Vigolana: tanti spunti dall'incontro per parlare di turismo sostenibile




Proseguono i momenti d’incontro sull’Altopiano della Vigolana proposti da Solidarietà Vigolana Odv. Sabato scorso l’incontro per parlare di turismo sostenibile


All’incontro ha partecipato la dott.ssa Mariangela Franch dell’Università degli Studi di Trento che nel suo intervento ha messo in evidenza che le comunità periferiche sono tali perché appartengono ad aree geografiche lontane dai nodi nevralgici della viabilità e non sono così facilmente raggiungibili. Ma sono state considerate periferiche anche in ragione del fatto che frequentemente queste aree non hanno basato la loro economia sul modello di sviluppo prevalente degli ultimi decenni che, nel settore turistico, ha significato turismo di massa e in agricoltura, monocultura specializzata. Vi è ormai la necessità di “cambiare le regole del gioco” ove possibile. Il cambiamento climatico non più negabile anche dai più scettici e gli eventi pandemici che stiamo vivendo, hanno indotto qualche amministratore e una parte dei cittadini a cercare alternative possibili ad un modello economico non più adeguato in quanto erode progressivamente risorse e compromette il futuro delle generazioni giovani. Per cercare di limitare i danni è indispensabile adottare un approccio sostenibile allo sviluppo che salvaguardi gli interessi collettivi riportando al centro delle scelte politiche e individuali il perseguimento del BENE COMUNE in armonia con quello individuale. In questo passaggio epocale le località periferiche, che hanno salvaguardato meglio la loro integrità ambientale e sociale possono diventare il luogo di realizzazione di tale modello di sviluppo che mira a raggiungere benessere sociale, ambientale ed economico. Per riuscirci serve un patto tra cittadini, decisori pubblici e ospiti che salvaguardi il fragile equilibrio di convivenza tra ambiente, natura, uomini e donne Il turista che ha a cuore la sostenibilità deve ricordare che qualunque sia il luogo nel quale trascorre una vacanza e indipendentemente dal tempo che trascorre, è un cittadino temporaneo di quella comunità e deve conoscere e rispettare le regole della comunità; si informa prima di partire, accetta i limiti che la comunità locale ha stabilito; si adegua ai ritmi della comunità che lo ospita facilitando così la costruzione di una relazione arricchente che potrà anche protrarsi nel tempo, ma che certo lascerà l’ottimo ricordo di un’esperienza coinvolgente. Poi è stata la volta del dott. Francesco Gabbi presidente di Community Building Solutions che ha illustrato il progetto Ospitar. Ospitar è un progetto che nasce per valorizzare gli asset immobiliari dismessi nelle zone del Trentino meno interessate dal fenomeno turistico. Ospitar nasce dalla riflessione su alcuni fenomeni che caratterizzano il nostro territorio. Il tema dello spopolamento, ossia il fatto, più o meno rilevante per ogni vallata o località periferica, per cui gli abitanti, soprattutto i più giovani, abbandonano il luogo natio per trasferirsi in altre zone in cui è più facile studiare, farsi una famiglia e trovare un lavoro; La crisi del modello di turismo di massa, quantomeno in ambito montano, che sembra essere stato spazzato via definitivamente dalla pandemia Covid-19 e la conseguente riscoperta dei luoghi meno conosciuti.

All’interno di questo panorama, CBS ha pensato a questi due fenomeni come qualcosa di combinabile che componesse una politica pubblica in cui i vuoti immobiliari – a rischio degrado e in zone senza una reale richiesta di tipo residenziale – diventano risorsa per un rinascimento delle zone meno note, veicolando un nuovo modo di intendere il turismo, più vicino e sincronico ai territori. Va da sé che la filosofia di Ospitar e la chiave della sostenibilità del modello che propone sia il ragionare sul recupero e la valorizzazione dell’esistente, delle tradizioni, della cultura locale e delle specificità dei luoghi. Da una parte si utilizza il fenomeno turistico, sempre più inteso come una forma di residenzialità temporanea, come strumento di riqualificazione dei territori, dall’altra si accompagna e incoraggia i turisti verso esperienze autentiche e meno omologate, che sappiano valorizzare mettere in rete le piccole produzioni locali. ll progetto “Sostenibilità in Cammino”, finanziato all’interno del Bando 2021 del Piano Giovani Zona Altopiano Vigolana, nasce dalla certezza che questo periodo “sospeso” che stiamo attraversando vada vissuto come un’opportunità di cambiamento, un momento di transizione che ci debba gradualmente portare ad una nuova visione del territorio, in un’ottica di rispetto e valorizzazione dello stesso. Solidarietà Vigolana OdV assieme all’associazione “L’Ortazzo” e all’Ecosportello di “Fa’ La Cosa Giusta!” Trento ha organizzato un ventaglio di attività e incontri estivi all’aperto con lo scopo di condividere e far conoscere al territorio alcune buone pratiche e realtà provinciali che operano e promuovono la tematica della sostenibilità ambientale. Questi momenti d'incontro vogliono fungere da "scintilla", ovvero non essere solamente occasione per informare, ma uno stimolo per la creazione di un gruppo di cittadinanza attiva, che possa fare tesoro delle buone prassi presentate e che si interroghi sulla possibilità di applicarle o adattarle nel concreto. Il prossimo appuntamento è per Sabato 31 luglio ore 10.30 presso Loc Doss del Bue lungo il sentiero “Le fiabe nel bosco” a Vattaro – Altopiano della Vigolana “CLIMA E DIRITTI con Amnesty International” Interverranno: Gli attivisti di Amnesty International di Trento





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