Bimbi e regressioni al tempo del coronavirus


di SOFIA TURRA


In queste giornate i bimbi capiscono che qualcosa sta succedendo e con le loro piccole regressioni ci stanno dicendo di avere il bisogno di recuperare le certezze di sempre. Ecco alcuni consigli utili su come rassicurare loro (e noi), ricordando che i bambini non hanno bisogno di genitori perfetti...


Bentrovate e bentrovati! Come state? Come stanno proseguendo questi giorni di reclusione? Immagino siate stanchi, sotto pressione, preoccupati, magari avete continuato a lavorare, forse avete avuto la possibilità di sperimentare lo smart-working. In generale, sono certa che abbiate passato tempi migliori! E i vostri cuccioli come stanno? Si sono adattati alla nuova routine domestica? Chiedono degli amichetti, dell’asilo o della scuola? In queste settimane ho ricevuto diversi messaggi da parte di mamme alle prese con piccole, grandi regressioni dei loro bimbi. Alcuni hanno voluto tornare a dormire nel lettone dopo settimane o mesi di nanne nel lettino, qualcun altro ha iniziato a chiedere il seno con maggior veemenza di prima, altri hanno cominciato a chiedere di consumare i pasti stando in braccio invece che nel seggiolone, altri ancora hanno iniziato ad avere un sonno più irregolare e disturbato, specie durante le ore notturne.


Le situazioni che mi sono state presentate sono diverse, ma possono essere accomunate da una causa di fondo: i nostri piccoli (eh sì, mi metto anch’io nell’elenco assieme alla mia bimba di 2 anni e 4 mesi) avvertono e iniziano ad accusare, chi in un modo chi in un altro, il grande cambiamento che ha investito tutti noi da qualche settimana a questa parte. Prima della quarantena, erano abituati ad uscire, a frequentare asili e altri bambini, a vedere i nonni, gli zii, ad accompagnare mamma e papà a fare la spesa, e quando eravamo a casa con loro, sapevano che la maggior parte delle attenzioni era rivolta nei loro confronti. Ora non escono più, qualche fortunato ha la possibilità di giocare in giardino, ma non ci sono più contatti con altri bimbi, non ci sono più le passeggiate, i giretti al parco giochi, e magari mamma e papà stanno a casa ma devono lavorare e non possono giocare tutto il tempo con loro. Insomma, un bel cambiamento, anche per questi piccoletti! A questo si aggiunge il fatto che inevitabilmente avvertono una buona dose di preoccupazione che, come adulti, ci troviamo a provare ogni volta che ascoltiamo un notiziario, oppure quando facciamo i conti con gli effetti anche economici che tutta questa situazione sta provocando nelle nostre vite.


I BIMBI CAPISCONO CHE QUALCOSA STA SUCCEDENDO

I bimbi capiscono che qualcosa sta succedendo e con le loro piccole regressioni ci stanno dicendo di avere il bisogno di recuperare le certezze di sempre: il contatto, il seno, le coccole, la vicinanza, l’attenzione di mamma e papà. Mi rendo conto di come possa essere difficile, a volte, gestire alcuni comportamenti e situazioni, specie se i bambini sono più di uno, se dobbiamo lavorare, se non possiamo più contare su una rete sociale di sostegno e aiuto.

Quello che mi premeva trasmettervi è un po’ di rassicurazione sul fatto che no, non siete soli, non sono solo i vostri bimbi, non siete sbagliati voi e non sono sbagliati loro! E poi volevo invitarvi a non preoccuparvi di accogliere queste piccole richieste, magari per la paura di creare dei vizi o di pregiudicare i progressi fatti fino ad ora dai piccoli. Essere accoglienti e un po’ più accondiscendenti del solito ci aiuterà a vivere questo periodo difficile con maggiore leggerezza e serenità. Vedrete che quando tutto questo sarà finito e i nostri bimbi potranno tornare ad una vita più normale e simile a quella a cui erano abituati, il tutto si risolverà senza troppe richieste e difficoltà. Fidiamoci dei nostri bimbi e dei bisogni che manifestano, ricordiamoci che non lo fanno per darci fastidio o per rendere le nostre giornate ancora più complicate. Hanno bisogno di rassicurazione in un momento in cui stanno perdendo i punti di riferimento.

UN INVITO AI GENITORI

Quanto a noi genitori, l’invito che vi rivolgo è quello di essere clementi con voi stessi, di non sentirvi in colpa se in qualche momento pensate di non aver dato il massimo, e di essere tolleranti verso qualche sbavatura nel rapporto con i vostri figli. Potete sempre recuperare con una dose extra di coccole, con del tempo di qualità trascorso a fare le cose preferite dai vostri piccoli. Ricordate che i bambini non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di genitori sinceri e accoglienti.

Prima di salutarvi, volevo dedicare a tutti voi un brano che invita proprio all’accoglienza e all’accettazione di sé, che spero possa alleggerirvi il cuore quando vi sentite poco adatti o in difficoltà nelle vicende di tutti i giorni.


Un re andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle pianticelle morenti, mentre alcuni fiori erano appassiti. La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino. Osservando il pino, il re lo trovò sofferente perché non poteva portare grappoli come la vite. E la vite stava morendo perché non poteva fiorire come la rosa. Infine trovò una pianta, la viola, fresca e fiorente come sempre. Alla domanda del re, la pianta rispose: «Mi è sembrato scontato che quando tu mi hai piantato, volevi una viola. Se desideravi una quercia, un pino, una vite o una rosa, avresti piantato quelle. Allora ho pensato: visto che non posso essere altro che ciò che sono, cercherò di manifestarmi al meglio di me stessa.»

Tu esisti perché questa esistenza ha bisogno di te così come sei! Altrimenti esisterebbe qualcun altro. Tu stai adempiendo qualcosa di essenziale, qualcosa di fondamentale, così come sei!

Perché dovresti diventare un Buddha? Se Dio avesse voluto un altro Buddha, ne avrebbe potuti creare quanti ne voleva. Dio ha creato un solo Buddha, ed è stato più che sufficiente. Da allora non ha più creato altri Buddha, né altri Cristo. Invece ha creato te. Pensa quanto rispetto ti ha dimostrato l’Universo! Sei stato scelto tu: non Buddha, non Cristo, non Krishna. Il loro lavoro è compiuto, essi hanno contribuito con la loro fragranza all’esistenza. Ora esiti tu per contribuire con la tua fragranza. Guarda semplicemente te stesso. Puoi solo essere te stesso… non è possibile che tu sia qualcun altro. Puoi goderti il tuo essere e fiorire; oppure puoi appassire, se lo condanni.


SOFIA TURRA

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