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Pergine. Riparte l'attività al Teatro comunale






Riparte l’attività del Teatro comunale di Pergine. Sabato 10 gennaio alle 20.30 il Teatro ospita l’Orchestra Multietnica di Arezzo con il progetto musicale Culture contro la paura, un evento che celebra la ricchezza dei linguaggi culturali attraverso il linguaggio universale della musica.

L’Orchestra Multietnica di Arezzo (OMA), diretta da Enrico Fink, è un ensemble unico nel panorama musicale italiano, fondato oltre quindici anni fa con l’intento di creare un laboratorio permanente di incontro tra tradizioni, ritmi e sonorità provenienti da tutto il mondo. La formazione riunisce circa 30 musicisti provenienti da diverse regioni italiane e da paesi quali Albania, Palestina, Libano, Nigeria, Costa d’Avorio, Argentina, Colombia, Bangladesh, Giappone, Romania, Russia e Svizzera, offrendo un repertorio che spazia dalle musiche tradizionali arabe ed ebraiche alle suggestioni del Mediterraneo, dell’Est Europa e del Sudamerica, in una vera e propria festa di suoni e colori. 

Il progetto Culture contro la paura nasce dal principio che cultura e musica significhino pluralità, confronto e mescolanza e si pone come un invito alla conoscenza reciproca, al dialogo e all’inclusione. Negli anni l’Orchestra ha portato questo messaggio nei teatri e nelle piazze italiane con concerti, laboratori e lezioni-concerto nelle scuole, ponendo sempre l’accento sul valore positivo della diversità e sulla costruzione di una società più coesa e multiculturale. 

La serata al Teatro Comunale di Pergine rappresenta un’occasione di grande musica e riflessione per il pubblico trentino e non solo, con la musica che diventa ponte tra popoli e culture diverse.

Il primo spettacolo del 2026 della Stagione Teatrale va a completare la Trilogia dei poveri cristi di Ascanio Celestini, intenso e poetico affresco sugli emarginati dei nostri tempi. Dopo Laika (2015) e Pueblo (2017) è ora di ospitare Rumba in scena giovedì 15 gennaio 2026 alle 20.30. In scena c’è Ascanio Celestini che racconta e Gianluca Casadei che suona, insieme raccontano la figura di San Francesco, uomo controcorrente che scelse la povertà e la pace, predicando amore e fratellanza anche in tempi di crociate. Celestini lo immagina oggi tra gli invisibili della nostra società: barboni, immigrati. I protagonisti dello spettacolo, abitanti di una periferia, vedono in questi volti moderni gli stessi ultimi che Francesco incontrava otto secoli fa. Come le stelle nel cielo, sono tanti e nessuno li vede davvero.

Giuseppe Facchini


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