Trento. L’Isola di Arturo cerca chi continui il suo viaggio
- il Cinque

- 5 mar
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Il libraio di strada Arturo Osti, figura nota nella città di Trento e già in pensione, cerca persone che vogliano proseguire nel progetto dell’Isola di Arturo. L'Isola è alla ricerca di un gruppo di persone, piccola azienda a carattere familiare o giovani volenterosi che possano rilevare l'attività e continuare in questo negozio senza pareti, magari con 3/4 lavoratori in sinergia tra loro che creano una collaborazione cooperativa.Non una singola persona visto che il progetto necessita di un miglioramento e completamento di quanto svolto finora: creazione di database, sito on-line, copertura di più location in contemporanea nella stessa giornata, partecipazione a eventi straordinari.

Nel centro storico di Trento c’è una presenza che negli anni è diventata familiare quanto le piazze che attraversa. Tra via Verdi in prossimità del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, piazza Fiera e Piazza d'Arogno (dietro il Duomo), la bancarella di Arturo Osti, conosciuta come L’Isola di Arturo, non è soltanto un luogo dove acquistare libri, fumetti, CD e dischi in vinile, ma uno spazio di incontro, dialogo e condivisione culturale.
Berretto in testa, cartelli ironici, moltissimi volumi confezionati e ordinatamente messi in esposizione, che vengono aggiornati quotidianamente.
Arturo rappresenta una figura ormai riconoscibile per residenti, studenti e turisti.
La sua è una libreria senza pareti, nata dodici anni fa da una scelta di vita radicale: lasciare il lavoro di agente di commercio per costruire qualcosa di personale, restituendo valore a libri usati e al tempo delle relazioni.
Classe 1965, residente a Spormaggiore, Arturo Osti arriva a questa svolta dopo un lungo percorso professionale di agente di commercio nella multinazionale Wurth fino a quando, avvicinandosi ai cinquant’anni (nel 2015), decide di concedersi quello che lui stesso definisce un “regalo”: cambiare strada e provare a trasformare una passione in attività.
Il punto di partenza è profondamente personale. Alla prematura perdita del fratello Fabio, biologo e naturalista, eredita circa mille libri. Quel patrimonio affettivo diventa il seme di un progetto inatteso.
Senza una formazione specifica nel settore librario, Arturo inizia a catalogare, conoscere autori, editori e generi letterari, costruendo nel tempo una competenza maturata sul campo.
Da quel primo nucleo nasce un archivio cresciuto negli anni fino a comprendere decine di migliaia di volumi (80 mila libri che custodisce nel suo deposito di Mezzolombardo) e una vasta collezione di fumetti e dischi in vinile. Migliaia di articoli destinati al macero trovano così una seconda vita, passando di mano in mano tra lettori diversi. Un lavoro paziente che Arturo descrive spesso come una forma di “salvataggio culturale”: ogni libro, sostiene, aspetta semplicemente la persona giusta.
La scelta della strada non è casuale. Lavorare all’aperto significa incontrare pubblici differenti ogni giorno: studenti in cerca di testi accessibili, appassionati di musica, turisti incuriositi o cittadini che si fermano anche solo per scambiare due parole. Nel tempo la bancarella è diventata un presidio culturale informale, capace di avvicinare alla lettura anche chi normalmente non frequenterebbe una libreria tradizionale. Non mancano episodi che Arturo conserva con particolare emozione: incontri inattesi, storie personali condivise, relazioni nate attorno a un libro scelto quasi per caso.
A tal proposito, in collaborazione con la scrittrice Franca De Silvestro, vi è la pubblicazione di due libri che raccontano spaccati di vita esperienziale di Arturo: “Arturo libraio di strada” ( 2021 ed. Reverdito); “Ascoltami ti racconto...” ( 2023 ed. Scripta Edizioni).
Dietro questa esperienza c’è però anche un lavoro fisicamente impegnativo: caricare e scaricare ogni giorno quintali di volumi, allestire gli spazi, affrontare caldo, pioggia e freddo. Dopo oltre quarant’anni di attività lavorativa complessiva, Osti, ora pensionato, vorrebbe vedere un futuro per la sua amata attività che continuerà comunque a svolgere in attesa di trovare chi continuerà il suo progetto.

Il suo desiderio è chiaro: trovare persone disposte a raccogliere il testimone e dare continuità a un progetto che negli anni è diventato parte integrante del tessuto cittadino.
L’idea è quella di un’evoluzione condivisa, magari attraverso una piccola realtà collettiva capace di unire esperienza, nuove energie e competenze digitali, valorizzando anche on-line l’enorme patrimonio costruito nel tempo. La speranza è vedere l’Isola continuare a vivere anche senza la sua presenza quotidiana. Nel frattempo immagina più tempo per la famiglia, i nipoti, la montagna e il volontariato, senza però allontanarsi del tutto da quel mondo fatto di libri e incontri che ha segnato profondamente l’ultimo decennio della sua vita.
Perché l’Isola di Arturo non è soltanto una bancarella: è una storia di seconde possibilità, per i libri e per le persone.
E oggi, forse, anche per chi deciderà di raccoglierne l’eredità e far navigare ancora questa piccola e importante isola.
Il cliente migliore, dice Arturo, è colui che viene a curiosare...e non colui che viene a cercare qualcosa di specifico. Tra i suoi slogan: «Non cercare quello che cerchi... ma cerca quello che non cerchi!».
Giovanni Facchini





