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Pergine. Rita, la produzione firmata Ariateatro

I due attori con il regista e Rita Pallaoro
I due attori con il regista e Rita Pallaoro




Dopo il debutto al prestigioso POLIS Teatro Festival di Ravenna e una tournée nei teatri italiani, Rita, la produzione firmata Ariateatro, è approdata il 18 febbraio anche in casa, al Teatro comunale di Pergine. A dare vita ai personaggi intensi e sfaccettati sul testo della drammaturga catalana Marta Buchaca sono stati gli attori Denis Fontanari e Monica Garavello, guidati da Alberto Giusta. Il regista, noto per la sua sensibilità registica e la capacità di scavare nell'animo dei personaggi, ha portato  in scena una lettura contemporanea e coinvolgente del testo di Buchaca, esaltandone la forza emotiva e la sottile comicità. C’era grande attesa per lo spettacolo, il pubblico ha riempito ogni posto del Teatro ed è stata una attesa ben riposta, perché Denis Fontanari e Monica Garavello, hanno offerto una interpretazione di grande classe, una vera lezione recitativa, che ha emozionato tanto, arrivando al cuore degli spettatori attenti a ogni parola e a ogni sfumatura. Al termine dello spettacolo i due attori visibilmente emozionati e il regista hanno incontrato il pubblico nel foyer rispondendo ad alcune domande. E presente anche la mamma di Fontanari, Rita Pallaoro,  che ha avuto un ruolo recitante all’interno della rappresentazione. Davvero originali gli oggetti di scena curati da Davide Sorzato e Federica Rigon, come la canzone originale di Iacopo Candela.

Rita è una tragicommedia che parla della difficoltà di "lasciare andare" le persone che si amano, solleva la questione del fine vita e  di cosa significhi vivere con dignità ed esplora la legittimità che abbiamo quando si tratta di decidere della morte degli altri. Attraverso dialoghi brillanti e situazioni inaspettate, Buchaca conduce lo spettatore nel cuore di un microcosmo fatto di silenzi, non detti, fragilità e la costante ricerca di un equilibrio precario. Toni e Julia sono fratelli, che si vogliono bene,Toni è uno che prende scorciatoie, forte e determinato, Julia è invece incapace di prendere decisioni, vacilla rispetto a qualsiasi argomento. Quando però il veterinario di Toni gli consiglia di sopprimere il suo cane, Rita, la sua sicurezza svanisce. Julia, invece, è molto ferma sulla questione. In questo ribaltamento di ruoli, Toni pone quindi la stessa domanda riguardo la madre e la tensione esplode.

Il regista Alberto Giusta ha sottolineato che parlare di morte è uno degli argomenti che non sempre trova spazio pubblico per la complessità che esso comporta. Il testo di Buchaca lo  descrive in una prospettiva più leggera e divertente, sviluppando una storia in cui prevalgono valori come la familiarità, l’empatia mischiate a una certa vena di follia. Follia nella creazione di personaggi diversi non senza esagerazioni in un’atmosfera, dapprima molto amichevole e leggera, poi con picchi di energia che rendono la commedia molto “agitata”. Le varie scene sono inondate di emozione e intimità; quando il ricordo e nostalgia vengono evocati il peso drammatico aumenta. ma anche amaro. E “Rita” è uno spettacolo che resta come l’intensità dell’interpretazione dei due attori in scena. 


Giuseppe Facchini

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