Per far ripartire il turismo in Valsugana, un progetto che coinvolge i residenti


Lago di Levico, foto Davide Oss Emer


di JOHNNY GADLER


Presentato oggi pomeriggio dall'APT Valsugana Lagorai un progetto che prevede di coinvolgere 40 abitanti dei Comuni di Calceranica al Lago e di Caldonazzo al fine di trasmettere ai turisti l'amore per la Valsugana, un territorio che, in questo scenario apocalittico disegnato dal Coronavirus, può riscoprirsi e ripartire proprio dalla sua unicità del "distanziamento naturale" – come ha detto il Direttore dell'APT Stefano Ravelli –, un valore aggiunto, spesso dato per scontato dai residenti, che non a caso ha valso la certificazione per il turismo sostenibile, prima destinazione turistica al mondo ad aver ottenuto un simile riconoscimento.



Più di due milioni e duecento mila “pernottamenti venduti”, di cui oltre il 50% provenienti dall’estero: è questo il “tesoretto” che la Valsugana, con grande fatica, ha saputo crearsi in questi anni quale destinazione turistica ambita per la sua tranquillità e il suo ambiente incontaminato, tanto da essere premiata – proprio l’anno scorso – con la certificazione per il turismo sostenibile secondo i criteri del GSTC, prima destinazione al mondo ad aver ottenuto un simile riconoscimento.

Traguardi che – sotto i colpi dell’emergenza Covid-19 – ora sembrano sciogliersi come neve al sole, delineando una crisi dell’intera filiera che qui, non avendo una stagione invernale, appare ancora più stringente.


«Lo scenario è apocalittico e probabilmente nulla sarà più come prima – ammette senza tanti giri di parole il Presidente dell’Apt Valsugana Lagorai, Denis Pasqualinma non dobbiamo lasciarci sopraffare dallo sconforto e bisogna essere positivi, perché ogni crisi nasconde sempre anche nuove opportunità». Quali?

Ad illustrarle sono stati oggi pomeriggio – nel corso di una conferenza stampa – lo stesso presidente dell’Apt Pasqualin, il direttore Stefano Ravelli, assieme al sindaco di Calceranica al Lago, Cristian Uez, e all’assessore al turismo del comune di Caldonazzo, Marina Eccher.

«Turismo – ha detto Pasqualinnon è solo “PIL”, alberghi, spiagge, ristoranti, commercio. Turismo significa anche artigianato, tradizioni locali, cura dei luoghi, dei nostri parchi, delle nostre oasi naturali, dei laghi e della montagna poco antropizzata» e per andare oltre l’emergenza e ripartire – ha aggiunto – bisogna farlo dai residenti, «insistere nella costruzione di una casa comune dove la qualità della vita è al primo posto, per noi e per i nostri ospiti».

Già l’anno scorso era stato promosso il progetto “giovani ambasciatori del territorio”, che aveva visto la formazione di 20 ragazzi, con il conseguente inserimento lavorativo di cinque di essi, meritevoli di aver interpretato al meglio l’essenza della Valsugana e di averla declinata sul campo durante il periodo di maggiore afflusso turistico.

Seguendo queste direttrici l’Azienda di Promozione Turistica Valsugana e Lagorai ora intende investire in un progetto di condivisione e formazione sui residenti dalla forte valenza sociale, formativa e di spirito, all’insegna del motto "Valsugana dove Ci piace vivere!

«Con questo progetto denominato “Lago d Caldonazzo, dove il turismo è tutto. E dove gli ambasciatori del territorio diventate voi – ha spiegato il direttore dell’Apt Valsugana Lagorai, Stefano Ravelliriaffermiamo il concetto di mettere al centro il residente che sempre di più, ci auspichiamo, possa svolgere un ruolo attivo nell'ospitalità e nell'accoglienza dei nostri ospiti turisti. Turisti che hanno garantito lo sviluppo di un comparto in grado di generare importanti ricadute su tutto il nostro territorio. Aumentiamo la nostra consapevolezza di quello che abbiamo da offrire, diventiamo sempre più orgogliosi di ciò che la natura ci offre e diventiamo ambasciatori del nostro territorio!».

E a tale proposito il Direttore Ravelli ammonisce circa il rischio di non apprezzare a sufficienza ciò che si trova fuori dall’uscio di casa, snocciolando una serie di cifre talmente date per scontate da tutti, che alla fine – paradossalmente – risultano davvero sorprendenti: «Sul nostro territorio – ha infatti affermato il Direttore Ravellisi snodano ben 765 km di percorsosi sacri, il che vuol dire oltre 190 ore di camminamenti» che possiamo percorrere immersi nella natura e nel pieno rispetto delle nuove regole, perché il distanziamento sociale che altrove si dovrà creare e imporre artificiosamente, da noi è semplicemente un «distanziamento naturale». Già, perché – ha aggiunto Ravelli – in Valsugana ci sono 43 mila ettari di bosco, vale a dire che ogni nucleo familiare residente trova a propria disposizione oltre 18 mila metri di territorio incontaminato. Senza contare il fatto che siamo stati i primi a fare attività di raccolta differenziata, che possediamo la prima centrale idroelettrica a livello europeo da cui ricaviamo energia pulita, che dalle nostre sorgenti sgorga acqua purissima... Tutti aspetti che noi consideriamo normali, perché da sempre ne beneficiamo, ma che altrove non lo sono affatto e pertanto rappresentano dei veri privilegi, dei valori inestimabili, tanto che non è un caso, come detto, se l'anno scorso l’APT Valsugana-Lagorai è stata la prima destinazione al mondo ad aver ottenuto la certificazione per il turismo sostenibile secondo i criteri del GSTC, organizzazione nata per concretizzare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030-Nazioni Unite. Occorre ripartire da qui.


