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Levico. "Prendersi cura della comunità", il convegno della Fondazione CRAV






i.p.
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"Prendersi cura della Comunità” è il convegno promosso dalla Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana in occasione del quarto anniversario della sua costituzione e che si è svolto sabato 14 marzo presso il Palazzo delle Terme di Levico. L’incontro di grande qualità e interesse è nato come momento di riflessione sul significato della cura della comunità come valore fondativo della vita collettiva proponendo una visione del territorio come realtà viva e generativa, fondata su relazioni, responsabilità condivise e progettualità. 


Dopo il saluto del Presidente della Fondazione Franco Senesi, ha aperto i lavori Nadio Delai, sociologo e analista dei processi sociali ed economici, Presidente di Ermeneia – Studi & Strategie di Sistema. Delai ha operato a lungo nel campo della ricerca socioeconomica ed è stato Presidente dell’Istituto Trentino di Cultura, oggi Fondazione Bruno Kessler, direttore di Rai 1, direttore del Censis e dirigente delle Ferrovie dello Stato. 

Al convegno Delai ha proposto una propria e qualificata lettura delle trasformazioni in atto e delle sfide che attraversano le comunità locali, con uno sguardo che unisce esperienza nazionale e conoscenza del territorio trentino. Delai ha rimarcato di come lo sviluppo è in equilibrio su tre gambe, Stato, mercato e comunità. La comunità è intessuta di relazioni, associazioni e responsabilità condivise e la sua dimensione non è conosciuta appieno in questo periodo dove la società è ancora dominata dal ciclo dell’individualismo e dove serve passare dal ciclo dell’io al ciclo del noi. 

E’ quindi seguita una tavola rotonda moderata da Gabriele Buselli con Lisa Scarpa, assessore alle politiche sociali della Comunità Alta Valsugana e Bersntol, Daniela Fruet dirigente dell’Istituto Comprensivo Pergine 1, Davide Tarolli direttore di Kaleidoscopio, Mauro Pintarelli Direttore della Cassa Rurale Alta Valsugana. Lisa Scarpa ha passato in rassegna alcune problematiche sociali, dall’abitare, alle difficoltà delle famiglie monoreddito e dei lavoratori precari, alla solitudine delle persone di ogni età indicando la cura in una responsabilità collettiva. Daniela Fruet ha rimarcato le difficoltà del sistema educativo e allo stesso tempo il ruolo centrale della scuola, come luogo di apprendimento ed emozionale e dell’importanza della didattica. Davide Tarolli ha sottolineato come occorra creare contesti dove i giovani possano sperimentare e realizzare il proprio futuro con consapevolezza. Mauro Pintarelli ha rilevato come in un contesto con tanti indicatori positivi, con livelli di occupazione più alti rispetto ad altre realtà nazionali, è difficile trovare nuove imprenditorialità ma dove invece è sempre più centrale il ruolo del credito cooperativo. Nadio Delai ha quindi proposto un intervento di sintesi. In chiusura sono intervenuti Giorgio Vergot Presidente della Cassa Rurale e Franco Senesi Presidente della Fondazione. Collegata al convegno la mostra dal 18 aprile al 3 maggio di Gian Maria Bertoldi, in collaborazione con “Ecomuseo sull’acqua Chiarentana”. 

Giorgio Vergot ha ricordato come sul territorio operino tantissime associazioni, segnale concreto di una comunità viva dentro il proprio territorio. Per Franco Senesi “nessun soggetto può affrontare le sfide da solo, il ruolo della Fondazione è quello di ascoltare, mettere in relazione e aiutare il territorio a riconoscere le proprie energie. Noi dobbiamo ascoltare, mettere in relazione quanto è emerso anche oggi per creare fiducia, dobbiamo alimentare il territorio, conoscere le proprie energie e farle incontrare. La comunità non è progetto astratto, è fatta di persone di storie di impegni quotidiani e di speranze, e prendersene cura richiede tempo risorse attenzione e responsabilità condivisa. Siamo nati dalla comunità, siamo parte della comunità e per questo ci prendiamo cura della comunità. Quando una comunità si prende cura di se stessa diventa più forte, più giusta e più capace di guardare al futuro”. 

Giuseppe Facchini

Franco Senesi, Nadio Delai, Giorgio Vergot

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