Quella croce sul Tegazzo trainata da 8 coppie di buoi, da Scurelle fino a Pergine



di Lino Beber


Nel 1900 Anno Santo, per implorare la benedizione divina sul secolo che si affacciava all’orizzonte, venerdì 23 febbraio 1900 la Società Operaia Agraria Cattolica sul colle Tegazzo, a Pergine, tracciò il solco per erigere una croce monumentale realizzata in blocchi di granito e alta ben 13 metri.

Le prime pietre furono portate sul colle il 6 novembre dello stesso anno e festeggiate con lo sparo di mortaretti.

Tra i portatori delle pietre c’era l’allora undicenne Carlo Ambrosi (1899-1983), fratello di don Giocondo (1884-1957) e padre delle figlie Maria, Teresa, Lina e Rita tuttora viventi.

Il piedistallo è alto 5 metri e il solo braccio trasversale pesa 36 quintali.

La croce è opera dei fratelli Luigi, Giuseppe e Gedeone Tomé di Scurelle e fu trasportata da Scurelle a Pergine con un carro trainato da otto coppie di buoi.

La solenne inaugurazione e benedizione avvenne l’8 settembre 1901, giorno della festa patronale, nel pomeriggio con la partecipazione di una lunga processione di fedeli da tutto il Decanato guidato dall’allora decano don Giovanni Battista Inama.

Nel diario di Francesco Dallepiatte (1828-1907), uno dei soci fondatori dell’Oratorio, è annotato: «8 settembre 1901, domenica - Le solennità di oggi in Pergine furono grandi. La processione delle ville alla parrocchia al solito. La Società Operaria Cattolica ad ore 7 fecero la Comunione generale; indi conferenza e riunione. La sera dopo i Vespri, la benedizione alla nuova sua bandiera, poi la benedizione alla Croce monumentale eretta sulla cima del Tegazzo che, con lunga processione, composta di tutte le società religiose e civili, vi furono undici bandiere, molti sacerdoti con appositi discorsi ed una grande quantità di gente e divoti, indi processionalmente ritornarono in chiesa e si cantò il Te Deum di ringraziamento».

Sul tronco verticale è scolpito “1901 - Vivit - Regnat - Imperat”, mentre su quello trasversale “Jesus Christus Deus et Homo”.

C’era anche una lapide che ricordava il motivo della sua erezione e i nomi delle persone che avevano offerto almeno 20 corone. Purtroppo la lapide è stata distrutta.


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