Vigolana: c'è "Pronti Qua" in memoria di Roberto Bonvecchio e in aiuto ai malati di tumore cerebrale


Roberto Bonvecchio

Sull'Altopiano della Vigolana in memoria di Roberto Bonvecchio è nata l'Associazione "Pronti Qua" che aiuta i malati di tumore cerebrale. Abbiamo intervistato Roberta Casagranda, presidente della neonata Associazione...


di JOHNNY GADLER


Roberta, perché "Pronti Qua"? «L’associazione è nata in memoria di Roberto Bonvecchio, scomparso per un tumore cerebrale nell’estate del 2019. Il nome si ispira alla frase con cui Roberto rispondeva al telefono: ‘pronti qua’, come a voler sottolineare che per qualsiasi necessità si poteva contare su di lui».


Chi era Roberto Bonvecchio?

«Era mio marito, una persona meravigliosa, sempre disponibile. E non lo dico solo io da moglie, ma tutti quelli che l’hanno conosciuto lo ricordano sempre con il sorriso sulle labbra».

Era molto conosciuto sull'Altopiano della Vigolana?

«Sì, perché era attivissimo in numerose associazioni: che fossero alpini, Pro Loco, Protezione civile o pompieri, Roberto non faceva mai mancare il suo appoggio. Con la Protezione civile era andato persino a L’Aquila per il terremoto, ma la sua grande disponibilità emergeva in qualsiasi circostanza».

Ce ne racconti una...

«Ricordo, ad esempio, che un giorno eravamo a casa e verso le 23 cominciammo a sentire dei rumori. Guardando dalla finestra Roberto vide uno sconosciuto intento a scaricare un furgone. Molti al posto suo si sarebbero allarmati, altri avrebbero fatto finta di niente. Roberto, invece, scese in strada e chiese a quella persona se avesse bisogno di una mano. Era un nuovo vicino che traslocava e che rimase molto colpito da quella proposta d’aiuto così inaspettata e spontanea, oggi sempre più rara da trovare anche nei piccoli paesi. Gli ripetevo sempre: “Roberto, tu sei giovane fuori, ma dentro hai l’animo di un vecchietto d'altri tempi”».

O forse di un eterno bambino...

«Oh, questo sì! Nonostante Roberto fosse molto forte, in grado di prendere in mano qualsiasi situazione, era davvero rimasto un bambino. Non ho mai conosciuto una persona con un animo così puro. Si entusiasmava per tutto, anche per le cose più semplici. Quando magari tornava a casa dal lavoro un po' stanco, bastava che dicessi “ho preparato le mele cotte” e subito gli brillavano gli occhi».

Insomma, non s'annoiava mai...

«Vero. In un'epoca in cui tanti dicono di annoiarsi, lui trovava sempre qualcosa da fare».


Darsi da fare per gli altri...

«Oppure dedicarsi alla corsa, sua grande passione. Amava gli ultra Trail di 60 o 80 km ed era attivissimo nell’organizzare il Vigolana Trail, aiutandomi pure nel mio lavoro al Consorzio Turistico della Vigolana. Nel 2010 fece il cammino di Santiago, 900 chilometri in 22 giorni. Delle volte mi telefonava dicendo: “Oggi ho camminato per 50 km”. “E ora che fai? ” chiedevo io. “Niente – rispondeva – vado a farmi ancora due passi».

Proprio un gran camminatore...

«Sì, ma anche appassionato di motori. All’inizio faceva il meccanico, poi aveva trovato lavoro alla MAV di Bosentino dove, operando su turni, aveva più tempo libero per dedicarsi alla corsa e alla bici. Ma amava pure la moto. A fine luglio 2019 andammo a fare un giro in Val di Sole. Una settimana dopo i medici si chiedevano come avesse fatto a guidare: gli avevano appena riscontrato una massa di 8 cm nel cervello...


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