LUCIO GARDIN: «Se l'amuchina è più ricercata della grappa...»

Aggiornato il: mag 5




Lucio Gardin, con la sua consueta capacità di sdrammatizzare, ci ha raccontato come sta vivendo questo periodo di paure ed insicurezze. Una delle maggiori doti di Lucio è quella di saper dire cose serie con le battute e le iperboli che riesce a tirare sempre fuori dalla sua inesauribile fantasia.


E naturalmente non sono mancate parole di apprezzamento per i medici e gli infermieri che stanno lavorando per contrastare il Coronavirus e per le forze dell’ordine che devono far rispettare le regole a chi esce di casa senza motivi importanti. Ed a questi ultimi vuole dire: «che sono fuori! Che tornino in sé. O in qualcun altro, basta che tornino. E non escano più. Se non per buttare l’immondizia. Stiamo dentro per uscirne prima».


Lucio, che fai chiuso in casa in questo periodo nel quale non si può (e non si deve) uscire?

«Dormo. In stoica osservanza ai dettami governativi, dormo tutto il giorno sul divano. Mi rasserena il fatto che un giorno il mio sacrificio tornerà utile all’umanità. Il lato positivo di stare in casa è che si scoprono tante cose. Ad esempio io ho scoperto che il vasetto della Nutella non è bucato: ho una figlia. Preoccupazione? Beh sì, ma con un lucido ottimismo. Il termine pre-occuparsi significa occuparsi di qualcosa prima che succeda, il che aumenta le probabilità che accada. Ma sono certo che ne usciremo più forti di prima. Come disse RooseveltIl mare calmo non ha mai reso il marinaio esperto”. Certo non mi sarei mai aspettato che...


LEGGI L'INTERVISTA INTEGRALE DI PAOLO CHIESA A LUCIO GARDIN SU IL CINQUE EXTRA

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