagli studenti e dalle studentesse





Nel 2025 Pergine Festival ha compiuto 50 anni, ma la sua attività non si ferma. In questi

mesi il progetto Mi specchio nel domani sta coinvolgendo le studentesse e gli studenti

dell’Istituto Marie Curie di Pergine: In scena tre spettacoli, il prossimo e ultimo

appuntamento è con Comizi d’amore il 26 febbraio alle 20:30 al Teatro Comunale di Pergine

nell’ambito del Fuoristagione.

Mi Specchio nel domani è un progetto di co-progettazione culturale che mette al centro le

studentesse e gli studenti dell’Istituto Marie Curie di Pergine, che saranno coautori e attori

degli spettacoli che andranno in scena. Pergine Festival estende la propria azione oltre il

periodo estivo, proponendosi come spazio permanente di dialogo, cooperazione e accoglienza per il territorio e le sue comunità. Il festival accompagna il pubblico durante tutto l’anno, nutrendo il legame con la cittadinanza e stimolando una riflessione collettiva sul futuro.

Studentesse e studenti dell’Istituto Marie Curie di Pergine sono stati coinvolti, con l’ausilio

di alcuni docenti, prima che nella realizzazione degli spettacoli nella scelta dei progetti da

realizzare. È stato chiesto loro quali fossero i progetti che più erano in grado di intercettare

le loro istanze più autentiche e di dialogare con la loro età e sensibilità. Sono sette le classi

coinvolte nei laboratori di creazione che hanno visto all’opera diversi professionisti e

professioniste del settore negli scorsi mesi. Le classi coinvolte a livello laboratoriale sono state protagoniste a tutto tondo. Hanno contribuito alla creazione attraverso interviste, partecipando alla scrittura dei copioni, alla stesura delle musiche, alla realizzazione di alcuni video e, infine, con l’interpretazione dello spettacolo. Il teatro si è trasformato così in un laboratorio vivo di confronto ed espressione, capace di dare voce autentica alle nuove generazioni e ai loro sguardi sul presente e sul domani. Mi Specchio nel domani rappresenta un approccio innovativo ai progetti di teatro per le scuole, poiché responsabilizza e avvicina alla cultura attraverso la partecipazione diretta. Il percorso è realizzato grazie al dialogo costante con il corpo docente dell’Istituto Marie Curie e al sostegno di Fondazione CARITRO, con la collaborazione di AriaTeatro.

Tre i progetti che han preso vita: Rooteen 2 de Gli Omini, La Banca dei Sogni – Pergine. La

realtà da riscrivere di Francesca Merli e Laura Serena e Comizi d’Amore di Rita Maffei.

L’Istituto Marie Curie crede fermamente nel progetto “Mi Specchio nel domani” perché

rappresenta un’opportunità unica per le sue studentesse e i suoi studenti di acquisire competenze trasversali essenziali: dall’espressione creativa e il lavoro di team, alla capacità di analisi critica dei temi generazionali come futuro e identità, fino al public speaking sul palco. Un valore aggiunto importante è stato il lavoro svolto dalle docenti Chiara Praindel, Devis Massignani e Maria Dal Farra, che hanno coordinato con entusiasmo le classi degli indirizzi AFM Web Marketing e Liceo Economico Sociale, dando vita a una preziosa collaborazione con Pergine Festival trasformando le aule in veri e propri laboratori di crescita personale e culturale”, afferma la dirigente scolastica Tiziana Gulli.Comizi d’Amore è il terzo e ultimo progetto del ciclo Mi specchio nel domani ed ha invitato studenti e studentesse a riflettere sui sentimenti, le relazioni e l’amore attraverso un percorso di teatro partecipato guidato da Rita Maffei, una delle figure di riferimento del teatro partecipato in Italia. Partendo dalle domande Qual è stato il primo momento in cui hai conosciuto l’amore? Ti ricordi quando hai scoperto come nascono i bambini? Quando hai imparato ad amare? Comizi d’amore è uno spettacolo corale, sincero e disarmante, nato dalle voci di ragazze e ragazzi che si

confrontano su amore, relazioni e sentimenti. I giovani protagonisti perginesi portano in scena se stessi, con le loro domande, esperienze e visioni. Non c’è finzione, ma espressione autentica: il frutto di un laboratorio che ha messo al centro l’ascolto e la voglia di capire, insieme, cosa significhi oggi amare e costruire relazioni. Un atto teatrale intimo e collettivo, che tocca l’emotività senza retorica e parla a tutte le generazioni. Lo spettacolo finale andrà in scena il 26 febbraio, con una replica mattutina per le scuole e una serale alle 20:30 aperta alla comunità al Teatro Comunale di Pergine, con biglietti disponibili online e presso il Teatro di Pergine.

Rooten è andato in scena lo scorso 8 gennaio, il progetto ha appassionato e coinvolto la scuola fino al punto di decidere che la visione dello spettacolo poteva diventare il cuore dell’assemblea di Istituto. La compagnia toscana Gli omini, che già lo scorso anno aveva lavorato con ragazze ragazzi del Marie Curie, è tornata per ascoltare e dare voce a chi non sempre ne ha, per mettere in luce e dare il giusto peso a insofferenza, rabbia, fragilità, violenza, necessità di ascolto, paure collettive e sogni nascosti. Il teatro si è rivelato luogo protetto, luogo dell’ascolto e dell’incontro in cui è possibile scoprirsi e dare espressione al proprio malessere. Il teatro ha svolto il suo ruolo più nobile quello di mettere in scena tensioni e conflitti, contraddizioni e dubbi, per condividerli e non nasconderli sotto la sabbia. Dagli incontri e dalle interviste è nato un copione, che è poi diventato spettacolo, uno specchio senza filtri di una comunità in trasformazione. Nessuna censura, solo parole degli studenti e delle studentesse, restituite sul palco così come sono state raccontate.

Il 22 gennaio in tripla replica (due matinée dedicate alle scuole e una serale aperta alla

cittadinanza) al Teatro Comunale di Pergine è andato in scena lo spettacolo La Banca dei Sogni– Pergine La realtà da riscrivere che esplora il mondo onirico, trasformando i sogni reali degli adolescenti in spettacolo, per interrogare il presente attraverso l’immaginazione. Francesca Merli e Laura Serena hanno lavorato con la IV Web Marketing dell’Istituto Marie Curie, indagando attraverso i sogni dei ragazzi e delle ragazze temi centrali della loro generazione: il futuro, l’identità, il bisogno di giustizia e l’impegno politico. Sul palco, la classe diventa un laboratorio sociale: le scelte, gli errori e l’etica dei ragazzi e delle ragazze costruiscono una comunità viva, fragile e sorprendentemente reale. Cosa significa oggi sentirsi parte di una comunità? Quali forme di partecipazione i giovani sentono ancora possibili? Ne nasce uno spettacolo che mette in dialogo sogno e scena, desiderio e contesto socio-politico. Perché i sogni non sono fuga ma strumenti per decifrare e trasformare il reale. In un’atmosfera che ricorda Twin Peaks, una vicenda scatenata dall’uccisione di un gatto mette in discussione le certezze della comunità: tutti hanno un’opinione, ma nessuno riesce a risalire all’origine del male.

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