La Rotonda: «Ripartenza a marce ridotte, cercando di essere fiduciosi»



A maggio le attività economiche e commerciali sono ripartite: siamo andati a vedere come in alcune realtà del perginese...


di GIUSEPPE FACCHINI


L'Albergo bar ristorante La Rotonda di Pergine è stato attivo anche durante la chiusura al pubblico con alcuni servizi alternativi. Ne parliamo con Ivano Betti che insieme ai fratelli Marco e Roberto gestisce la struttura.

Come vi siete organizzati all’inizio?

«Abbiamo chiuso il 12 marzo, eravamo spiazzati e impreparati psicologicamente per una chiusura così drastica. Quando abbiamo capito che la cosa andava per le lunghe abbiamo ripreso con il pranzo in cantiere per le tante ditte che venivano a mangiare. È stato un lavoro di servizio apprezzato, un modo per sentirci vicini a chi è sempre venuto da noi. Abbiamo così riavviato i macchinari e organizzato anche il bar d’asporto e il pranzo d’asporto, servizi di cui siamo stati abbastanza contenti.»


Come valutate questo primo periodo di riapertura?

«Una macchina ha cinque marce e stiamo andando in prima e in seconda, le altre tre marce non le usiamo proprio, ma ogni giorno è meglio del precedente. Nell’albergo occupiamo una decina di camere, prima non c’erano le richieste era tutto bloccato, non potevano venire, né mangiare e di conseguenza non c’era neanche la richiesta di camere. Noi speriamo che ci sia una progressione continua, anche piccola.»


Occorre anche essere un po’ psicologi nel far tornare le persone?

«Anche noi ne abbiamo bisogno, dopo 50 anni che lavoriamo trovarci in una situazione così è dura. Guardiamo avanti con fiducia, lo staff è confermato con Serena, Rosa, Vittorio, Claudia, Antonio e Paola. Se il lavoro c’è si va avanti, anche se ci sono tante incognite.»

È stato difficile adeguarsi alle nuove norme sanitarie?

«Abbiamo sempre curato con l’attenzione l’aspetto igienico delle stanze e della struttura, abbiamo aggiunto i dispenser, fatto i corsi on line anticovid. Le camere le sanifcavamo anche prima, nel ristorante la sala è senza tovagliato, senza panno, sui tavoli in legno non possiamo mettere il sale, il pepe e il formaggio, ma solo delle monodosi.»


Quando vi ha aiutato la solidità dell’azienda?

«È una solidità acquisita negli anni passati, ma questa è una cosa nuova, stiamo vivendo un periodo storico diverso e difficilissimo dal lato economico, non sappiamo come andrà, cerchiamo di essere fiduciosi e di vedere il bicchiere mezzo pieno.»


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