CRVT. Assemblea dei soci virtuale, ma consenso reale: intervista al presidente Arnaldo Dandrea


Da sinistra il notaio Alfredo Dondi, il presidente Arnaldo Dandrea e il direttore generale Paolo Gonzo

Il 29 giugno scorso sì è tenuta l’Assemblea ordinaria della CRVT che, a causa dell’emergenza Covid-19, per la prima volta si è svolta senza presenza fisica e quindi con un’espressione di voto a distanza attraverso la figura di un notaio. Al Presidente della Cassa Rurale Valsugana e Tesino Arnaldo Dandrea, riconfermato assieme a tutto il Consiglio di Amministrazione uscente, abbiamo chiesto un bilancio di questa inedita esperienza e gli obiettivi di massima per il prossimo triennio...

Arnaldo Dandrea, presidente CR Valsugana e Tesino


Presidente Dandrea, che bilancio possiamo fare di questa Assemblea dei Soci 2020 così particolare, se non addirittura unica?

«Vero, si è trattato di un’Assemblea dei Soci talmente sui generis che sicuramente passerà alla storia. Spero proprio che rappresenti un unicum e che non si ripeta mai più nulla del genere. Perché se dal lato strettamente numerico non possiamo che essere soddisfatti, vista la grande partecipazione dei Soci attraverso la delega al notaio, dall’altro è molto forte il rammarico per aver dovuto rinunciare, in un momento così cruciale qual è l'Assemblea dei Soci, al contatto fisico e a un franco confronto de visu con la nostra base, passaggio che rappresenta sempre il sale della democrazia. Un principio di partecipazione democratica fortemente radicato nel nostro DNA, che abbiamo senz’altro rispettato e favorito. Le modalità di voto dettate dal contrasto al Covid19, infatti, non hanno per nulla scoraggiato la partecipazione di quanti hanno voluto far sentire la propria voce. Una partecipazione eccezionale, che ha visto 2.385 Soci su 8.766 – oltre il 27% – esprimere tramite delega al Rappresentante designato, il Notaio Alfredo Dondi di Trento, le proprie intenzioni di voto. Tuttavia è innegabile che con questa modalità di voto l’Assemblea dei Soci ne sia uscita piuttosto sminuita. Una mancanza di confronto diretto non certo dovuta alla nostra volontà, bensì per cause di forza maggiore cui, comunque, cercheremo di porre rimedio appena la situazione sanitaria lo consentirà».


Che cosa intendete fare?

«Non appena ci si potrà nuovamente riunire in una sala, speriamo già in autunno, intendiamo promuovere degli incontri sul territorio. Sarà l’occasione per un confronto diretto con i Soci, dove poter spiegare in maniera più dettagliata gli importanti risultati conseguiti dalla nostra Cassa Rurale nell’ultimo triennio.»


Ce li può riassumere, in estrema sintesi?

«Sicuramente, dopo il processo di fusione fra le Casse Rurali della Bassa Valsugana, l'approdo nel Gruppo Bancario di Cassa Centrale Banca ci ha permesso di creare e sviluppare una Cassa Rurale molto solida e sana, sia sotto il profilo economico sia dal punto di vista organizzativo, tanto che siamo la seconda Cassa del Trentino, il che ci posiziona, sul territorio di nostra competenza, come un vero e proprio punto di riferimento per le famiglie e per le imprese. Difatti non è certamente un caso se il nostro bilancio 2019 – approvato dai Soci a larga maggioranza – taglia traguardi rilevanti dal punto di vista sia reddituale, con un utile pari a 6,45 milioni (+ 8,05%) che di solidità con un patrimonio netto di 88,71 milioni (+9,59%) e un Cet1 (Capitale primario di classe 1) del 19,33% (+21,2%), superiore di ben 6 punti percentuali rispetto a quello medio delle banche italiane (13,3%). Numeri molto importanti, ma che da soli non rappresentano la portata della nostra presenza sul territorio. Non bisogna dimenticare, infatti, che da sempre siamo molto vicini alle associazioni culturali, sportive e di volontariato, sostenendone le varie attività, impegno che durante questa emergenza dovuta al Covid-19 abbiamo, se possibile, ancora più intensificato. Nella nostra ottica di essere banca del territorio, la crescita socioculturale va di pari passo con quella finanziaria, perché una comunità ricca di valori e di princìpi sani, riesce a perseguire meglio anche il proprio benessere economico.»


A Suo giudizio i Soci, pur non potendo partecipare fisicamente all’Assemblea, hanno colto l’essenza di questi risultati?