«Dobbiamo generare un livello della qualità della vita, partendo dai residenti, per far sì di creare un nuovo turismo più consapevole, che vada avanti sul filone dell’ecosostenibilità e del rispetto dell’ambiente – ha poi proseguito il Presidente Pasqualin –; valori che diventano ancora di più i capisaldi su cui fare turismo oggi, avvalendoci dei nostri spazi estesi, delle nostre passeggiate, dei nostri trekking, dei nostri laghi di Caldonazzo e di Levico, i primi ad essere certificati bandiera blu da tanti anni».


Il progetto partirà a fine maggio dai comuni di Calceranica al Lago e di Caldonazzo, coinvolgendo un totale di 40 residenti (20 per ciascun comune) purché maggiorenni.


«Il lago siamo noi! – ha detto il sindaco di Calceranica al Lago, Cristian Ueze questo progetto risponde all'importanza di far accrescere la consapevolezza che siamo nati in un luogo meraviglioso, che siamo privilegiati perché "risiediamo" qui e godiamo di un territorio che offre moltissimo; un luogo che va conosciuto, riscoperto e valorizzato – e dove l'esperienza di essere "locale" è un vanto e una fortuna, da condividere come tesoro "culturale" – con chi poi finisce per innamorarsi della nostra meravigliosa terra».


Se da un lato questo lungo periodo di lockdown ha creato innumerevoli danni – ha aggiunto Uez – «dall’altro ha offerto ai residenti l’opportunità di sperimentare l’esclusività della loro zona, rendendoli orgogliosi di ciò che hanno, per poter poi trasmettere questo amore a chi verrà a visitarci nei prossimi mesi. Ricordiamoci che d'ora in avanti saremo chiamati a sviluppare ancora di più il senso di ospitalità, perché stiamo vivendo un momento sia economico che psicologico mai sperimentato prima. Oltretutto, dato che difficilmente vedremo arrivare gli ospiti stranieri, si lavorerà quasi esclusivamente con il mercato italiano e nella fattispecie con ospiti veneti, lombardi, ed emiliani, proprio le zone più colpite dall’epidemia, sarà quindi importante lavorare molto anche sulla sensibilità e sull'accoglienza».

«Questa iniziativa è molto sentita da parte del mio Comune – ha dichiarato Marina Eccher, assessore al turismo del Comune di Caldonazzoche ha sempre creduto nella necessità di mettere al centro i residenti, a maggior ragione in questa crisi Covid 19. Siamo certi del valore degli investimenti in formazione mirata per aumentare e strutturare la conoscenza di quello che offre il nostro territorio, principalmente per chi il territorio lo abita, per poterlo poi raccontare, emozionandoli, agli ospiti che lo visitano. Questo progetto integra quello elaborato dal Comitato Turistico Locale di Caldonazzo “Siamo tutti operatori turistici”, che stimola i residenti a sentirsi parte dello sviluppo e della crescita turistica, diventando narratori capaci ed empatici – come solo l'orgoglio e il senso di appartenenza sa fare! – della storia, dell'ambiente, delle tradizioni, delle leggende del nostro territorio. La condivisione di obiettivi e strategie è la chiave vincente per accrescere la consapevolezza di vivere in un luogo meraviglioso, elemento fondamentale, in questi tempi incerti, ancor più dei grandi numeri».

Questo innovativo progetto si concretizzerà sabato 30 maggio prossimo, dalle ore 15 alle 19. In attesa di nuove indicazioni si auspica di riuscire a fare tutto all’aperto presso la spiaggia Riviera nel rispetto delle normative vigenti e dei distanziamenti di sicurezza previsti.

I contenuti delle quattro ore saranno suddivisi in due macrotemi.

Il primo, Raccontare il territorio, si soffermerà su questi aspetti: 1. Terra di confine: un breve tuffo nella storia, attività presenti e progetti futuri (collegamento Vezzena); 2. Evoluzione del settore economico: miniera, mele, insediamenti produttivi e primi campeggi; 3. Lago di Caldonazzo Bandiera Blu e certificazione GSCT; 4. Il valore dell’acqua: sport, avventura e sostenibilità. 5. Partendo da qui: percorsi di trekking, ciclabile e sentieri MTB che partono direttamente dal lago e esperienza Valsugana: dal Castello di Pergine ad Arte Sella, dal Lagorai alla Vigolana. 6. Il turista: indotto, valore nel tempo, ricadute su tutto il territorio.

7. L’importanza dell’accoglienza.

Il secondo macrotema, Visitare le strutture ricettive, si svilupperà su tre aspetti: 1. Conoscere gli investimenti realizzati; 2. Degustare i prodotti locali; 3. Conoscere le attività pensate per valorizzare le bellezze naturali del territorio.

La partecipazione è aperta a un massimo di 40 residenti (20 per il Comune di Calceranica e 20 per il Comune di Caldonazzo), purché maggiorenni e spinti dalla volontà di mettersi fattivamente in gioco per guardare con occhi nuovi il paesaggio e vivere le esperienze amate dai turisti. Per partecipare occorre inviare una email: a marketing@visitvalsugana.it e si riceverà il link al quale iscriversi.

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