Castello Tesino verso la zona gialla dopo l'incontro di oggi tra Fugatti e il sindaco Menato



Scende all’1,7% il rapporto fra le persone positive e il totale dei residenti, circa 1000, a Castello Tesino. Il dato, relativo a questa mattina, è emerso nel corso di un incontro, avvenuto nel pomeriggio in Municipio, fra il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti e il sindaco Graziella Menato. Presenti anche l'assessore Francesco Moranduzzo e il consigliere Fabio Franceschini, oltre al comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo Franco Fabris.


«Ringrazio i cittadini di Castello Tesino, l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine per l’impegno e per il grande senso di responsabilità dimostrato in questi giorni difficili» ha detto Fugatti nel corso dell’incontro.

«Il rapporto percentuale di positivi sul totale dei residenti si è abbassato notevolmente e adesso è ben al di sotto della soglia del 3%, il cui superamento aveva determinato le misure restrittive. Un risultato importante, merito dei sacrifici della popolazione che ha compreso le ragioni della decisione presa dalla Provincia di concerto con il Comune. E' stato un percorso condiviso – ha aggiunto il presidente – che ha dato suoi frutti».

A fronte dell'attuale situazione epidemiologica, dunque, Castello Tesino uscirà dalla zona rossa alla scadenza dell'ordinanza, prevista per il 30 novembre. Fugatti ha poi spiegato che per le attività chiuse nei tre comuni trentini dichiarati zona rossa, oltre a Castello Tesino, Baselga di Pinè e Bedollo, sono previsti dei "ristori" aggiuntivi a quelli richiesti a livello nazionale. Proprio oggi, la Giunta provinciale ha deliberato al riguardo.

Infine, il sindaco Graziella Menato ha chiesto al presidente un chiarimento sulla possibilità di aprire per Natale gli impianti sciistici di Passo Brocon. «Come noto – ha precisato Fugattiil Governo nazionale è orientato a non permettere l'apertura delle piste per le festività natalizie. Noi, se la situazione dei contagi continuerà a migliorare, proveremo a rilanciare, insieme alle altre regioni alpine, la nostra richiesta e in ogni caso, se non sarà possibile aprire, chiederemo al Governo un riconoscimento delle perdite, non solo per i gestori degli impianti, ma anche per tutte le attività collegate allo sci».


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