Gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile nell’operato della CR Valsugana e Tesino


La sede della Cassa Rurale Valsugana e Tesino a Borgo Vals.


Arnaldo Dandrea, Presidente della CR Valsugana e Tesino

Presidente Dandrea, l'Onu nella sua Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile ha individuato 17 obiettivi fra cui figurano sfide epocali, come sconfiggere la fame e la povertà, ma anche condotte di vita sostenibili, regolate da pace e giustizia, grazie anche a istituzioni solide. Come CR Valsugana e Tesino, come declinate in concreto questi obiettivi?

«Nel solco di quanto recita il motto di Cassa Centrale: Cooperativi. Sostenibili. Responsabili. Tre parole che sintetizzano un modello di business, di sviluppo economico, sociale e culturale, nel quale declinare la cooperazione attuale e del futuro. Per fortuna il nostro territorio non deve sconfiggere la fame, ma di certo vi sono ancora molti obiettivi da perseguire, come la cura della propria salute o il raggiungimento di una convivenza sostenibile in un quadro di pacifica convivenza. Questo lo facciamo ogni giorno applicando la ricetta, semplice ma sempre valida e rivoluzionaria, della cooperazione. Quindi attenzione al territorio con un costante ascolto e in questo siamo aiutati proprio dai nostri Soci, che nei comitati locali raccolgono e propongono le tante istanze a cui cerchiamo di dare risposta come banca di credito cooperativo.»


Il quarto obiettivo dell’Agenda 2030 è un’Istruzione di qualità. Voi come affrontate questo tema?

«La CRVT da sempre è impegnata sul fronte della scuola in varie modalità. Da una parte cerchiamo di premiare l’impegno e i risultati d'eccellenza attraverso i nostri “Premi allo studio” che sono sempre molto apprezzati; dall'altra collaboriamo con le scuole realizzando dei piccoli percorsi conoscitivi di economia e finanza. L'Italia, purtroppo, è il fanalino di coda in questo campo, e noi abbiamo il dovere – ma anche il piacere – di cercare di formare futuri cittadini responsabili nelle loro scelte. A breve concluderemo l'avvio di due progetti molto importanti in quest’ambito: il primo rivolto alle Scuole, denominato LA BANCA SUI BANCHI. Il secondo, altrettanto innovativo e che stiamo mettendo a punto proprio in questi giorni, sarà invece rivolto alle famiglie di ragazze e ragazzi. Tali attività, tengo a sottolineare, sono da noi proposte senza alcun proposito commerciale, con l’unico intendimento della formazione e della crescita culturale.»


L’obiettivo n. 5 prevede l’uguaglianza di genere...

«Su questo obiettivo la nostra Cassa Rurale rappresenta un bell’esempio: il 48% dei nostri dipendenti, infatti, è donna. Sul lavoro le donne sanno sempre portare un valore aggiunto notevolissimo; non solo in termini di esperienze, ma anche di capacità di ascolto, doti che nel nostro mestiere risultano di vitale importanza. Abbiamo rinnovato da poco i nostri Comitati locali dei Soci, che con la Consulta dei Soci rappresentano la Cassa Rurale nella sua attività sociale nel territorio: il 44% dei componenti sono donne, perlopiù giovani. Questa partecipazione costituisce una netta inversione di tendenza rispetto a un modello sociale che in passato aveva portato alla marginalizzazione femminile. Un segnale positivo che non mancheremo di valorizzare in futuro»


L’Agenda 2030 accende un faro anche sulle diseguaglianze sociali. Voi come affrontate il tema?

«Sostenendo quelle associazioni che si occupano della persona sotto diversi aspetti e che operano a favore delle categorie fragili, o ideando e proponendo momenti d'aggregazione che portino all'interno della comunità anche chi soffre un qualche disagio. In una parola Cooperazione, concetto che ha sempre eliminato la marginalità.»


Per la qualità del territorio che fate?

«Il nostro legame con il territorio è di appartenenza: siamo un punto di riferimento costante e con l'associazionismo abbiamo un rapporto molto stretto e proficuo. Ogni anno eroghiamo decine di migliaia di euro di contributi proprio a quelle associazioni che si occupano di tenere puliti e aperti i sentieri e che si occupano di ambiente, gestione della fauna, biodiversità. Anche su questo punto siamo fortunati a vivere in una zona del nostro Paese che ha saputo ben gestire le sue risorse naturali. Certamente il nostro impegno come principale partner economico del territorio è di valutare anche questo aspetto nel nostro operato.»


