Giulia Pedri: un'esperienza incline al futuro in CRVT


Giulia Pedri, 23enne di Borgo Valsugana, dopo importanti esperienze all'estero ha svolto uno stage presso la Cassa Rurale Valsugana e Tesino e ora si è trasferita a Torino per conseguire la Laurea magistrale in direzione d'impresa


Giulia, ci racconti chi sei e il tuo percorso formativo?

«Mi chiamo Giulia Pedri, ho 23 anni e sono di Borgo Valsugana, dove ho conseguito la maturità presso l’Istituto Alcide Degasperi ad indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing.»


Il quarto anno delle superiori, però, l’hai fatto all’estero…

«Vero, quell’anno lo ho frequentato in California, dove ho fatto un’esperienza di vita davvero importante che mi ha aperto gli occhi sul mondo.»


Dopo la maturità ti sei iscritta all’università?

«Sì, ho conseguito la laurea triennale in Gestione aziendale a Trento. Poi mi sono messa in gioco con due mesi di tirocinio in Birmania.»


Lì di che cosa ti sei occupata?

«A Yangon ho lavorato per un’azienda trentina che si occupa di import-export, seguendo la parte organizzativa. L’allestimento delle fiere, creare e mantenere i contatti commerciali, organizzare le visite aziendali, fare incontrare le aziende italiane con il mercato birmano. Una esperienza formativa a vari livelli dovuta anche ad un contesto socio-culturale molto diverso dal nostro.»


Rientrata dalla Birmania hai svolto uno stage alla CR Valsugana e Tesino. Com'è andata?

«Dopo il periodo del lockdown, da agosto ho svolto due mesi di stage presso la CR Valsugana e Tesino in collaborazione con l’università di Trento. La CRVT mi ha offerto la possibilità di prendere diretto contatto con diverse aree; in particolare ho seguito l’area finanza, rimanendo per un mese nella filiale di Tezze, ma soprattutto, viste le mie precedenti esperienze e i miei interessi, l’area organizzativa. Assieme alla responsabile dell’area organizzativa ho avuto modo di gettare uno sguardo anche sulle risorse umane per quanto riguarda Borgo Valsugana, passando poi allo sviluppo organizzativo, al controllo di gestione nonché all’area marketing.»


Che ambiente hai trovato?

«Devo dire un ambiente particolarmente stimolante, dove tutti si sono resi subito disponibili nei miei confronti, cosa tutt’altro che scontata dato che, comunque sia, avere lì una persona che gira nei vari uffici e continua a porti delle domande è un impegno non indifferente. Invece tutti si sono mostrati molto cordiali con me e hanno sempre risposto esaurientemente alle mie richieste, riuscendo anche a trasmettermi l’entusiasmo e la passione rispetto al lavoro che svolgono. È stato davvero un bell’approccio, che sovente si è tramutato in scambio umano, oltre che professionale: i colleghi, infatti, mi hanno espresso riconoscenza per il fatto di aver potuto condividere ciò che fanno con qualcuno di estraneo alla Cassa Rurale. Capita che nelle banche, dall’esterno, tutti conoscano i consulenti o gli addetti allo sportello, ma poco o nulla sappiano delle tantissime persone che ogni giorno, in sordina, compiono un lavoro prezioso e puntuale, senza il quale una struttura così complessa non potrebbe funzionare. Così, se per chi lavora a contatto con la clientela vi è una sorta di feedback diretto sull’apprezzamento del proprio operato, chi svolge la propria mansione negli uffici interni talvolta può sentirsi poco gratificato per tutto l’impegno che ci mette. Io stessa, prima di vivere la Cassa Rurale “da dentro”, ignoravo che vi fossero così tante professionalità ben organizzate e preparate al suo interno. Negli ultimi tempi, anche attraverso il vostro giornale e i social, è stato iniziato un progetto comunicativo volto proprio a dare visibilità a queste persone, un’iniziativa lodevole che sicuramente porterà ottimi risultati, sia in termini di conoscenza da parte dei soci e della clientela, sia per quanto riguarda la soddisfazione professionale interna.»


