Coronavirus: 38 nuovi casi e primo decesso in Trentino


TRENTO – "Trentini: restate a casa. Quello che fino a ieri era un consiglio da adesso diventa un obbligo. Lo dobbiamo ai nostri cari e soprattutto a chi, come i sanitari, è in prima linea in questa guerra contro il Coronavirus". Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha iniziato in questo modo l'appuntamento quotidiano per gli aggiornamenti sul contagio da Covid 19.


Questa la situazione alle 14 odierne: 38 nuovi casi, per un totale di 115, fra cui 5 guariti. 62 persone sono in isolamento al proprio domicilio, 5 in terapia intensiva, 23 agli infettivi, 13 in pneumologia, 7 in alta intensità. In questo momento gli ospedali interessati alla gestione dei pazienti contagiati dal Covid-19 sono 3: Trento, Rovereto e Arco. C’è stato però oggi purtroppo – come riferito dall’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana - anche il primo decesso, una signora di Borgo Valsugana, di 81 anni. La persona soffriva già periodicamente di problemi di bronchite ed era stata ricoverata in ospedale nella serata di ieri già in gravi condizioni. Il tampone effettuato successivamente ha confermato l’esistenza del contagio.


Il direttore dell’Apss Paolo Bordon ha detto che l’Azienda sanitaria ha varato un piano per personale medico e assistenziale andato in pensione negli ultimi anni, chiedendo, per i prossimi 6 mesi, la disponibilità a tornare in servizio. Si stanno anche assumendo nuovi medici, fra cui oggi 2 virologi, assunti a tempo indeterminato. Quali figure cerca l’Azienda in questo momento? Soprattutto anestesisti e rianimatori. Si sta anche raccogliendo la disponibilità di alcune strutture private come il San Camillo di Trento, che a tal proposito riconvertiranno parzialmente le proprie attività ordinarie.

Per quanto riguarda le imprese, è stato approvato oggi un Protocollo per la gestione dell’emergenza, che contiene anche un’analisi del rischio in azienda e un capitolo importante sull’eventuale gestione dei contagi all’interno del luogo di lavoro. Infine, i trasporti: è in corso una riduzione del servizio nei giorni feriali mentre nei giorni festivi Trentino Trasporti non effettuerà alcuna attività. Gli utenti trasportati in questi giorni sono comunque drasticamente caduti. E’ previsto in questa fase l’impiego di circa il 20% del personale normalmente utilizzato sui servizi urbani ed extraurbani. Per le aree e le situazioni che rischierebbero altrimenti di rimanere “scoperte”, ad esempio per persone non automunite che hanno l’esigenza motivata di spostarsi (pensiamo al personale sanitario che deve recarsi al lavoro) sarà istituito un telecentro che raccoglierà puntualmente le richieste di spostamento e le trasmetterà al servizio Trentino autonoleggiatori, che in questo periodo ha 400 autisti inattivi a causa della chiusura delle scuole e un parco mezzi adeguato.


Un ringraziamento particolare è stato espresso dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti a tutti coloro che lavorano nel mondo della sanità, del sociale e dell’assistenza. «Loro sono in prima linea – ha detto – e tutto il Trentino deve essergli grato. Oggi abbiamo incontrato il presidente dell’Ordine dei medici, con il quale abbiamo convenuto che serve uno sforzo di tutta la comunità per cercare di bloccare il contagio. E per farlo bisogna innanzitutto osservare l’obbligo – perché non è più un consiglio ma un obbligo – di restare in casa. Per un certo periodo di tempo dovremo mantenere tutti comportamenti consoni, e rigidi. I numeri del contagio cresceranno, anche in maniera importante, soprattutto nei prossimi giorni. Il messaggio che mi sento di mandare è di continuare il percorso che abbiamo impostato fin dall’inizio, di insistere sulla prevenzione e di alzare ancora l’asticella dell’attenzione. Oggi alcune imprese hanno deciso di chiudere. Non era obbligatorio, ma hanno ritenuto di doverlo fare, per dare a loro volta un contributo. Anche ad esse va il nostro ringraziamento. Nei prossimi giorni ci saranno degli interventi sul versante sanitario. Abbiamo deciso di approntare una struttura speciale a Marco, e abbiamo chiesto ai medici in pensione di tornare a dare il loro contributo. Sono misure che non si erano mai viste, perché questa è un’emergenza inedita. Siamo convinti che il Trentino, che ha sempre risposto nei momenti difficili con serietà e senso di responsabilità, saprà farlo anche questa volta».


II presidente Fugatti ha anche riferito che nel corso della teleconferenza con il Governo avvenuta nel pomeriggio, a cui hanno partecipato i presidenti di regioni, la Provincia autonoma di Trento ha segnalato la situazione che si è creata sull’autostrada del Brennero in seguito alle decisioni assunte dal Governo austriaco. Il ministro Boccia ha dichiarato di voler prendere in carico la problematica e di trovare a breve una soluzione.

Per quanto riguarda la sanificazione delle strade, oggetto anche di una fake news riguardo al presunto utilizzo di elicotteri, «non vi è nessuna necessità di sanificare ambienti ed elementi esterni», ha sottolineato il responsabile della Protezione civile Raffaele De Col.

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