Da crisalide a farfalla



di LICIA CAPPATO


Di fronte alle prove più dure possiamo uscirne trasformati. “Possiamo” perché siamo sempre noi a decidere che valore dare alle cose e alle situazioni che viviamo.

Possiamo venirne travolti entrando nella dinamica del vittimismo, dando la colpa sempre all'esterno, oppure possiamo vedere la lezione che porta l'evento vissuto o che stiamo vivendo, assumendocene la responsabilità, quindi tenendo le redini della nostra esistenza nelle nostre mani.

Il maestro cinese Lao Tzu diceva: «Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo la chiama farfalla».

La crisalide è la trasformazione più radicale, perché da insetto strisciante, il bruco diventa una splendida farfalla, manifestazione della forma più evoluta.

Questo avviene anche a noi, quando entriamo appieno nel principio del cambiamento e trasformazione: lasciamo lo stadio meno evoluto per entrare in quello più elevato.

Il periodo che l'umanità sta vivendo ora, mette a confronto con prove piuttosto difficili da sostenere. Prove che lasciano cicatrici di cui dobbiamo prenderci cura; per questo è molto importante poter cogliere il buono di ciò che porta.

Se rimaniamo incastrati nel negativo permane la sofferenza che può sfociare nella malattia, se cogliamo le potenzialità ci avviamo verso il cambiamento.

Cambiamento che deve avvenire prima di tutto a livello mentale.

Condivido quanto Daniel Lumera scrive in un suo articolo: «Purtroppo la maggior parte di noi e dei nostri leader ha lo stesso atteggiamento dei bruchi: stadi larvali che divorano incessantemente le risorse naturali, nutrendosi e accumulando tutto ciò che incontrano senza misura. L'agente inquinante più pericoloso e potente del pianeta è proprio la mente umana.»