Sei riuscita a percepire il legame che la CRVT ha con il proprio territorio di riferimento?

«Certo, si avverte distintamente il legame che la CRVT ha con il proprio territorio, perché da fuori si presenta con una bella immagine ed è presente ovunque. Ho avuto anche modo di entrare nel merito di tutto ciò che concerne la beneficenza e il sostegno alle varie attività associazionistiche e di volontariato. Devo essere sincera: da fuori non avevo ben recepito il grandissimo lavoro che la CRVT svolge a sostegno di un panorama associativo così vasto e variegato. E ora, dopo averla vissuta dall’interno, comprendo ancora meglio quali possano essere i vantaggi nel rivolgersi ad una banca di credito cooperativo, che statutariamente presenta un core-business differente rispetto alle altre banche, perché diversi sono gli scopi che si prefigge: non il farti diventare “ricco in breve tempo a fronte di elevati rischi”, ma l’accompagnarti, consigliarti e sostenerti lungo il percorso della tua vita nelle tue scelte, su come gestire i tuoi risparmi e il tuo patrimonio.»


Ora stai per trasferirti in un’altra grande città italiana, Torino. Con quali obiettivi?

«Mi sono iscritta alla Laurea Magistrale in Direzione d’impresa. Non avendo ancora capito quali siano i miei reali interessi per il futuro, non perché io non ne abbia o per il fatto che sia confusa, bensì perché finora tutte le esperienze che ho vissuto mi sono piaciute indistintamente: mi sono trovata benissimo a fare pianificazioni in un’azienda, mi è piaciuto viaggiare e fare export, mi è interessato molto vedere da vicino l’ambito bancario… Per ora mi tengo tutte le strade aperte, anche perché nel mondo dell’economia non sempre è facile capire come orientarsi: è talmente vasto che puoi fare di tutto. Di certo la scelta di spostarmi da Trento è dipesa da una mia necessità personale di andare a vivere in una grande città, con un tessuto industriale importante, con più possibilità di inserirmi nel mondo del lavoro perché per quanto sia necessaria la teoria impari molto di più vivendo, vedendo e toccando le cose in prima persona.»


Un messaggio per i tuoi coetanei della Valsugana?

«Viaggiate, immergetevi in nuove realtà anche molto diverse dalle quali provenite: vi aiuterà ad aprire gli occhi, a vedere le cose in maniera nuova, a focalizzarsi su aspetti a cui spesso non si pensa e ad apprezzare di più ciò che noi abbiamo senza considerare nulla come dovuto. Dall’esperienza in Birmania, ad esempio, ho capito quanto siamo fortunati in Italia ma anche in Valsugana, perché tutte le infrastrutture e i servizi di cui noi godiamo e che spesso diamo per cose scontate, altrove se le sognano. Anche se la nostra è una piccola valle, non ci possiamo affatto lamentare, perché non ci manca proprio niente.»


E ai tuoi ex “colleghi” della Cassa Rurale Valsugana e Tesino, che pensiero rivolgi?

«Li vorrei ringraziare per essermi stati tutti vicino e di grande aiuto, con gentilezza e competenza. Benché si sia trattato di un periodo piuttosto breve, siamo riusciti ad instaurare un rapporto non solo lavorativo, ma se si può dire anche di amicizia. Debbono essere orgogliosi di far parte di una realtà così solida, con un’organizzazione interna così ben strutturata e un ambiente lavorativo consono, dove le nuove leve e i più esperti lavorano fianco a fianco, portando avanti una mission che non è solo uno slogan, bensì un vero e proprio modo di essere. Si vede proprio che amano il lavoro che svolgono e che lo fanno con l’obiettivo condiviso di fare crescere le comunità e il territorio in cui operano. Grazie ancora, mi ricorderò sempre di voi.»


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