"Onde di Speranza": la solidarietà vince la sfida. Rete da record, oltre 1.400 persone nel nome della cura
- il Cinque

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Si è svolta questa mattina nella sede della Cassa Rurale di Pergine Valsugana la conferenza stampa di chiusura della raccolta fondi "Onde di Speranza" organizzata da Pronti Qua.
Erano presenti Roberta Casagranda, Presidente dell'Associazione Pronti Qua, Giorgio Vergot, Presidente della Cassa Rurale Alta Valsugana, Marco Parmegiani, rappresentante di GE HealthCare, e l'Assessore alla salute Mario Tonina.
Quando la forza del ricordo si trasforma in azione e la comunicazione si fa trasparente, la risposta di una comunità può superare ogni previsione. L'associazione Pronti Qua ODV ha convocato i media per una conferenza stampa di altissimo valore istituzionale e politico per annunciare la conclusione formale della grande raccolta fondi "Onde di Speranza: una don-azione per fare la differenza", un viaggio straordinario durato un intero anno, da maggio 2025 a maggio 2026.
L'obiettivo della campagna, oggi pienamente e orgogliosamente centrato, era il finanziamento e l'acquisto di un ecografo di ultimissima generazione completo di due sonde transcraniali, una strumentazione diagnostica e chirurgica salvavita destinata alla nuova sala operatoria dell'ospedale Santa Chiara di Trento.
L'associazione ci tiene a precisare sin da subito che a questo primo passaggio politico e di rendicontazione ne seguirà, a breve, un secondo: il momento della consegna fisica, del collaudo e dell'installazione ufficiale del macchinario nella nuova sala operatoria dell’Ospedale Santa Chiara.
Il dato più straordinario: una comunità di oltre 1.400 persone
Se c'è un elemento che fotografa il successo di questa iniziativa, prima ancora delle pur importantissime cifre economiche, è l'impatto umano e sociale. In dodici mesi la campagna è riuscita a raggiungere, sensibilizzare e unire più di 1.400 persone. Non si è trattato di una semplice raccolta di capitali, ma di un fenomeno di partecipazione di massa che ha azzerato le distanze e ha dimostrato quanto il Trentino sia pronto a fare rete quando si parla di salute pubblica e terzo settore.
La scomposizione di questa gigantesca rete comunitaria ed economica rivela una capillarità eccezionale, a partire dai 222 singoli donatori privati e cittadini che hanno scelto di fare la propria parte con contributi individuali. A questi si aggiungono 13 associazioni di volontariato del territorio che hanno sposato la causa a vario titolo, creando un virtuoso "volontariato che sostiene il volontariato", e 35 aziende locali che hanno deciso di investire la propria responsabilità sociale d'impresa nella sanità pubblica. La campagna ha beneficiato inoltre del supporto istituzionale ed economico di due fondazioni e della Cassa Centrale.
In questo mosaico di generosità, un capitolo d'onore e un ringraziamento speciale spettano alla Cassa Rurale Alta Valsugana. L'istituto di credito, che da sempre cammina al fianco di Pronti Qua sostenendone passo dopo passo le attività, ha voluto firmare questa svolta tecnologica in modo determinante, stanziando un importantissimo contributo di ben 20.000 €. Una base solida che ha dato una spinta decisiva alla volata finale per raggiungere la cifra complessiva di 82.200,18 €.
L'intervento delle istituzioni e dei partner
“La consegna di nuove attrezzature sanitarie da parte dell’associazione Pronti Qua rappresenta un bellissimo esempio di solidarietà, partecipazione e attenzione concreta alla salute della comunità. I valori del volontariato nel nostro territorio arrivano da lontano: hanno fatto la storia del Trentino e hanno contribuito a sviluppare nelle nostre comunità il senso civico, la vicinanza alle persone più fragili e l’attenzione verso chi ha bisogno. Un elemento che si aggiunge alla storia della nostra autonomia, che proprio quest’anno celebra gli ottant’anni. L'Unità operativa complessa multizonale di neurochirurgia dell'ospedale Santa Chiara di Trento rappresenta un’eccellenza. Grazie alla professionalità del professor Silvio Sarubbo e della sua équipe sappiamo quanto lavoro prezioso venga svolto ogni giorno e quanti risultati positivi riescano a essere raggiunti. L’iniziativa di oggi ci ricorda come la sanità non sia fatta soltanto di tecnologia, ma soprattutto di persone, fiducia e collaborazione tra professionisti, istituzioni, imprese e cittadini. Sono le persone, ancora una volta, a fare la differenza. La consegna di questa attrezzatura porta con sé un messaggio importante: vicinanza ai pazienti, sostegno agli operatori sanitari e fiducia nel nostro sistema sanitario pubblico. Si inserisce in un percorso più ampio che coinvolge tutti, avviato con la nascita di Asuit e proseguito con l’inaugurazione delle Case della Comunità, con l’obiettivo di offrire un servizio sempre migliore”. Così, l’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina.
