Gas Ortazzo e solidarietà in tempo di Covid-19




CALDONAZZO – I Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.), riuniscono famiglie che si coordinano per acquisti collettivi orientati da criteri di eticità, rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, direttamente presso piccoli produttori. Una realtà consolidata in Italia con una ventina di anni alle spalle e migliaia di famiglie aderenti. Anche in Trentino se ne contano diversi, tra questi quello della nostra associazione l´Ortazzo, attiva da oltre 10 anni con molte iniziative sui temi dell'agricoltura biologica, del consumo critico, della sostenibilità e della solidarietà.



L’inizio del lockdown ha sospeso l’undicesima edizione del ciclo di serate promosso dall'Associazione L'Ortazzo di Caldonazzo, annullando il grande lavoro di volontariato che aveva portato il gruppo ad organizzare 13 iniziative previste a marzo e aprile. «Questo periodo di sospensione delle attività – afferma Alessandra Piccoli ci ha spinto a riflettere sul significato della S di G.A.S. e a trovare, nonostante le grandi difficoltà logistiche, il modo di continuare a sostenere i piccoli produttori dai quali acquistiamo da anni e che su di noi fanno affidamento, messi in grave difficoltà dalle limitazioni imposte dall’emergenza, che avevano fatto investimenti e non potevano ripagarli, che avevano uova in grande abbondanza o verdure pronte e che avrebbero dovuto buttare».


La questione non era semplice, poiché la modalità con cui funzionano la maggior parte dei GAS prevede di recarsi dagli altri soci per ritirare i prodotti ordinati. Considerando che il territorio dove risiedono la sessantina di famiglie aderenti copre diversi comuni dell’Alta Valsugana e Altopiano della Vigolana, organizzare la distribuzione dei prodotti come prima era impossibile.


«Abbiamo quindi cominciato ad interrogarci – continuano Maddalena Parolin e Danilo Marchesoni – su come garantire loro il nostro sostegno concreto, come continuare l’attività del gruppo di acquisto senza mettere in discussione le regole e la responsabilità che la situazione imponeva. Sono state settimane impegnative per riuscire a trovare, tra Polizia Locale, Protezione Civile, Uffici Provinciali, eccetera, un permesso per organizzare un sistema di distribuzione porta a porta che, evitando qualsiasi contatto personale (il nostro GAS organizza tutti i pagamenti con un sistema automatico bancario, perciò non si pone il problema dei contanti) avesse l’ulteriore vantaggio di diminuire i rischi di contagio, riducendo la necessità di recarsi al supermercato. Grazie alla fiducia e all’appoggio dei comuni Altopiano della Vigolana, Calceranica al Lago, Caldonazzo, Levico Terme e Tenna e della Comunità di Valle Alta Valsugana e Bernstol abbiamo potuto partire con un sistema di consegne settimanali a domicilio realizzate da un gruppo di nostri volontari, già in marzo, in un momento in cui la maggior parte dei GAS del Trentino, ma anche della Rete Italiana dell’Economia Solidale, avevano perlopiù sospeso gli ordini. Unico silenzio registrato è stato quello del comune di Pergine Valsugana, dove pertanto non abbiamo potuto attivare il sistema di consegna».


Un sistema che sta funzionando bene, ha consentito un incremento degli ordini ed un ampliamento dei produttori coinvolti per un numero di consegne settimanali paragonabili a quelle del sistema #restaacasapassoio sul nostro territorio, dando anche l’opportunità di attivare nuove partnership e iniziare la progettazione di attività che consentiranno di rafforzare ulteriormente l’economia locale sostenibile.


L’economia solidale promossa dai GAS e da altre cooperative e organizzazioni si basa su legami di prossimità, solidarietà e sostenibilità, valori che stanno tenendo salde le nostre comunità in questo difficile periodo. «Questa crisi – concludono i rappresentanti dell'Associazione L'Ortazzosta inoltre rendendo sempre più evidente come l’estremo sfruttamento dell’ambiente promosso dal modello di produzione e di consumo industriale possa portare a tragiche conseguenze. Le realtà come il nostro GAS hanno colto la sfida e rilanciano e rafforzano l’impegno dimostrando di poter svolgere un ruolo importante nella produzione sostenibile di cibo, nella transizione verso un’agricoltura bio, nei processi di inclusione sociale, elementi importanti per uscire dalla crisi economica e sociale che l’emergenza sanitaria ci sta imponendo».




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