Un'estate per riflettere su uomo e natura con Cinema MuseDoc



Nell’ambito del calendario di eventi SUMMERTIME, nel giardino del MUSE parte giovedì 9 luglio un ciclo di proiezioni a cura del Trento Film Festival: protagonista della prima serata il pluripremiato Honeyland.

Sono iniziate domenica 21 giugno e andranno avanti fino alla fine di settembre le iniziative che animeranno per tutta l’estate il giardino del MUSE, nell’ambito del calendario di eventi SUMMERTIME e del contenitore "Estate a Trento. Musica, teatro, cinema, danza – ad almeno un metro di distanza”, promosso dal Comune di Trento. Dopo i difficili mesi di lockdown, grazie alla collaborazione di tanti soggetti del mondo della cultura, il pubblico trentino avrà a disposizione decine di iniziative ogni settimana, tra laboratori, spettacoli, mostre e il cinema all’aperto.

In particolare, ogni giovedì alle 21.30 saranno proiettati sulle pareti esterne del museo alcuni documentari del Trento Film Festival, in un percorso di avvicinamento alla 68. edizione (27 agosto - 2 settembre 2020) che poi proseguirà fino al 17 settembre. Il costo del biglietto sarà di 5 euro (ridotto 3 euro), acquistabili direttamente in cassa o in prevendita sul sito www.primiallaprima.it. Le proiezioni saranno anticipate da una presentazione a cura del MUSE.

Si comincia giovedì 9 luglio con il bellissimo e pluripremiato Honeyland di Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov (Macedonia del Nord, 2019, 85'), che dopo innumerevoli riconoscimenti internazionali e due candidature all’Oscar torna a Trento per una serata imperdibile. Il film ha ricevuto il patrocinio di Slow Food.

Annidata in un’isolata regione montuosa nel profondo dei Balcani, Hatidze Muratova vive con l’anziana madre in un villaggio privo di strade, elettricità e acqua corrente. Lei è l’ultima di una lunga generazione di apicoltori che estrae il miele dai favi selvatici per venderlo in piccoli lotti al mercato della città più vicina – a quattro ore di cammino. La pacifica esistenza è sconvolta dall’arrivo di una famiglia nomade con i loro motori ruggenti, i sette chiassosi bambini e una mandria di bovini. Hatidze accetta ottimisticamente e a cuore aperto la proposta di cambiamento, ma non ci vorrà molto prima che il conflitto evolva, esponendo le fondamentali tensioni tra natura e uomo, armonia e discordia, sfruttamento e sostenibilità.



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