Il commento di Giorgio Vergot (Presidente Cassa Rurale Alta Valsugana)
«Sostenere un'iniziativa come "Onde di Speranza" significa per noi dare concretezza al valore dell'essere una banca del territorio. Quando un'associazione locale come Pronti Qua dimostra questa capacità di mobilitazione e trasparenza, la Cassa Rurale ha il dovere e l'orgoglio di fare la propria parte. Questo contributo di ventimila euro non è solo un finanziamento economico, ma un investimento diretto sulla salute della nostra comunità e sul potenziamento delle nostre strutture sanitarie pubbliche».
Il commento di Marco Parmigiani (Rappresentante GE HealthCare)
«Come azienda produttrice dell'ecografo e delle sonde transcraniche, siamo rimasti profondamente colpiti dalla determinazione e dalla serietà di questa raccolta fondi. Vedere una realtà del terzo settore muoversi con questa capillarità e in così perfetta armonia con l'Azienda Sanitaria e l'ospedale pubblico è un esempio straordinario di cittadinanza attiva. GE HealthCare ha voluto premiare questa sinergia virtuosa con un gesto di forte solidarietà commerciale, agevolando l'operazione per rendere questa tecnologia d'avanguardia immediatamente accessibile a chi ne ha più bisogno».
La dichiarazione di Roberta Casagranda (Presidente dell'Associazione Pronti Qua ODV)
«Questo anno è stato estremamente impegnativo e ci ha richiesto un'energia smisurata, ma ha segnato un vero e proprio salto di qualità per Pronti Qua. La nostra associazione mette da sempre il cuore in ogni singola azione nel nome e nel ricordo di Roberto, ma nell'affrontare questa monumentale campagna abbiamo sviluppato competenze strategiche, professionalità e una fitta rete di contatti sul territorio che prima non avevamo. Questo bagaglio di esperienze e relazioni consolidate sarà una risorsa preziosissima che ci guiderà e ci permetterà di costruire con basi ancora più solide i nostri prossimi progetti».
Come nasce un'idea: la scintilla in Vigolana e la sfida del reparto
Per capire come sia stato possibile raggiungere un risultato simile, bisogna guardare alle radici di Pronti Qua ODV, nata nel 2019 in memoria di Roberto Bonvecchio per supportare i malati colpiti da tumore cerebrale e i loro familiari, fornendo vicinanza, orientamento e supporto pratico. Fin dai primi passi, l'associazione ha stretto un'alleanza operativa e quotidiana con il professor Silvio Sarubbo, primario del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale Santa Chiara di Trento.
L'idea di questa imponente donazione è nata quasi per caso, grazie a un passaggio di testimone sull'Altopiano della Vigolana. L'associazione Senza Freni, al momento di chiudere la propria storica attività sul territorio, ha scelto di non disperdere il proprio patrimonio residuo, decidendo di donarlo interamente a Pronti Qua ODV.
Con quelle poche migliaia di euro in dote, il direttivo è andato a fare una semplice chiacchierata con il professor Sarubbo, ipotizzando nei piani originari l'acquisto di qualche piccola strumentazione di supporto quotidiano. Ma il primario è un medico entusiasta, che coinvolge costantemente l'associazione con la sua energia e che pensa sempre in grande, puntando all’eccellenza assoluta per i suoi pazienti: ha proposto così una sfida colossale, ovvero un ecografo dotato di due sonde transcraniali dal valore complessivo di circa 90.000 €.
Di fronte a un preventivo del genere, il direttivo ha convocato un'assemblea con i propri soci. Quando si è parlato di cifre, in sala c'è stato un primo momento di totale silenzio, ma è durato un solo istante. «Visto il nome e lo spirito che guida la nostra associazione», spiega il direttivo, «tutti i nostri soci hanno risposto immediatamente: "Pronti Qua!". Da quel momento la sfida era ufficialmente accettata».