Altro tema dell’Agenda 2030 è quello dell’energia pulita e accessibile. Finora abbiamo parlato di ciò che CRVT mette in campo verso l’esterno. Ma al suo interno riesce a perseguire con la stessa efficacia le politiche improntate alla sostenibilità e alla salvaguardia del territorio?

«Direi proprio di sì, ma come sempre lascio che a parlare siano i fatti concreti. L'ultimo, in ordine di tempo, è stato l'acquisto di un mezzo aziendale – destinato a trasportare i materiali di consumo dal nostro magazzino centrale a tutte le filiali – con alimentazione a metano e pertanto meno inquinante. Ma questo di certo non è l’unico segnale della nostra coscienza ambientale. Le agende che realizziamo a fine anno, ad esempio, sono tutte su carta riciclata. Ancora: tutta l'energia elettrica utilizzata dalla banca è certificata al 100% proveniente da fonti rinnovabili; tutte le nostre principali filiali sono dotate di impianti fotovoltaici (Tezze, Grigno, Arsiè, Castello Tesino, Telve, Scurelle, Roncegno). In alcune di esse sono stati effettuati interventi di efficientamento energetico, o nell'ambito di un completo rifacimento strutturale (come a Fonzaso), o adottando sistemi di riscaldamento certificati, come a Spera, Pieve Tesino e Lamon. Inoltre la formazione dei nostri dipendenti contempla corsi di sensibilizzazione su questi temi, mentre in futuro il nostro bilancio sociale dovrà contenere indicazioni anche in tal senso».

Quanto ha influito sulle azioni legate alle tematiche ambientali e sostenibili l'appartenenza al Gruppo Cassa Centrale?

«L'adesione al Gruppo Cassa Centrale ha significato aderire non solo a un modello organizzativo e produttivo, ma anche culturale. Esistono all'interno del Gruppo comunità di pratica di cui fanno parte le BCC aderenti che si confrontano su questi temi, portando riflessione e nuovi stimoli. Infine pensiamo anche alla nostra funzione di gestori del risparmio e a quanto sono cambiati, negli anni, i prodotti di investimento. Ora il cliente può sottoscrivere fondi etici e scegliere con più consapevolezza. La consulenza che offriamo non si limita più a profili di rischiosità e possibilità di rendimento, ma offre all'investitore anche un panorama di scelte responsabili da valutare».


Come coinvolgerete i Vostri clienti in questo cambiamento epocale?

«In tanti modi. Nelle settimane scorse, ad esempio, abbiamo invitato tutti i nostri Soci e Clienti, assieme alle altre banche cooperative del Gruppo, a compilare un questionario per cercare di rilevare il grado di conoscenza degli argomenti inerenti alla sostenibilità e la propensione a una scelta concreta e consapevole in termini ambientali e di tutela sociale. Il questionario si compone di due sezioni: la prima volta a raccogliere informazioni per il Bilancio di Sostenibilità (Rendicontazione Non Finanziaria); la seconda finalizzata ad analizzare le scelte d’investimento sostenibili. Proprio in questi giorni abbiamo avviato con l’Associazione Donne in Cooperazione una collaborazione per proporre ai nostri Soci e Clienti un questionario per capire quale è stato l’effettivo impatto della pandemia nella vita delle nostre famiglie, specialmente dal lato delle donne. A questo proposito mi preme dire che il freddo numero del Pil ha una sua valenza, ma certamente non indica la qualità della vita fatta di tante cose, piccole e grandi: è su questo aspetto che si concentrano i nostri sforzi, assieme anche alle Associazioni locali e a quanti possono e vogliono dare il loro contributo. A partire dal 2018 CCB ha intrapreso un percorso di rendicontazione delle attività sociali e ambientali, che ci ha spinto alla proposta di un nostro bilancio sociale, al momento circoscritto all'esposizione di quanto e come la Cassa Rurale fa per il territorio e per le persone che lo abitano. A questo primo passo ne seguiranno altri, proponendo iniziative e prodotti che vadano nella direzione espressa dai nostri soci, che nei Comitati Locali dei soci hanno modo costantemente di far sentire la voce del territorio e far conoscere le loro indicazioni»








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