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Giovani. A Ventotene per ragionare sul futuro dell’UE.
Tornati i partecipanti a Visioni d’Europa






i.p.
i.p.

25 giovani ragazze e ragazzi. Tutti intorno ai vent’anni. C’è chi lavora, chi farà la maturità, chi studia in uno dei Dipartimenti dell’Università di Trento.

C’è chi è nato e cresciuto a Trento, e chi è venuto in città da un'altra regione per seguire il proprio progetto di vita. Storie diverse. Ma tutte che hanno voglia di lasciare il segno e di portare un pezzo di Europa nella propria quotidianità. 

Ora sono tornati da un viaggio a Ventotene, lì dove è nata l’idea di Europa unita e dove hanno messo alla prova l’attualità delle idee dei Padri fondatori, cuore del progetto Visioni d’Europa, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e l’Ufficio politiche giovanili del Comune di Trento.



Se si mettono insieme le parole “Unione europea” e “viaggio”, subito la mente va a Bruxelles e Strasburgo, alla forma del Parlamento europeo con i deputati che ascoltano le sedute nelle loro cuffie, al viso di Ursula von der Leyen in TV o sui social. 

Meno intuitivo è pensare a un’isola soleggiata del mar Tirreno. Oggi luogo di vacanza, a inizio Novecento luogo di confino per chi si ribellava alla dittatura fascista. Nelle parole di Jacopo Nicolodi, responsabile del progetto per la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, “andare sull’isola di Ventotene significa immergersi nelle basi culturali e valoriali su cui è la nata la democrazia italiana ed europea. L’Unione europea è ancora un cantiere aperto, le cui fondamenta sono state poste in luoghi meno scontati, più periferici, come Ventotene e Marzabotto, che sono al cuore del progetto Visioni d’Europa. Il nostro obiettivo non è far capire a ragazze e ragazzi i meccanismi di funzionamento dell’UE, ma far respirare loro il contesto storico in cui è nata l’idea di Europa unita, dove un gruppo di persone trovò una soluzione per dire “mai più” a un continente segnato dalla violenza e dalla guerra”.

Qui scontò il carcere il poi Presidente della Repubblica Sandro Pertini, e lo stesso destino soffrirono persone come Eugenio Colorni, Ernesto Rossi e Altiero Spinelli. Uomini con esperienze di vita e politiche diverse, ma tutti decisi a immaginare un futuro libero dalla violenza dei nazionalismi. Quest’ultimi tre furono gli autori del Manifesto di Ventotene del 1941, considerato il testo fondante dell’idea di Europa unita, a cui nel Secondo dopoguerra, nel 1951, Alcide De Gasperi e altri Padri fondatori diedero seguito con la creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio. 

Oggi, 85 anni dopo, un gruppo di 25 ragazze e ragazzi partecipanti a Visioni d’Europa, ha rivissuto lo stesso viaggio con un obiettivo preciso: mettere alla prova l’attualità delle idee di chi ha voluto l’Europa unita. Sono partiti il 9 aprile da Trento, città comune per diverse ragioni a tutti i partecipanti. Prima tappa a Marzabotto, in provincia di Bologna, dove nel 1944 si è consumato uno dei più gravi eccidi nazifascisti in Italia, per ragionare sugli orrori del nazionalismo. Poi l’approdo a Ventotene, dove i partecipanti, tra escursioni, laboratori, confronti con esperti, hanno potuto rivivere lo spirito dei Padri fondatori e delle Madri fondatrici, per ragionare sul passato e al contempo capire insieme quale futuro vogliono per l’Unione europea. “Un progetto come questo ribalta la narrazione che vede noi giovani distanti dall’Unione europea”, dice la partecipante Natalia Sanader, 18 anni, studentessa in una scuola superiore di Trento, “sono venuta con la voglia di capire qualcosa in più sul nazionalismo e sul federalismo. Torno con la consapevolezza che la cittadinanza europea è come un muscolo che va allenato con la curiosità per il mondo che ci circonda e la responsabilità delle nostre azioni”. Molto apprezzato il format: “andare oltre la lezione frontale, vivendo in prima persona diverse esperienze, e farlo insieme a un gruppo di coetanei con motivazioni e background diversi, mi ha permesso di toccare con mano i valori dell’UE”. Con un obiettivo per il futuro: “agire per evitare l’indifferenza”.

Tornati ieri, domenica 12 aprile, i partecipanti di Visioni d’Europa non hanno finito il loro percorso. L’obiettivo dei prossimi due appuntamenti è cercare “l’Europa a casa propria”: nel passato, attraverso una passeggiata a Trento il 17 aprile alla ricerca delle “tracce europee” disseminate tra piazze e vie, e nel futuro, attraverso un forum di confronto con l’amministrazione comunale, il 9 maggio per la Festa d’Europa, per capire come i valori europei possono ispirare anche le politiche locali e per proporre una serie di idee da attuare, con l’obiettivo di avere un impatto concreto nella vita quotidiana. Così Daniela Divan, responsabile del progetto per l’Ufficio politiche giovanili del Comune di Trento: “Arricchire il sentimento europeo di giovani cittadine e cittadini per guardare la città con occhi diversi: è questo il senso di un progetto come Visioni d’Europa, in cui la dimensione di gruppo e di confronto continuo è fondamentale”.  

Lavorare sulla cittadinanza europea per vivere nelle proprie idee e nelle proprie scelte le parole di Alcide De Gasperi, poi diventate motto dell’UE: uniti nella diversità. 

     

 

Partnership 

Visioni d’Europa è un progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e l’Ufficio politiche giovanili del Comune di Trento. 

Le informazioni complete sul progetto sono su www.degasperitn.it 






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