La rivoluzione digitale: il Crowdfunding e gli Ambassador
La campagna è scattata a maggio 2025 con una conferenza stampa di lancio ospitata proprio a Pergine Valsugana presso i locali della Fondazione Cassa Rurale Alta Valsugana (CRAV). Consapevole dell'entità della sfida, Pronti Qua ha puntato fin da subito sulla comunicazione strategica. Per dodici mesi è stato mantenuto un rapporto costante con i media e la stampa locale, parallelamente a un massiccio potenziamento della presenza digitale attraverso i canali social, una newsletter informativa e la creazione di un canale WhatsApp dedicato per informare in tempo reale sull'andamento dei fondi.
Una parte strategica della raccolta è stata affidata a una campagna di crowdfunding online basata sulla formula rigida dello "Tutto o niente". Anche questa scommessa è stata vinta oltre ogni aspettativa: sono stati raccolti 9.600 €, pari al 119% dell'obiettivo inizialmente impostato sulla piattaforma. Il dato analitico più sbalorditivo ed edificante emerso dal crowdfunding evidenzia proprio l'efficacia di questa rete di comunicazione: solo 6 di questi donatori digitali erano persone già vicine o legate all'associazione. Tutti gli altri sono venuti a conoscenza del progetto e hanno deciso di donare proprio grazie al tam-tam sul web e al coinvolgimento di privati e associazioni che hanno accettato di diventare veri e propri Ambassador del progetto. Alla fine, il bilancio conta 95 donazioni dirette e ben 200 contributi transitati e raccolti attraverso gli eventi sul territorio.
Accostare il dolore al gusto della vita: la formula degli eventi
In questi dodici mesi di lavoro intenso, Pronti Qua ha capito l'importanza strategica di accostare un tema delicato e complesso come quello dei tumori cerebrali a momenti di socialità, gusto e condivisione, scoprendo che questa formula pulita e aggregativa viene fortemente apprezzata dal pubblico e dalle famiglie.
Tra i tanti appuntamenti promossi spiccano per partecipazione due momenti centrali:
L'Asta di vini d'eccellenza per "Onde di Speranza", ospitata nella prestigiosa cornice della Cantina Rotaliana, che ha unito il mondo vitivinicolo di pregio alla solidarietà attiva.
Pronti Qua si gioca, un intero pomeriggio di animazione, aggregazione e giochi organizzato presso il Parco di Bosentino, che ha coinvolto residenti e famiglie all'insegna della comunità.
A questi si sono affiancati gli eventi spontanei organizzati direttamente dagli Ambassador esterni: appuntamenti ideati da altre realtà o privati che hanno scelto di devolvere l'intero ricavato alla raccolta fondi dell'associazione.
Terzo settore e sanità pubblica: una sinergia che fa grandi cose
Fin dalle sue origini, Pronti Qua ODV ha fermamente creduto nella necessità di costruire una sinergia solida e strutturata con le istituzioni pubbliche e la sanità trentina, un legame oggi rappresentato e avallato sul piano politico dall'Assessorato alla Salute, Politiche Sociali e Cooperazione della Provincia Autonoma di Trento e sul piano operativo dall'Azienda Sanitaria (Asuit).
«Siamo profondamente convinti che il terzo settore non debba muoversi in modo isolato» sottolinea il direttivo dell'associazione, «ma che il suo ruolo sia quello di essere un supporto concreto e, al tempo stesso, uno stimolo propositivo per l'ente pubblico. Il successo di Onde di Speranza dimostra proprio questo: quando le realtà del volontariato e le istituzioni sanitarie uniscono le forze e camminano nella stessa direzione, si riescono a realizzare grandi cose che lasciano un segno tangibile sulla vita e sulla salute delle persone».
Un'eredità d'amore che diventa bene comune
Questo anno così impegnativo e totalizzante ha confermato una certezza profonda: «La risorsa più importante in assoluto sono i nostri soci, che ci supportano sempre senza riserve», commenta il direttivo. «Il successo di "Onde di Speranza" dimostra il valore della rete che stiamo costruendo ogni giorno e l'efficacia del saper agire in perfetta sinergia e trasparenza con l'ente pubblico e il servizio sanitario provinciale».
Dietro a questa gigantesca macchina organizzativa e comunicativa c'è un motore interamente umano e familiare. Il nucleo del direttivo di Pronti Qua è composto infatti dalla famiglia più stretta di Roberto Bonvecchio: la mamma, la moglie, le sorelle, il cognato e le nipoti. Una famiglia che in questo anno si è spesa oltre ogni limite, donando tempo, competenze ed energie per portare avanti, proteggere e onorare la sua eredità d'amore.
Per descrivere lo spirito profondo di questo anno faticoso ma straordinario, l'associazione ha scelto di fare proprie le celebri parole di Madre Teresa di Calcutta, che riassumono il senso del volontariato puro: «Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno».






