L’omaggio di Elio a Enzo Jannacci tra le Dolomiti





Chissà come racconterebbe Enzo Jannacci il mondo di oggi. Con il suo fare di acuto osservatore della realtà che poi restituiva nei suoi testi memorabili con pennellate di non sense che però un senso eccome se lo avevano.


Ieri, 21 settembre, su quel palco che sempre emoziona, il prato di Villa Welsperg circondato dalle vette delle Pale di San Martino, con grande umiltà ed onestà, Elio in “Ci vuole orecchio" ha indossato i panni di Jannacci restituendolo in tutta la sua profondità, anche solo per il tempo di uno spettacolo. Per i Suoni delle Dolomiti ha regalato al pubblico un’emozione intensa e non certo «una fastidiosa parentesi fra le chiacchiere nel foyer e la pizza post spettacolo», come Elio ha tratteggiato il disinnamoramento degli ultimi tempi al Teatro.

Davvero numeroso il pubblico accorso in Val Canali, fan di Jannacci, fan di Elio, e chi di entrambi, con cellulari pronti a immortalare il selfie o il video, e la voglia di ballare per un'ora intera. Ed uno ad uno, evocati dal richiamo di Elio al megafono, hanno fatto capolino i ritratti della Milano di Jannacci. Da Saltimbanchi a L’Armando e Silvano, passando per La luna è una lampadina e La banda dell'ortica o Sopra i vetri di una finestra, fino allo slang milanese di El purtava i scarp del tennis, in un intercalare di freddure, Elio ha cucito passato e presente con la sottile ironia della critica. Il tutto impreziosito dagli ottimi musicisti, valore aggiunto per il successo dello spettacolo lungamente applaudito da un pubblico entusiasta a cui Elio non ha negato una foto o un saluto.

L’ultimo appuntamento del festival I Suoni delle Dolomiti è in programma venerdì 23 settembre (ore 12) in località Jonta nella Val San Nicolò, laterale della val di Fassa. Protagonista il cantautore Max Gazzè.



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