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Si chiude COMPENG2026: in Valsugana il confronto tra ricerca internazionale e comunità locale



i.p.
i.p.

Il convegno dedicato alla complessità nell'ingegneria ha riunito a Castel Ivano docenti

e ricercatori provenienti da tutto il mondo. Accanto ai lavori riservati alla comunità

accademica, la rassegna "Intrecci – Quando la scienza diventa racconto" ha portato

la scienza fuori dagli spazi del convegno, coinvolgendo la cittadinanza con incontri e

spettacoli dedicati alla complessità.

Si sono conclusi nei giorni scorsi COMPENG2026, il convegno internazionale dedicato

alla complessità nell'ingegneria ospitato a Castel Ivano dall'8 al 10 luglio, e "Intrecci –

Quando la scienza diventa racconto", la rassegna di appuntamenti aperti alla

cittadinanza nata per accompagnare il convegno e condividere con il territorio i temi

della ricerca sulla complessità.

COMPENG2026 ha portato in Valsugana professori e ricercatori provenienti da università

di tutto il mondo, offrendo uno spazio di confronto interdisciplinare sui temi della

complessità nell'ingegneria, dei sistemi dinamici e delle loro applicazioni nei più diversi

ambiti della ricerca. L'evento, riservato alla comunità accademica, ha favorito lo

scambio di idee, la nascita di nuove collaborazioni e il dialogo tra discipline differenti.

Una conferenza fortemente voluta in Trentino dal comitato organizzatore, supportato da

Fondazione Valtes quale partner fondamentale sia per quanto riguarda il supporto

economico all’iniziativa, sia per aspetti logistici locali.

Una sinergia che ha permesso di sviluppare un percorso sulla complessità nella scienza

e più in generale fra discipline diverse; complessità insita nel mondo d’oggi, in rapida e

continua trasformazione secondo schemi e paradigmi per lo più sconosciuti.

COMPENG2026 ha dato origine anche a "Intrecci – Quando la scienza diventa

racconto", una rassegna pensata per lasciare un'eredità culturale al territorio e offrire

alla comunità l'opportunità di entrare in contatto con i temi affrontati durante il

convegno. Attraverso incontri e spettacoli divulgativi, la ricerca è uscita dagli spazi

accademici per incontrare cittadini, appassionati e curiosi, creando un ponte tra mondo

scientifico e società.

"Portare in Valsugana un appuntamento di rilievo come COMPENG2026 ha contribuito a

far conoscere il nostro territorio ad un gruppo di giovani scienziati e ricercatori, farli

incontrare per discutere di esperienze scientifiche di alto livello, unendo sessioni di lavoro

a momenti informali e di relazione. Tutto questo ha già un grande valore di per sé, ma

COMPENG2026 ha significato anche creare nuove occasioni di confronto e crescita per

il territorio. Abbiamo voluto infatti affiancare al momento scientifico anche un percorso

aperto alla cittadinanza, perché la ricerca può generare valore non solo negli ambienti

accademici, ma anche nella comunità in cui viene ospitata. Con 'Intrecci’ abbiamo

cercato proprio di costruire questo dialogo, avvicinando il pubblico ai temi della

complessità attraverso linguaggi diversi e coinvolgenti. Complessità che non riguarda

solo l’ingegneria, ma vari aspetti della vita economica, relazionale, sociale come ben

evidenziato dai vari appuntamenti di questo percorso. Un’opportunità, inoltre, di

rafforzamento della collaborazione con l’Università di Trento, e di nuovi legami con altri

enti e istituzioni; essere riusciti a portare un convegno dello spessore di COMPENG presso

Castel Ivano è una sfida vinta assieme al comitato organizzatore, ai vari partner locali

ma anche ai proprietari del castello, che desidero ringraziare per la disponibilità e

l’ospitalità", afferma Stefano Modena, presidente di Fondazione Valtes.

Il programma si è aperto il 7 luglio a Roncegno Terme con lo spettacolo di Scienza

Coatta, I sentieri dei sistemi complessi, che ha raccontato in modo brillante e

coinvolgente alcuni dei concetti fondamentali della scienza della complessità. Una

serata utile per avere un’idea dei sistemi complessi, e della loro pervasività non solo negli

ambienti ingegneristici e più prettamente scientifici, ma anche in sociologia, economia

e altre branchie delle scienze tecnologiche e umane.

Il 10 luglio la Sala della Filiale di Grigno della Cassa Rurale Valsugana e Tesino ha ospitato

l'incontro "Sentieri e riflessioni: da Grigno alla scienza della complessità", con Ludovico

Minati e Leonardo Ricci. Nel corso della serata, strutturata come un dialogo tra i due

professori, sono state approfondite le principali sfide del settore della scienza della

complessità e condivisi alcuni degli esperimenti e delle pubblicazioni realizzati nel corso

dell’attività di ricerca di Ludovico Minati, originario proprio di Grigno, che ha poi visto

sviluppare un’importante carriera professionale in Polonia, Giappone e attualmente in

Cina. Un ritorno in parte alle origini, dove tutto è partito, con approfondimenti anche

dell’importanza delle scienze umane in un intreccio proficuo e necessario per affrontare

le sfide che abbiamo davanti, quali quelle che derivano dall’Intelligenza Artificiale

sempre più presente nelle nostre attività quotidiane.

Un percorso che ha saputo accompagnare i partecipanti in un viaggio tra ricerca e

territorio offrendo uno sguardo sulle connessioni tra il contesto locale e la ricerca

scientifica di respiro internazionale, l’importanza dell’innovazione nel mondo scientifico

ma anche in quello di sviluppo comunitario locale

A chiudere la rassegna, il 16 luglio presso la Sala Lenzi della Comunità Valsugana e

Tesino di Borgo Valsugana, è stata la serata "Il magico mondo delle fluttuazioni", con

gli interventi di Mauro Hueller, Alessio Perinelli e Leonardo Ricci, dedicata al ruolo delle

fluttuazioni e dell'apparente casualità nella comprensione dei fenomeni naturali. Una

serata che ha inoltre permesso ai partecipanti di conoscere un po’ più da vicino le

attività svolte dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Fisica di Trento, e le persone che

lo vivono e lo abitano.

La partecipazione agli appuntamenti divulgativi ha confermato l'interesse della

comunità verso iniziative capaci di avvicinare il pubblico ai grandi temi della ricerca

contemporanea, mentre la presenza di ricercatori provenienti da numerosi Paesi ha

rafforzato il valore di un appuntamento capace di mettere in dialogo ricerca, territorio e

cittadinanza.

Con la conclusione di COMPENG2026 e di "Intrecci – Quando la scienza diventa

racconto" si chiude un'esperienza che ha saputo coniugare ricerca di alto livello e

divulgazione scientifica, dimostrando come un convegno internazionale possa diventare

anche un'opportunità di crescita culturale per il territorio che lo ospita. Un'eredità fatta

di conoscenze condivise, nuove relazioni e di un dialogo sempre più stretto tra il mondo

della ricerca e la comunità. Un dialogo che proseguirà, nelle intenzioni di Fondazione

Valtes, in altre edizioni di “Intrecci”, magari su tematiche diverse ma sempre

accomunate dal desiderio di approfondimento, di relazioni, di crescita.


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