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Pergine. La festa di chiusura, dopo 80 anni, del ristorante "La Rotonda"


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L’ Hotel Ristorante Bar “La Rotonda” di Pergine ha chiuso la propria attività il 28 novembre dopo 80 anni di presenza, con una emozionante serata di saluto e ringraziamento che ha visto una grande partecipazione di persone. Una storia importante che la famiglia Betti ha onorato con una conduzione familiare e di qualità, uno dei fiori all’occhiello dell’ospitalità trentina fatta di ottima ristorazione, di accoglienza e di tanto cuore e impegno. La Rotonda ha sempre avuto una gestione familiare tanto che dopo la morte del fondatore Vittorio Betti avvenuta nel 1984, ha proseguito la moglie Fiorella ( vero nome Fiorina) e i figli Marco, Ivano e Roberto che già lavoravano nella struttura e che hanno curato ogni minimo particolare per i confort dei clienti. La cucina di qualità è stata quella di Marco che ha proposto i piatti della cucina trentina, sempre particolarmente curati e gustosi. L’ospitalità della Rotonda va ben oltre il rapporto commerciale per diventare una relazione personale e calorosa. Questo grazie alla gentilezza e all’umanità dei gestori che hanno accolto sempre tutti con una bella parola e un sorriso. Una identità ben precisa che ha unito per decenni ristorazione, bar e alloggio. Ne parliamo con i fratelli Betti, Marco, Ivano e Roberto.

Come è nata La Rotonda? 

La Rotonda è stata aperta l’8 settembre 1945 e il nome deriva dalla forma caratteristica dell’edificio. Ad aprire la struttura è stato il papà Vittorio Betti che tanta importanza ha avuto nel tessuto economico e sociale di Pergine. Nato nel 1909, originario di Tenna, a 20 anni volle iniziare il lavoro di commerciante vendendo uova girando in bicicletta per poi rilevare la fiaschetteria che si trovava in via Pennella all’angolo di piazza Serra per gestire per un periodo anche la Locanda Al Moro. Dove si trova l’attuale edificio una volta c’era una tettoia, un luogo dove venivano messe le assi di legno ad asciugare al coperto, papà Vittorio l’ha comperata e sotto i bombardamenti nel 1944 iniziarono i lavori di costruzione della prima rotonda aperta l’anno successivo con l’osteria e il bar. Nel tempo sono state fatte diverse modifiche e ampliamenti, l’apertura dell’albergo con 28 camere e il ristorante.



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L’edificio era diventato anche un punto di riferimento per altri servizi?

Papà Vittorio aveva anche la licenza di taxi la numero 1, così come l’esercizio era il posto telefonico pubblico di tutta Pergine, da noi tutta la popolazione poteva telefonare e a nostra volta ricevevamo le chiamate da comunicare alle persone e giravamo il paese ad avvisare i destinatari delle telefonate. Il piazzale antistante è diventato la stazione dei pullman di linea  dove si fermavano le corriere dell’Atesina, dell’Isa, la Bordato e Cappello. Per un periodo dove ora c’è il bar è stata aperta anche un edicola di giornali.

80 anni di storia, di lavoro e servizio alla comunità. Quali le più grandi soddisfazioni?

Riuscire ad andare avanti tutti noi tre fratelli insieme e sempre in armonia, è un aspetto non da poco e la più grande soddisfazione è quella di vedere i clienti che ancora dopo tanti anni continuano a venire da noi, fedeli. Non è solo servizio, ma un pezzo di cuore e vuol dire che abbiamo percorso insieme la strada giusta.

Una storia che si chiude per ripartire in un modo diverso. Perché questa scelta?

Non abbiamo il ricambio generazionale interno ma è stata trovata una famiglia con persone molto più giovani di noi con un modo di lavorare sicuramente più attuale, con proposte innovative come il servizio di pizzeria. Noi invece proseguiremo nella gestione del  servizio di affittacamere nella dependance.

Giuseppe Facchini



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