La grande forza dei sogni




Quando ero bambina sognavo la pace nel mondo, che tutti gli abitanti della Terra fossero felici, perché soffrivo molto a vedere la sofferenza negli altri.

Quando ne parlavo agli adulti attorno a me, mi dicevano che quello che sognavo era impossibile e io determinata rispondevo che questo era valido per loro e non per me, che io sarei riuscita a far realizzare questo sogno.

Ora a 41 anni mi rendo conto dell'impresa, ma non ho smesso di credere a quel sogno, ho semplicemente compreso che non spetta a me cambiare il mondo, ma che posso fare la mia parte perché avvenga.

In che modo?

Cercando di realizzare la mia felicità e condividendola con gli altri, non per rendere gli altri felici, che non è compito mio, ma dando un altro modo di assaporare la vita da osservare ed eventualmente sperimentare, almeno alle mie figlie e a chi è vicino a me.

Sono dell'idea che ciò che è possibile per me lo è per chiunque.

Sono ancora in quel cammino, ho raggiunto varie tappe importanti ma continuo il mio camminare...ogni tanto inciampo o cado, ma mi alzo, scrollo la polvere e proseguo.

Ho fatto tesoro di un insegnamento che mi è stato ripetuto più volte da bambina da mia mamma: “Licia punta alla Luna che alla peggio prendi una stella!”.

E dentro di me ancora oggi, forse ingenuamente ma non credo, mi dico: “E perché no?”.

Per fare questo senza cadere nella frustrazione, ho coltivato anche l'accoglienza nei confronti di me stessa se non dovessi ottenere ciò che mi sono prefissata, perché comunque mi sono data la possibilità di provarci e certamente qualcosa di buono ho ottenuto, anche fossero “solamente” insegnamenti per la tappa successiva!

Il pensiero comune è che solo quando si raggiunge la meta si può essere soddisfatti e felici, in realtà “la meta è il cammino” e quindi è il modo in cui decidi di camminare che ti rende felice.

Con quali persone condivido i miei passi, con che grado di presenza li compio, quante volte mi fermo a osservare e celebrare anche la strada fatta fino a quel punto, che valore do al mio camminare.

Gli strumenti utilizzati da questo sistema ci hanno ammaestrati alla competizione e al continuo confronto con l'altro, a sentirci sempre sbagliati e incapaci, a puntare a obiettivi che causano solamente frustrazione, perché irrealizzabili da raggiungere se non si è robot o computer o “manipolabili” con photoshop.

Ma ciò che mi dà fiducia è che non esiste un solo punto di vista... occorre avere il coraggio di girare la testa dall'altra parte: troviamo opposto alla competizione la collaborazione, opposto alla fatica il piacere, opposto all'errore l'esperienza, opposto al giudizio la tolleranza, opposto alla rabbia la passione, opposto alla paura la fiducia, opposto al limite la potenzialità!

Quindi dipende sempre da che direzione svolgo lo sguardo che tipo di energia decido di metterci nella mia giornata.

Con questo torno a come si può realizzare il mio grande sogno della pace nel mondo e che tutti gli abitanti della Terra siano felici: sono giunta alla consapevolezza che se ognuno si dedicasse alla propria personale felicità senza aspettare che siano gli altri ad occuparsene, sarebbe tutto più semplice.

Non si tratta di egoismo come subito può venir in mente ma si parla di Amor proprio.

Perché quando una persona è felice non ha bisogno di fare la guerra, di andare ad invadere lo spazio dell'altro/a, di avere di più del suo fabbisogno, anzi prova gioia a condividere ciò che ha, prova gioia a vedere l'altro felice, non prova invidia perché ognuno trova la propria soddisfazione in ciò che è e in ciò che fa.

Il segreto è tornare a guardare la vita con gli occhi di quel bambino e bambina che tante volte è stato azzittito/a, a tornare a credere nei sogni come faceva lui/lei, con quella forza!

Dobbiamo tornare a giocare, a divertirci soprattutto ora che ci stanno togliendo tutto questo, anche inventandoci delle strategie per farlo.

Se vogliamo vivere dobbiamo a quel bambino/a dare la possibilità anche di disobbedire e opporsi a ciò che non ha senso per lui/lei.



Perché se osserviamo i bambini ci accorgiamo che per loro la gioia e la felicità non è data da quanto posseggono, ma da quanto possono stare assieme agli amici. E quando ad un bambino gli è permesso di sognare, sogna sempre in grande perché lui o lei hanno chiaro cosa significa Vivere!

Tutte le più grandi e nobili imprese sono nate da un sogno di qualcuno che non si è fatto fermare dai limiti degli altri.

E il tuo grande sogno qual era quand'eri bambino?

Auguro a tutti un febbraio ricco di sogni grandiosi.

Licia

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