CR Valsugana e Tesino: semaforo verde per l’ottimo bilancio per i primi sei mesi del 2021



Il Consiglio di amministrazione della Cassa Rurale Valsugana e Tesino approva con soddisfazione i dati relativi all’andamento della Cassa Rurale nel primo semestre 2021. Dati positivi che confermano la bontà delle strategie dei progetti in corso.



Non poteva esserci miglior conferma dello stato di salute della Cassa Rurale Valsugana e Tesino dei numeri di bilancio emersi dai primi sei mesi di attività del 2021.

Ecco i dati principali, confrontati con quelli al 31/12/20:

- Utile netto pari a 7,16 milioni e Patrimonio netto di 100,25 milioni (+7,85%);

- Finanziamenti alla clientela 601,7 milioni (+28 milioni);

- Raccolta complessiva 1.170,3 milioni (+46 milioni) di cui raccolta diretta 709,6 milioni e indiretta 460,7 milioni;

- Clienti: 31.374 di cui Clienti persone fisiche 28.409, Clienti attività economiche 2.116, Clienti Terzo Settore ed Enti 849;


- CET 1 o Capitale primario di classe 1, 22,90% (CET1 medio della Banche del Gruppo 21,40%);

- Crediti deteriorati (totale di sofferenze, inadempienze probabili e scaduti):

o Tasso di copertura (coverage) 63,37%;

o Incidenza deteriorati lordi su impieghi 6,91%; incidenza deteriorati netti su impieghi 2,53%


I RISULTATI DEL PRIMO SEMESTRE 2020 (PERIODO DAL 1/1/2021 AL 30/6/2021)

La solidità della banca raccoglie una ennesima conferma con l’entità del suo patrimonio netto, che supera i 100 milioni di euro; solidità misurata e certificata anche dal principale indicatore di solidità, il coefficiente CET 1 (capitale di qualità primaria, come definito dall’art. 4 del regolamento UE/2013/575 - Capital Requirements Regulation, CRR) che rimane sostanzialmente stabile al 22,90% contro una media delle principali banche italiane del 13% (dato al 31/12/2020).

Il permanere di un ottimo stato di salute patrimoniale, viene infine certificato anche dalla crescita del tasso di copertura dei crediti deteriorati pari al 63,37%. La raccolta globale della Cassa Rurale passa da 1.124,5 a 1.170,3 milioni di euro con un incremento di 46 milioni (+4,07%). La raccolta diretta da clientela è pari a 709,6 milioni di euro e la raccolta indiretta si attesta a 460,7 milioni di euro.

L’incremento di quest’ultima voce è sostenuto specialmente dal settore del risparmio gestito, dove la Cassa Rurale da tempo investe importanti risorse consulenziali e specialistiche.

Gli impieghi totali passano da 587,7 a 614,7 milioni, mentre gli impieghi vivi verso la clientela chiudono a 601,7 milioni con un incremento di oltre 28 milioni. Questi primi sei mesi del 2021 sono stati ancora segnati dalla pandemia Covid 19, alla quale la Cassa Rurale ha risposto con la delibera di altri 72 finanziamenti per circa 13 milioni di euro.

In totale per fronteggiare gli effetti negativi della pandemia, sono stati erogati più di 500 mutui per un controvalore di oltre 60 milioni di euro.

Un dato importante, che fa ben sperare in una prossima e duratura ripresa, è quello riferito alle oltre 1.200 posizioni di mutuo per un controvalore di oltre 140 milioni di euro intestate a famiglie, alle quali era stata concessa una moratoria. I due terzi hanno terminato il periodo di sospensione di pagamento delle rate, e i rimborsi sono ripresi regolarmente.

A completare il panorama i 133 finanziamenti per un controvalore di oltre 13,5 milioni di euro legati al Superbonus 110%, a cui si aggiungeranno in futuro le pratiche attualmente in lavorazione, che si possono stimare in circa 60 milioni di euro.

Positivo il saldo delle sofferenze che proseguono il trend in calo, grazie alla costante attività di monitoraggio e gestione del comparto.

Il conto economico al 30 giugno 2021 mostra un miglioramento sia del margine di interesse sia del comparto commissionale, dimostrando una continuità di azione nel perseguire una maggiore efficienza.

L’importo totale delle voci relative a costi e spese generali, aumenta principalmente a causa dei maggiori contributi versati ai fondi di garanzia interbancari, posti a presidio della solidità complessiva del sistema. Le rettifiche su crediti evidenziano recuperi, chiudendo con saldi positivi confermando il buon lavoro fatto nel comparto crediti. Il semestre chiude con un importante utile netto di 7,16 milioni di euro, nettamente migliore rispetto a quello già buono del precedente esercizio.





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