Nella task force contro il Covid nei Paesi Baschi, anche una ricercatrice dell'Università di Trento



TRENTOC’è anche una ricercatrice di matematica di UniTrento nella squadra che ha sviluppato uno strumento per monitorare l’andamento del virus in relazione alle misure di contrasto come lockdown, distanziamento fisico e quarantena a casa. I risultati sono stati pubblicati oggi dalla rivista Scientific Reports

C’è anche una ricercatrice di matematica dell’Università di Trento nella task force che ha sviluppato un sistema per monitorare l’andamento del virus nei Paesi Baschi in relazione all’adozione di misure di contrasto come lockdown, distanziamento fisico e quarantena. I risultati sono stati pubblicati oggi dalla rivista Scientific Reports.

Maira Aguiar, giovane studiosa del Dipartimento di matematica dell’Università di Trento, commenta con soddisfazione la pubblicazione: «È il primo lavoro di questo tipo per i Paesi Baschi. Il nostro è un modello che può essere usato per misurare la diffusione del contagio in relazione alle politiche di lockdown, distanziamento fisico e quarantena a casa».

Lo studio è stato svolto da una squadra multidisciplinare (che spazia dalla statistica all’intelligenza artificiale) creata lo scorso marzo per supportare il sistema sanitario dei Paesi Baschi nel contrasto della pandemia Covid-19.

L’articolo racconta lo sforzo e la sfida di sviluppare un modello stocastico per descrivere le dinamiche osservate. Gli strumenti messi a punto dalla task force, che distinguono i casi asintomatici da quelli più gravi che devono essere ospedalizzati, sono in grado di elaborare delle proiezioni sulla diffusione dell’epidemia e offrono importanti stime sulle necessità del sistema sanitario nazionale per far fronte a un eventuale aumento nella domanda di ricovero nelle strutture ospedaliere. Le stime a breve e a lungo termine (tra marzo e agosto) sono state testate con buoni risultati rispetto ai dati epidemiologici disponibili. «Abbiamo mostrato che le misure di parziale lockdown sono state efficaci e sufficienti per far calare lentamente la trasmissione del contagio nei Paesi Baschi, che si calcola con il fattore R0, il numero di riproduzione di base».

Maira Aguiar, 39 anni, di origine brasiliana, aveva vinto nel gennaio 2019 un finanziamento della Commissione europea (MSCA-IF, che sta per Marie Skłodowska-Curie Actions - Individual Fellowships) all’Università di Trento, ed è al secondo anno di un progetto incentrato su modellazione delle dinamiche delle malattie infettive. Come previsto dal programma, in questo periodo Maira si trova in distacco a Bilbao, dove sarà impegnata fino alla prossima primavera, quando farà rientro a UniTrento per continuare il suo lavoro di ricerca.






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