Boccia paralimpica: una medaglia di bronzo trentina ai Campionati italiani assoluti di Roma




Una medaglia di bronzo, è il bottino del Comitato trentino, ai recenti Campionati Italiani Assoluti di Boccia Paralimpica, disputati nei giorni scorsi al Centro Tecnico Federale di Roma.


Ad averla conquistata con grande merito, è stato Gabriele Zendron, atleta del sodalizio roveretano della Boccia Viva.

Ma facciamo un passo indietro per spiegare cos’è la “Boccia Paralimpica”.

Forse è, lo sport che maggiormente esprime lo spirito paralimpico fra quelli praticati alle Paralimpiadi.

Il perché sta nel fatto che è l’unica disciplina sportiva praticabile da persone che hanno disabilità gravi/gravissime.

Praticarlo, apporta benefici indiscussi, quali autocontrollo autostima ed integrazione sociale.

Introdotto alle Paralimpiadi del 1984 , il suo scopo è quello di avvicinare il più possibile la Boccia ad un obiettivo.

Si tratta di una pallina chiamata jack (il boccino).

Alcuni atleti lo praticano in autonomia, altri hanno bisogno di uno scivolo, una rampa, ed un tecnico.

Fatta questa lunga ma doverosa premessa, ritorniamo alla medaglia di bronzo, conquistata da Gabriele Zendron.

Un terzo posto che rende il risultato eccezionale per esserci arrivato cambiando categoria .

Ha cominciato la sua attività agonistica nella categoria BC4 .

Quest’anno, purtroppo, le sue capacità residue motorie, agli arti inferiori, sono diminuite, costringendolo a scendere in classe BC3, classe nella quale c’è bisogno di un ausilio esterno, la rampa, e di un assistente.

Altro elemento fondamentale nella crescita di Gabriele, è stata la famiglia.

Per poterlo seguire a dovere, il padre è diventato tecnico federale e suo assistente personale, figura indispensabile nella categoria BC3.



La madre è diventata arbitro, una passione quella di Gabriele, che ha contagiato tutti i suoi familiari, in un gioco di squadra, che ha portato in poco tempo frutti dal sapore dolcissimo.

La Boccia Paralimpica si divide in categorie che tengono conto delle residue capacità psico-fisiche di ogni atleta che deve sottoporsi ad una periodica classificazione.

Si parte dalla categoria BC1, per arrivare alla BC4, tutte riservate ad atleti con disabilità gravi ed all’uso della carrozzina.






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