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Vanoi: quando gli occhi non bastano


La valle del Vanoi presso la località di Pront (Canal San Bovo) © foto: Wikipedia/Syrio


Quando parliamo del Vanoi, parliamo di un territorio ricco di storia, di narrazioni, di persone, di paesaggi unici, di un ambiente incontaminato, di percezioni ed emozioni...


Parliamo di elementi che concorrono a offrire un quadro en plein air a tutti gli occhi che vogliono guardare.

In questi anni abbiamo immaginato con voi percorsi diversi, sguardi inusuali di quello che il territorio ci offre, abbiamo provato a sorprenderci per quello che il Vanoi ci offre.


SORPRENDERCI È IL VERBO che usiamo, non a caso, perché pensiamo che siano veritiere le parole di Oscar Wilde: «Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta».

Cogliere in quello che ci circonda il suo fascino è il primo passo verso una transizione ecologica che è fatta di azioni, comportamenti e pensieri, è un processo culturale facilitato da quello che la nostra Valle ci offre.

ABBIAMO PARLATO DI percorsi, di transiti e transizioni e di stagioni e di come la tavolozza che ci si apre sul nostro piccolo mondo sia così variegata e piena di sfumare che narrarla prevede un lessico per l'occasione.

Abbiamo parlato degli elementi che concorrono a questa fascinazione e in questa occasione, vorremmo parlarvi di elementi in movimento.

Vorremmo parlarvi dell'acqua, una delle ricchezze della nostra Valle, l'acqua in tutte le sue manifestazioni: ruscelli, torrenti, laghi, laghetti e ancora sorgenti o nevai, acqua presente, appariscente o nascosta.


SONO I SENSI QUELLI che ci fanno compagna nel conoscere questo mondo d'acqua che abbiano intorno, la vista, l'udito, il tatto, il gusto, l'olfatto.

La vista, ad esempio, con gli occhi abbagliati dal colore del cielo, affascinati dai riflessi dei monti nelle pozze, affascinati lungo le rive, sorpresi dal culmine dei rilievi dei monti. Siamo convinti che non poche persone siano andate con piacere unico alla ricerca, nelle giornate più fredde, del velo di vapore che si innalza lungo il corso dei piccoli rivi o siano rimaste affascinate dalla nebbia quando avvolge in forme indistinte la superficie dei laghi o delle pozze in malga e negli alpeggi.

E POI I SUONI DELL'ACQUA , il concerto di questa linfa che come in un corpo si perde tra pendii e si ritaglia spazi tra le rocce tra i sassi a volte con impeto a volte con delicatezza. Lo scorrere dell'acqua ci mette in pace, ci rilassa, ci porta ad abbandonare la cupezza del quotidiano e ci accompagna alla ricerca di un equilibrio con quello che ci circonda. D'inverno poi l'emozione del suono è ancora più forte, facciamoci accompagnare dallo scricchiolio dei passi sull'erba gelata, azzardiamoci a camminare sul lago di Calaita ghiacciato, prestiamo orecchio all'acqua che si perde proprio lì in quell'angolino del lago, vicino alla riva, per un istante in superficie e poi attutita, sottopelle nella crosta del ghiaccio.

L'EMOZIONE DI FAR SCORRERE l'acqua fra le dita, di sentire quel movimento particolare che non puoi trattenere, di percepire la frescura sul viso quando ti bagni sulle rive del torrente, gioire dell'emozione di un bagno nel torrente, sentire il freddo dell'acqua in inverno, stringere la neve tra le mani fino a che essa si scioglie. Emozioni tra il liquido e il solido e viceversa, il fascino di sentire l'essenza dall'acqua.


E BERE, BERE DI GUSTO gustare dalla canna di una fonte in paese il ristoro meritato, dissetarsi alla sorgente in un contesto unico, arricchirsi del momento, del piacere di bere per idratarsi, sia per lo sforzo di una corsa in montagna che per la serenità di una passeggiata, sia per il gusto di fermarsi un attimo e quello di perdersi nello scorrere di questo liquido che da sempre accompagna la storia dell'uomo e la sua sopravvivenza.

E PER ULTIMO IL SENSO CHE a fatica affiancheresti all'acqua di montagna, alla sua libertà, alla sua naturalità: l'olfatto. Eppure l'acqua ha odore, forse per questo in un tentativo di manipolarla di costringerla al nostro desiderio, la trasformiamo in profumo. L'acqua ha un suo odore, il suo nascere tra rocce e terreni, l'arricchisce di minerali e altre sostanze che appartengono solo al suo percorso, al movimento che l'ha portata in superficie. L'acqua ha odore, così diverso alla sorgente e destinato a cambiare nel suo lungo percorso; l'acqua ha odore, l'odore dei luoghi che attraversa, del contesto dove si ritaglia la strada; l'acqua ha odore ha l'odore delle cose che incontra e delle storie che racconta.


L'ACQUA AFFASCINA, ci accompagna, racconta storie, il Vanoi è una narrazione di quanto la convivenza con l'acqua abbia segnato la storia delle genti che l'hanno abitato, a partire da Canale, evocazione del fenomeno dell'erosione, per continuare con Lagorai, spazio erboso intorno all'acqua o Totoga circondato dall'acqua.


L'ACQUA FONTE DI VITA, acqua ricchezza, energia, acqua insostituibile, compagna di vita, acqua da apprezzare, scoprire, riscoprire, accarezzare, gustare, ma pure acqua da rispettare, da curare. L’Acqua ci accompagna da sempre, abbiatene cura, non sprechiamola, trattiamola bene, non lordiamola, aiutiamoci a tenerla vicino a questo gioiello che è la nostra Valle.

Marco Felici

Vincenzo Bottecchia

Canal San Bovo




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