Borgo: Agada, l'ibis eremita che ha fatto tappa in Valsugana, star (a sua insaputa) del web


Agada a Borgo Valsugana (Foto Sabrina Giotto)

A sua insaputa “Agada”, l’ibis eremita che per tutto il mese di dicembre ha stazionato a Borgo Valsugana, è diventata una star dei media. E questo grazie a una piccola-grande fotografa del capoluogo della Valsugana, Sabrina Giotto, la quindicenne che accomunando la passione per la fotografia con quella per la natura e gli animali, è riuscita a fotografare questo strano uccello nel pieno della nevicata dell’8-9 dicembre scorsi. Ecco come è andata...

di GIANCARLO ORSINGHER

– foto SABRINA GIOTTO

Innanzi tutto, chi è Agada?

Agada è un esemplare di ibis eremita (Geronticus eremita), una specie di uccelli migratori dell’ordine dei pelicaniformi, diffusa nei secoli passati in Europa ma poi andata progressivamente a scomparire fino all’estinzione totale nel corso del XVII secolo a causa della pressione venatoria.

Due distinte popolazioni hanno però continuato a vivere in Marocco e in Siria-Turchia.

Nel 2014 il progetto europeo “Reason for Hope”, finanziato dal programma LIFE e coordinato dall’associazione austriaca “Förderverein Waldrappteam”, si è posto l’obiettivo di reintrodurre questa specie migratrice sulla sua area di origine, ristabilendo la rotta migratoria dei volatili dai quartieri riproduttivi in Germania e Austria all’area di svernamento in Toscana.

In natura i giovani ibis apprendono la rotta migratoria seguendo i genitori, così è stato messo a punto un programma specifico per fare in modo che gli uccelli possano seguire in volo degli esseri umani. Grazie all’imprinting, ovvero l’attaccamento che si sviluppa tra i piccoli di alcune specie animali e la prima figura che vedono dopo la nascita, le figure umane sono diventate dei veri e propri genitori adottivi, in grado di condurre gli uccelli una volta adulti nella migrazione, accompagnandoli con un ultraleggero. Il viaggio inizia dalle due aree di riproduzione di Burghausen, in Germania, e Kuchl, in Austria, fino alla Laguna di Orbetello. Gli individui apprendono in questo modo la rotta migratoria potendo in primavera tornare autonomamente nelle aree di riproduzione. E così gli ibis eremita possono costituire una popolazione selvatica in grado di migrare autonomamente tra i quartieri riproduttivi a nord e l’area di svernamento a sud.

Agada è uno dei 165 esemplari di ibis eremita che attualmente fanno parte della popolazione europea reintrodotta con il progetto LIFE; a questi vanno aggiunti un’altra sessantina di soggetti che formano una colonia stanziale nella zona di Cadice, nei pressi dello stretto di Gibilterra, introdotti con un progetto spagnolo.

Ciascuno dei 165 ibis dell’iniziativa “Reason for Hope” è monitorato costantemente tramite dei chip che portano sul dorso ed è grazie a questo accorgimento che possiamo dire che il “nostro” ibis è proprio “Agada”. Tra l’altro ce lo dice anche la App “Animal tracker” che registra praticamente in tempo reale la presenza nel mondo di questi volatili e di altre specie.

Ma come mai Agada si è fermata per settimane in Valsugana?

Fino a inizio novembre si trovava in val di Fiemme, prima all’interno di uno stormo di otto esemplari e poi in compagnia del solo “Grignolino” con il quale si è diretta verso Valdagno, dove i due uccelli sono rimasti per alcuni giorni attorno al 20 novembre. Poi “Grignolino” ha preso la direzione sud, mentre Agada forse ha perso l’orientamento arrivando così a Borgo...


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