Pergine Valsugana. Tutte quelle vie che portano fuori



11 settembre 1904: la banda municipale perginese festeggia il veloce Club Trentino nel piazzale delle cantine di Silvio Dallatorre.




di LINO BEBER

Dalla Chiesa Parrocchiale di Pergine Valsugana parte via Spolverine che si dirama poi in via Fabio Filzi, via Oreste Baratieri, via Damiano Chiesa e Via Caduti...


Viale degli Alpini termina all’incrocio dove a sinistra inizia via Regensburger e a destra via Fabio Filzi, dedicata al patriota irredentista, nato in Istria nel 1884 da padre originario di Borgo Sacco-Rovereto, che fu condannato a morte mediante impiccagione a Trento nella fossa del Castello del Buonconsiglio assieme a Cesare Battisti il 12 luglio 1916.

Il viale prosegue verso Zivignago come via Oreste Baratieri dedicata al generale nato a Condino (1841-1901) con il cognome Baratter che decise di italianizzare prima in Barattieri e poi in Baratieri.

Dal 1860 al 1866 fu affiliato alle camicie rosse di Giuseppe Garibaldi diventando poi un comandante delle operazioni coloniali italiane in Africa, macchiatesi di crimini di guerra, aggressione gratuite e genocidi. Partecipò alla sanguinosa battaglia di Adua (Abissinia) dell’1 marzo 1896, una delle disfatte più pesanti e tragiche della storia coloniale d’Italia.

Alla destra di via Baratieri l’edificio ora disabitato noto come casa dei finanzieri, un tempo sede della filanda Montel, seguito dalla casa di riposo e alla sinistra la costruzione un tempo sede delle A.C.L.I., la palestra dell’Oratorio e la dimora della famiglia Janeselli dove c’era la cantina della famiglia Dallatorre e successivamente negli anni ’50 un’officina di automobili denominata C.A.M. (Carrozzeria Automobili Moderna), in seguito sede della ditta elettrica di Remo Janeselli.


All’incrocio a sinistra con via Caduti e a destra con la fine di via Pive e l’inizio di via Damiano Chiesa, nasce raggiungendo Zivignago via Spolverine, il cui nome è legato all’attività mineraria di produzione della sugarina, detta anche spolverina, ricavata dalla calcopirite (minerale di rame, ferro e zolfo).

Un tempo lungo la via sorgeva la fabbrica di birra, nell’edificio che era una caserma durante la Prima guerra mondiale, ora l’edificio ristrutturato ospita la Pasticceria Laner per i palati golosi. Nel vasto appezzamento di fronte, ora colonizzato dalle case GESCAL, un tempo lavoravano la terra un gruppo di degenti dell’Ospedale psichiatrico. Dopo il bivio per Zivignago inizia via Lagorai fino al ponte sulla strada che porta verso Canezza e la valle dei Mocheni.


Via Damiano Chiesa ricorda l’irredentista roveretano (1894-1916) studente del Politecnico di Torino e poi della facoltà di Ingegneria navale di Genova. Nel 1915 si arruolò nell’esercito italiano e nel febbraio 1916 era operativo a Coni Zugna a sud di Rovereto.

Il 16 maggio 1916 fu fatto prigioniero a Costa Violina durante la Strafexpedition, il 18 incarcerato al Castello del Buon Consiglio e il giorno successivo venne fucilato nella fossa dello stesso castello. Fu chiamato “Protomartire (Primo martire) della Grande Guerra”.

La lunga via Caduti ha il suo nome legato al grande cimitero dei caduti della Prima guerra mondiale ora trasformato in Parco della Pace, che arriva fino alla casa fersinale di Serso.

Fino al 1972 circa 2 mila soldati caduti nella Prima guerra mondiale – austriaci, boemi, ungheresi e bosniaci, ora sepolti in altri luoghi – trovarono qui sepoltura, tra i quali il famoso pilota ungherese Josef Kiss.

Dell’ex cimitero resta in piedi il Monumento alle vittime della guerra alto quasi cinque metri. Ospita ora il bocciodromo e il parco aperto al pubblico e ombreggiato da maestosi alberi di tiglio.

Dopo il parco sulla sinistra della via sorge la scuola media dedicata al geologo professore universitario di mineralogia a Bologna Ciro Andreatta (1906-1960) e un asilo nido. La via prosegue incrociandosi con la fine di via Dolomiti con case e campagne fino alla casa fersinale prima del ponte di Serso.

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