Tesino. La giornata degli Ecomusei del Trentino

PIEVE TESINO – Ci sono storie che rischiano di scomparire se nessuno le raccoglie, gesti che appartengono alla vita di un tempo e tradizioni che custodiscono l'identità di un'intera comunità. È per impedire che questo patrimonio si perda che lavorano gli ecomusei, luoghi in cui la memoria non è soltanto passato, ma una presenza viva che continua a parlare al presente e alle nuove generazioni.
Sabato 10 ottobre, la Conca del Tesino ha ospitato la Giornata degli Ecomusei del Trentino, un'occasione di incontro e confronto tra le nove realtà della rete provinciale, impegnate nella valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e sociale dei propri territori.
La mattinata si è aperta a Pieve Tesino, con l'accoglienza dei partecipanti al Centro polifunzionale di Pieve Tesino e poi il trasferimento a piedi al Centro Studi Alpino dell'Università della Tuscia. Dopo i saluti e il benvenuto di Lorenzo Gecele, presidente dell'Ecomuseo del Tesino – Terra di viaggiatori, di Ezio Amistadi, presidente del METS – Museo etnografico trentino San Michele, di Alessandro de Bertolini, presidente della Rete degli Ecomusei del Trentino. A seguire i saluti istituzionali dei tre sindaci della valle Lucio Muraro, Leonardo Ceccato, e Oscar Nervo il convegno è entrato nel vivo con la tavola rotonda dedicata alle «Donne di Montagna».
Un tema che ha riportato al centro figure femminili fondamentali nella storia delle comunità alpine, donne che, spesso lontano dai riflettori, hanno sostenuto famiglie ed economie locali, tramandando saperi e tradizioni. Elda Fietta ha raccontato le donne tesine, Rosanna Cavallini ha approfondito le storie dell'ambulantato femminile, mentre Irene Fratton ha illustrato la condizione della donna nel Trentino dell'Ottocento e il ruolo dell'industria domestica. Sono intervenute inoltre l'assessora Francesca Gerosa, in collegamento da remoto, e Tiziana Chemotti e Rosetta Margoni, che hanno presentato l'esperienza del museo etnografico «La dona de sti ani» di Lasino.
La mattinata è proseguita con la presentazione delle principali progettualità realizzate dalla Rete nell'ultimo anno, confermando l'importanza della collaborazione tra realtà culturali che condividono un obiettivo comune: mantenere vivo il legame tra le persone e il territorio.
Un pranzo in amicizia e nel pomeriggio, la memoria è uscita dalle sale del convegno per incontrare i luoghi che la custodiscono. Quattro itinerari hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta delle ricchezze della Conca del Tesino: il Museo Tesino delle Stampe e dell'Ambulantato «Per Via» e il Museo Casa De Gasperi, entrambi a Pieve Tesino; il Museo del Moleta a Cinte Tesino; e la chiesetta dei Santi Ippolito e Cassiano a Castello Tesino.
Quattro tappe diverse, unite dalla capacità di raccontare storie, mestieri, personaggi e tradizioni che hanno contribuito a dare forma all'identità locale. La giornata si è conclusa al Centro polifunzionale di Pieve Tesino con una fotografia di gruppo, un momento conviviale e i saluti finali.
Il senso dell'incontro va oltre la semplice conservazione delle testimonianze storiche. Un ecomuseo non custodisce soltanto ciò che è stato, ma aiuta una comunità a riconoscersi in ciò che è. Valorizza il paesaggio, recupera antichi mestieri, raccoglie racconti e trasforma le esperienze individuali in memoria collettiva. Perché un territorio non è fatto soltanto di montagne, case e strade, ma anche delle persone che lo hanno abitato, delle loro fatiche, delle loro speranze e delle conoscenze che hanno lasciato in eredità.
Ed è proprio questo il valore più profondo degli ecomusei: fare in modo che le radici non diventino un ricordo lontano, ma continuino a nutrire il presente e a indicare la strada alle generazioni future.
Terry Biasion






