Scurelle. Quarta edizione della Rassegna “Rivivendo… il teatro”
- il Cinque

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C’è un momento dell’inverno in cui le luci si abbassano, il sipario si apre e il teatro torna a essere un luogo di incontro, di risate e di storie condivise. È questo lo spirito di “Rivivendo… il teatro”, la rassegna che torna al Teatro comunale di Scurelle con la sua quarta edizione, proponendo quattro appuntamenti dedicati alla commedia e al teatro popolare.
Il primo incontro è in programma sabato 17 gennaio, con “El Convento del Santo Spirito” della Filodrammatica Telve APS. Una commedia dialettale brillante, fatta di equivoci e situazioni esilaranti, che dà ufficialmente il via alla rassegna con un invito chiaro: ricominciare a ridere insieme, dal vivo, a teatro.
La rassegna prosegue sabato 31 gennaio con “Dieci sotto un tetto”, portata in scena dall’Associazione teatrale Figli delle Stelle APS. Una convivenza fuori dall’ordinario diventa il pretesto per raccontare, con ritmo e ironia, dinamiche quotidiane portate all’estremo, tra personaggi improbabili e continui colpi di scena.
Sabato 14 febbraio sarà invece la volta di “Come le galine”, della Filodrammatica “S. Ermete” di Calceranica. Una commedia che alterna leggerezza e riflessione, affrontando il tema delle scelte di vita e delle aspettative familiari con uno sguardo attuale e ironico, capace di far sorridere senza rinunciare al contenuto.
Il sipario calerà sulla rassegna Sabato 28 febbraio con “Par fortuna che ghe el bar”, della Filodrammatica “Gli Insoliti Belatrich” di Arsiè. Ambientata nel bar del paese, la commedia restituisce uno spaccato di vita quotidiana fatto di incontri, chiacchiere e piccoli segreti, trasformando un luogo familiare nel cuore pulsante della comunità.
Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 20:45 e si terranno presso il Teatro comunale di Scurelle.I biglietti e gli abbonamenti sono disponibili in cassa la sera dello spettacolo.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo email teatro.fds@gmail.com
Rivivendo… il teatro conferma così la sua vocazione: riportare il pubblico in sala, valorizzare il teatro amatoriale e ricordare che il teatro, prima di tutto, è un’esperienza da vivere insieme.














