Università di Trento: ecco le prime analisi su didattica online e andamento degli studi

Aggiornato il: 8 nov 2020



TRENTO Dal confronto con la sessione estiva 2019 emerge che l’Università di Trento ha reagito bene alla riorganizzazione didattica imposta dall’emergenza sanitaria. L’offerta a distanza si riconosce aver rappresentato l’unica soluzione possibile durante il lockdown, ma docenti e comunità studentesca dimostrano una forte preferenza per le attività in presenza per coinvolgimento, rapporti interpersonali, attenzione e apprendimento. I risultati delle prime analisi sono stati presentati in questi giorni, mentre il monitoraggio proseguirà anche nei prossimi mesi.

Nei giorni in cui l’Università di Trento ha confermato la decisione di proseguire con un misto di attività in presenza e a distanza per contribuire al contenimento del contagio e per non sovraccaricare il trasporto pubblico trentino, arrivano i primi dati sull’utilizzo della didattica online nel secondo semestre dell’anno accademico 2019-20. Un apposito gruppo di lavoro voluto dal Rettore per monitorare le esperienze di didattica online, coadiuvato dall’Ufficio Studi di Ateneo e dal Presidio per la Qualità, ha avviato una serie di indagini e analisi per conoscere l’impatto della didattica erogata a distanza. I risultati raccolti sono stati presentati in questi giorni, mentre il monitoraggio proseguirà anche nei prossimi mesi per approfondire vari aspetti. Analisi dell’andamento degli esami della sessione estiva nel 2019 e nel 2020. La sessione estiva di esami era considerata un banco di prova. Si temeva per le conseguenze della riorganizzazione in modalità online di lezioni ed esami imposto dall’emergenza sanitaria. E, invece, dal confronto con la sessione estiva del 2019, emerge che l’Università di Trento ha reagito bene e non si sono registrati cambiamenti rilevanti sull’avanzamento degli studi né sulla valutazione finale. L’analisi ha preso in considerazione la partecipazione agli esami, il tasso di successo e il voto medio ottenuto da studenti e studentesse. Sono stati analizzati gli esami relativi sia ai corsi con lezioni ed esami a distanza, sia agli insegnamenti del primo semestre erogati interamente in presenza e per i quali è cambiata unicamente la modalità di esame. «I risultati rivelano una omogeneità per certi versi sorprendente sia nella prosecuzione della carriera (numerosità e tassi di successo agli esami), sia nel voto finale. Le preoccupazioni che avevano motivato l’analisi e il monitoraggio, e in particolare la possibilità che la didattica a distanza potesse determinare un rallentamento nella progressione di carriera degli studenti, sembrano in gran parte ridimensionate. Altrettanto può dirsi della preoccupazione inversa, e cioè che gli esami a distanza potessero promuovere una inflazione delle valutazioni» commenta il gruppo di studio.

Indagine volta a rilevare le esperienze, opinioni e valutazioni studentesche

L’indagine, alla quale hanno risposto oltre 5100 studenti e studentesse (il 31% del corpo studentesco) è stata condotta tra il 28 maggio e il 25 giugno 2020. Il questionario ha permesso di raccogliere informazioni sui livelli di frequenza, l’apprezzamento delle diverse forme di erogazione della didattica online (sincrona e asincrona) rispetto a quella in presenza, sulle difficoltà e i problemi tecnici e sulle complicazioni di carattere psicologico e relazionale. Dall’indagine è emersa una forte preferenza per la didattica in presenza, giustificata da maggiore coinvolgimento, rapporti interpersonali, attenzione e apprendimento. La didattica online è stata comunque apprezzata per aver reso possibile la continuazione degli studi in una contingenza che non permetteva soluzioni alternative. «I maggiori problemi rilevati – si legge nella relazione del gruppo di lavoro – sono di tipo psicofisico: elevato stress, scarso coinvolgimento, perdita di concentrazione e di motivazione. Risulta difficile disgiungere gli effetti negativi della didattica online da quelli del contesto nel quale è stata realizzata (confinamento, restrizioni e incertezza)».

Indagine volta a rilevare le esperienze, opinioni e valutazioni dei e delle docenti All’indagine ha partecipato oltre il 60% di docenti dell’Ateneo. Sono state indagate la dotazione e l’uso delle infrastrutture tecnologiche, le competenze e le esperienze precedenti sulla didattica online, la percezione dell’efficacia e dei problemi della didattica online (sincrona e asincrona) rispetto a quella erogata in presenza, la valutazione dei possibili vantaggi di integrare alcuni strumenti di didattica online nella didattica in presenza. I e le docenti di UniTrento che hanno risposto al questionario segnalano un aumento consistente dell’impegno richiesto per la preparazione e gestione delle lezioni online, ma anche la percezione di efficacia per la condivisione dei materiali didattici (come slide e documenti). Reputano altresì la didattica online meno efficace di quella in presenza per quanto riguarda gli aspetti di coinvolgimento degli studenti, attenzione, interazione tra pari e con il/la docente. «Da questo punto di vista le loro opinioni sono coerenti con quelle espresse da studenti e studentesse» rileva il gruppo di lavoro nella sua relazione.


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