Addio a Minuccia Doronzo, guerriera gentile


Minuccia Doronzo con la figlia Gaia e il marito Francesco Cardamone




Minuccia Doronzo ci ha lasciati nella mattinata di domenica 3 luglio. L’allenatrice di volley conosciuta e stimata in tutto il Trentino, e in particolare in Valsugana, è morta a Rimini dove si era trasferita pochi giorni fa insieme al marito Francesco Cardamone, allenatore del Gs Valsugana Trentino, e alla figlia Gaia, giocatrice di volley, nonché atleta del Gs Valsugana.

Minuccia era nata a Lucca l’8 luglio 1975 e tra pochi giorni avrebbe compiuto 47 anni. I genitori erano in Toscana per lavoro, ma poco dopo si era trasferita al sud dove ha vissuto la giovinezza.

Ha giocato come pallavolista palleggiatore in serie D a Barletta, poi in serie C ha disputato i campionati federali con due società e si è allenata in B con la Sirio, poi in D a Pesaro e a Rimini con diverse società del territorio

A Rimini conobbe Francesco Cardamone, a sua volta allenatore dell’Athletic Rimini e del Volley Rimini, oltreché responsabile del settore mezzofondo di San Marino. Il matrimonio nel 2003, e di seguito all’ottenimento da parte del marito

della cattedra di professore di educazione fisica in Trentino, vi è stato l’arrivo a Pergine, seguito dalla nascita di Gaia.

Minuccia si è quindi tuffata nel suo sport preferito in Trentino allenando tante squadre: l’Alta Valsugana Volley, il Lakes Levico-Caldonazzo, la New Sport.

Nell’ultima stagione era vicina al Basilisco-Rotalvolley di Mezzocorona, insieme alla figlia Gaia che ha ottimamente giocato nell’Under 14 giungendo alle finali di categoria classificandosi al terzo posto.

Minuccia era allenatore di pallavolo di secondo grado e allenatore Nazionale di Beach volley.


Ad Urbino ha ottenuto la laurea quadriennale in Economia, Laurea in Marketing, a Trento si è poi laureata in Sociologia e durante il Covid si è nuovamente laureata nella Specialistica in Scienze Motorie e Management dello Sport, quindi ottenendo la qualifica di professoressa di Educazione Fisica.

Sul suo profilo social scriveva in proposito: «Non c’è il tempo giusto per le proprie passioni, c’è la perseveranza e la tenacia. Grazie e Francesco Cardamone per avermi insegnato tanto in questi lunghi anni e alle mie atlete che sono state il motore della mia passione».


Grande organizzatrice, studiava e preparava tutto fin nei minimi particolari e costruiva ogni cosa intorno a lei, le varie squadre, con entusiasmo e pazienza, guardando sempre oltre l’ostacolo. Accettava le sfide della vita e le nuove avventure sportive che si presentavano di anno in anno.

Minuccia Doronzo ha sempre avuto una grande volontà anche nel combattere la malattia che l’aveva colpita, continuando ad allenare e a studiare in modo indomito, lavorando con passione e competenza, sia nel campo tecnico che in quello umano nel rapporto con tutte le atlete e le squadre che ha allenato.

Lei stessa ci teneva a ricordare che, insieme al marito, ha sempre cercato di condividere le loro conoscenze e la passione sportiva con il filo conduttore della coerenza etica e sportiva.

Minuccia lascia il marito e la figlia, il papà Pasquale, la mamma Tina, i fratelli Aldo e Francesco e le rispettive famiglie.

I funerali si svolgeranno a Rimini il 6 luglio alle ore 9.00 nella Chiesa Regina Pacis. Ha dato tanto Minuccia alle persone che ha incontrato nel suo cammino e il suo esempio e la sua vita resteranno per sempre nelle persone che ha conosciuto.

Ciao carissima Minuccia.

Giuseppe Facchini

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