La foresta rinasce a suon di musica... con gli "Eugenio in Via di Gioia"




di GIUSEPPE FACCHINI

"La foresta rinasce a suon di musica" è la mission che unisce la startup VAIA con il gruppo musicale "Eugenio in Via di Gioia"...


Nelle settimane scorse grazie al progetto Trentino Tree Agreement di Trentino Marketing, si è fatta una importante ripiantumazione di abeti rossi nel parco di Paneveggio per ricostruire la mitica Foresta dei Violini che ha attratto liutai di tutto il mondo alla ricerca del legno pregiato per le loro creazioni.

Questa foresta, infatti, è caratteristica per i suoi “alberi di risonanza” che hanno la capacità di propagare e amplificare il suono in maniera esponenziale.

L’evento era strutturato in due giornate, di cui la prima dedicata all’accoglienza con workshop alla presenza di un maestro artigiano e attività di conoscenza e scoperta del territorio. La seconda giornata è iniziata con un incontro tra tutti i protagonisti al quale è seguita la visita guidata ai boschi sotto la guida del Servizio Foreste al rifugio Capanna Passo Valles, la vera e propria piantumazione degli alberi e per chiudere un concerto in acustico del gruppo musicale Eugenio in Via di Gioia, con l’accompagnamento di un quartetto d’archi. Al gruppo è stata consegnata la targa con il loro nome a simbolo dell’impegno sui temi ambientali.

Federico Stefani, founder di VAIA insieme a Giuseppe Addamo e Paolo Milan, ha definito questo evento un importante tassello del loro lavoro, volto a ristabilire l’equilibrio dell’ecosistema e far rinascere le foreste delle Dolomiti.

Il gruppo musicale Eugenio in via di Gioia e Vaia hanno in comune l’impegno per un futuro sostenibile, chi con il design, chi con la musica.

Proprio a Sanremo 2020, chi scrive, ha consegnato al gruppo il cubo di Vaia mettendoli a conoscenza del progetto.

Gli Eugenio in Via di Gioia già nel 2019 con la piattaforma digitale Lettera al prossimo avevano trasformato una canzone in una azione, in quanto in collaborazione con Federforeste e la Coldiretti venne lanciata la campagna di crowfunding a sostegno del progetto Trentino Tree Agreement, per la rigenerazione dell’area boschiva di Paneveggio. In soli 10 giorni venne raggiunto l’obiettivo economico di 12 mila euro e la band annunciò per la primavera 2020 la messa a dimora degli abeti rossi. A causa del Covid si è dovuto rinviare l’evento al 2021, in collaborazione anche con CNA Piemonte e la supervisione scientifica di Andrea Vico.


Ragazzi, innanzi tutto cosa significa il nome del vostro gruppo?

«Deriva dall’unione dei nomi dei fondatori del gruppo: Eugenio Cesaro, Emanuele Via e Paolo Di Gioia ai quali si è poi aggiunto Lorenzo Federici


Da cosa nasce questo impegno ambientale?

«Spesso abbiamo riflettuto sul rapporto tra uomo e ambiente. Le nostre canzoni raccontano i paradossi del progresso e l’urgenza di partecipare. La libertà è partecipazione, direbbe Gaber. Ci piace pensare che più siamo attivi e ci informiamo, più possiamo cambiare questo Tsunami per farlo diventare una ondata positiva».

La collaborazione con la start up Vaia?

«Siamo sempre stati sintonizzati sulle questioni ambientali anche per la nostra formazione universitaria. Abbiano conosciuto questi amplificatori naturali che hanno spopolato e abbiamo visto questi ragazzi volonterosi che dopo tante difficoltà hanno creato questo oggetto per dare nuova vita alle piante. Tutto ciò calzava a pennello con il discorso che avevamo già iniziato di ripiantumazione, da qui la voglia di andare nella stessa direzione».

Un discorso di coerenza con il vostro percorso artistico e non solo...

«Nelle canzoni raccontiamo questa urgenza comune di prendere coscienza dei cambiamenti climatici e delle questioni ambientali. Vogliamo portare avanti questa bandiera dei ragazzi che come noi si sentono di poter cambiare le cose, senza miti ed eroi ma solo buoni modelli da seguire ed affiancare. Siamo consapevoli delle difficoltà che ci sono nel voler cambiare le cose dal basso, ma quando sei consapevole di quello che succede in realtà non puoi ignorarlo. A noi interessa non restare, sulla cresta ma andare in profondità sui temi altrimenti si rischia di essere superficiali e di sviluppare azioni concrete».

A livello musicale cosa vi aspetta nel 2021?

«Stiamo finendo un disco con il maestro Vittorio Cosma e siamo molto felici di lavorare con lui. Vedremo quando farlo uscire perché a noi piace presentarlo subito dal vivo quando ci sarà certezza sui live. Ci stiamo lavorando da due anni, è un disco fermentato, sarà un disco pazzesco sempre nell’ambito del pop, in linea con il nostro percorso, ma ricco di esperimenti e di agganci a progetti concreti che è la cosa che ci contraddistingue.»



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