«In linea di massima direi proprio di sì, vista anche l’alta partecipazione al voto e la riconferma in toto del Consiglio di Amministrazione uscente».


Dunque, come si suole dire, “squadra che vince non si cambia”...

«Possiamo dire che da questo risultato il Consiglio di Amministrazione ne esce indubbiamente rafforzato, pur scendendo il numero dei suoi componenti da 13 a 9, in osservanza dello Statuto che avevamo approvato tre anni fa. A tale proposito vorrei ringraziare pubblicamente quanti non si sono ricandidati e hanno lasciato. In primis Paolo Zanetti e Marco Hueller, rispettivamente past president della Cassa Rurale Valsugana e Tesino e dell’ex Cassa Rurale di Roncegno, i quali per il grado di esperienza che hanno saputo offrire si sono rivelati davvero preziosi nel triennio appena conclusosi. Ma un doveroso e sentito ringraziamento va anche all’ex Presidente del collegio sindacale Renato Gasperini, all’ex sindaco effettivo Albino Coradello e all’ex consigliere Mariano Tomasini.»


Quindi come risultano composti ora gli organi sociali della Cassa Rurale Valsugana e Tesino?

«Oltre alla mia riconferma in qualità di Presidente, l’Assemblea dei Soci ha eletto per la carica di Consigliere, circoscrizione dei comuni di Bieno, Borgo Valsugana, Castelnuovo, Castel Ivano, Carzano, Roncegno, Ronchi, Samone, Scurelle, Telve, Telve di Sopra, Torcegno: Danilo Buffa, Cristian Campestrin, Mario Casagrande, Stefano Modena, Patrick Paterno. Per la carica di Consigliere, circoscrizione dei comuni di Arsiè, Castello Tesino, Cinte Tesino, Enego, Fonzaso, Grigno, Lamon, Ospedaletto, Pieve Tesino, Valbrenta sono stati eletti Alessandro Marighetto, Devis Pagan e Nicola Todesco. Per la carica di Presidente del Collegio Sindacale Carlo Spagolla, per la carica di Sindaco effettivo Massimiliano Finco e Nadir Paoli, per la carica di Sindaco supplente Carlo Paternolli e Stefano Menguzzo, per la carica di Probiviro effettivo Vito Micheli e Donatella Tait, per la carica di Probiviro supplente Gloria Cenci e Marj Nicoletto.»


Oltre al plebiscito per la conferma del CdA, come si è espressa l'Assemblea dei Soci sugli altri punti all’ordine del giorno?

«Sono stati approvati a maggioranza anche gli altri punti all’ordine del giorno che prevedevano votazione, tranne quello relativo alla determinazione dei compensi e dei rimborsi spese agli amministratori e al Collegio Sindacale, per il quale la maggioranza dei Soci ha deliberato di mantenere invariati gli attuali compensi».


Un’ultima domanda Presidente Dandrea. Può anticiparci quali saranno le vostre principali linee guida per il prossimo triennio?

«Innanzitutto mettere la figura del Socio ancora più al centro della nostra azione. Un progetto che peraltro avevamo già avviato nei mesi scorsi e che prevedeva una CARD speciale per i Soci, per farli sentire davvero importanti lungo tutto l’arco dell’anno e non solo in determinate occasioni come l’Assemblea. Purtroppo il lockdown ci ha costretto a sospendere questo progetto, ma ora lo riprenderemo in mano, con maggior vigore. Da una parte per riconoscere ai Soci una serie di benefit proprio in virtù del loro status, dall’altra per trasformarli sempre più in una risorsa preziosa al fine di promuovere la nostra identità sul territorio, sia in ambito Trentino che Veneto. Un altro obiettivo dichiarato di questo nuovo triennio, infatti, è quello di essere sempre più presenti e radicati nel tessuto socio-economico della zona di Borgo Valsugana, dove abbiamo ancora spazio per crescere, e di espanderci ancora in territorio veneto, soprattutto verso l’area di Bassano del Grappa dove apriremo presto una filiale a Pove del Grappa. Sarà una sorta di testa di ponte verso il bassanese, per rispondere alle esigenze e alle richieste di un territorio che guarda con crescente interesse alla nostra realtà, ovvero quella di un Istituto bancario solido e sano, di chiara impronta cooperativistica, che quindi sa calarsi perfettamente nelle varie realtà, proponendosi come attore dello sviluppo non solo in chiave economica, ma anche socioculturale, delle comunità con cui entra in contatto, diventandone poi parte integrante.»

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