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Rari Nantes Valsugana. Il nuoto, una scuola di vita





di GIUSEPPE FACCHINI


La Rari Nantes Valsugana ha chiuso il 2022 con una serie di ottimi risultati nelle gare di nuoto nazionali e regionali. Daniele Armelao, amministratore unico, è giustamente soddisfatto sia dei risultati agonistici che della frequenza di tantissimi ragazzi nelle strutture di Borgo Valsugana, Pergine, Levico, Marostica oltreché di Roncegno e Castel Ivano. «Sono ben 44 gli allenatori e istruttori che operano con noi con impegno e competenza». Molto importante l’attenzione ai ragazzi con disabilità che frequentano con costanza le strutture.

Roberto Bettin (nella foto) è il capo allenatori della società.



Bettin, quali le sue considerazioni su questo periodo?

«È un momento di ripartenza post-covid, abbiamo un gruppo numeroso di giovani atleti sia tra gli esordienti che di categoria. Si cerca di ricreare quello che era fino a tre anni fa, si risente di un periodo difficile, c’è un prima e un dopo. L’obiettivo è quello di ricostruire lavorando con impegno e pazienza favoriti da un ambiente davvero di qualità, di strutture e di rapporti umani. I ragazzi e le ragazze che fanno sport, come tutti i giovani, hanno molte opportunità di fare anche altre cose, ma qui in piscina li vedi molto concentrati e lavorano con impegno ed entusiasmo e questo è molto positivo. Campioni ne nascono uno ogni tanto, ma vedere ogni giorno decine di ragazzi in vasca vuol dire che si trovano bene, gli piace l’ambiente, lontani da altre difficoltà».



In base alla forma giuridica, 2 delle 48 imprese fallite in provincia di Trento sono ditte individuali, 8 società di persone e 38 società di capitale. La loro dislocazione sul territorio interessa 18 comuni: la maggioranza ha sede nel comune di Trento (21), che raggruppa oltre il 44% delle procedure, seguono i comuni di Rovereto (4), Lona-Lases (3), Lavis, Moena, Pergine Valsugana e Imer con 2 fallimenti ciascuno. Altri 12 comuni sono interessati da un solo fallimento.

Qual è la bellezza del nuoto?

«Per me è tantissimo, l’ho praticato come atleta dai 10 ai 21 anni e poi ho fatto l’allenatore. Il nuoto ti insegna tutto, c’è poco da dire, il sacrificio, impari che se sbagli sbagli tu, che se non ti impegni non hai risultati, capita anche che lavori tanto e non arrivano lo stesso i risultati. Il nuoto a differenza di altri sport è che anche se sei in 100, tu sei da solo, la gara la fai tu e non puoi dar colpe a nessuno se il risultato non è quello sperato. È più difficile ma allo stesso tempo più bello e stimolante, è una scuola di vita».

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