Fugatti: «Per ora il Trentino in zona gialla, interverremo sui Comuni con contagi elevati»



TRENTO253 positivi oggi in Trentino al test sul Covid 19, di cui 57 con più di 70 anni. 8 i deceduti, 2 in Rsa, 2 nell’ospedale di Borgo, uno a Cles, uno a Rovereto, e due a Trento. Per i ricoveri, situazione stabile nei pazienti in rianimazione, oggi 30. Un aumento consistente invece riguarda i pazienti a media-alta intensità, oggi 368. 2434 i tamponi eseguiti. Il presidente Maurizio Fugatti ha parlato con i ministri Speranza e Boccia, manifestando l’intenzione di emanare un’ordinanza contenete misure più restrittive, anche se il Trentino al momento rimane zona gialla. Fra le misure in arrivo, restrizioni per i comuni con percentuali di contagio particolarmente elevate analoghe a quelle assunte più di un mese fa per Cembra.


I dati sull’indicatore Rt a 14 giorni, ha sottolineato il governatore, in verità mostrerebbero in Trentino un leggero miglioramento. «Ciononostante, vorremmo emanare un’ordinanza autonoma, che crediamo debba essere però controfirmata dal ministro, per ottenere le opportune rassicurazioni sui ristorni alle attività economiche più colpite. Un punto importanze sarà quello legato ai comuni con un’incidenza importante di contagio. Si interverrà anche sulle attività motorie, sulle somministrazioni di alimenti e bevande in bar e ristoranti, che comunque rimarranno aperti fino alle 18, sui mercati all’aperto e sugli acquisti nei negozi di generi alimentari. Interverremo anche sulle aperture domenicali, ma dobbiamo ancora definire i dettagli».

Nel pomeriggio il presidente Fugatti, nel corso di una teleconferenza con il ministro Boccia, ha parlato inoltre di Covid-hospital, che in Trentino erano stati istituiti già all’epoca della prima ondata di pandemia. E’ stato fatto presente al ministro che all’epoca era stato difficile soprattutto convincere le persone a recarsi spontaneamente in queste strutture.

Per quanto riguarda la scuola la situazione al momento resta immutata.

In merito alla comunicazione dei dati relativi ai tamponi antigenici, Fugatti ha spiegato che il Trentino ha chiesto al Ministero di poterlo fare fin dalla fine di settembre. «Ricordo – ha aggiunto – che nella prima ondata di pandemia abbiamo contabilizzato addirittura più morti per Covid di quelli che alla fine il Ministero della salute ci ha riconosciuto. Nessuna intenzione da parte nostra di nascondere i dati, quindi, anzi, tutt’altro. Attendiamo però di avere delle istruzioni chiare, e quando sarà il momento ci comporteremo di conseguenza».

In ogni caso, l’Apss interviene immediatamente dopo avere ricevuto l’eventuale esito positivo del tampone antigenico (è noto che per il “test rapido” l’esito può arrivare in un paio d’ore), sottoponendolo eventualmente assieme ai familiari al regime di quarantena e proseguendo con il tracciamento dei contatti.

Infine un appello lanciato dal responsabile Apss, Pierpaolo Benetollo agli operatori della comunicazione affinché aiutino a far passare questo messaggio: chi ha avuto contatti con una persona risultata positiva, ed in seguito a ciò fa un tampone che risulta negativo, non deve continuare comunque a condurre la vita ordinaria, deve rimanere in quarantena per dieci giorni. Infatti è possibile che una persona che ha fatto un tampone risultato negativo si positivizzi il giorno successivo al ricevimento dell’esito.

Il contact-tracing rimane comunque sempre importante per il Trentino, che non lo ha affatto abbandonato. L’idea è di automatizzare il più possibile le operazioni ad esso connesse, e di insistere soprattutto nei luoghi più sensibili, nelle scuole, nelle rsa, nei luoghi di lavoro dove è più difficile osservare le misure di prevenzione.

La centrale Covid, che ha iniziato in marzo con 7 persone, attualmente occupa una settantina di operatori, a tempo pieno o part-time. Normalmente si fanno 700-800 inchieste giornaliere di contact-tracing. L’intenzione è di insistere su questa strada.


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