Fugatti: «Serve elaborare una fase 2 specifica per il Trentino»


TRENTO – Sei decessi e 53 nuovi contagi, di cui 50 accertati con tampone, che portano il totale a 4236. Tra loro anche tre ragazzi minorenni. Questi gli ultimi dati sul Coronavirus forniti nel pomeriggio dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti e dall'assessore alla salute, Stefania Segnana.


Dei 6 decessi uno è avvenuto in RSA e 5 in ospedale, 4 dei quali riguardano persone ospiti nelle RSA. Dei 53 nuovi casi, 3 si sono registrati neIle RSA e 3, come detto, riguardano minorenni. Il totale delle persone decedute sale quindi a 366, mentre 40 pazienti si trovano ricoverati in terapia intensiva e 1568 alle cure domiciliari, in progressiva decrescita. Le persone guarite sono 1295.


«I tamponi effettuati oggi – ha detto in apertura il presidente Fugattisono 689 e la percentuale di contagiati sul numero di tamponi fatti è attorno al 7%. Un dato costante rispetto agli ultimi giorni, lo guardiamo positivamente perché è un numero che si è stabilizzato in modo continua».


Il presidente ha poi riferito che nei 5 comuni più colpiti dal virus, Canazei, Vermiglio, Campitello di Fassa, Borgo Chiese e Pieve di Bono-Prezzo, dove a breve inizieranno i test sierologici, è stato diffuso un questionario sanitario che ha ottenuto una fortissima partecipazione da parte della popolazione. Il presidente ha poi annunciato che fra pochi giorni inizieranno i test sierologici per gli operatori sanitari dell’Ospedale di Rovereto.


Fugatti ha poi parlato della cosiddetta fase 2, ovvero della riapertura delle attività economiche e della riduzione delle misure poste in essere per limitare gli spostamenti delle persone. «Siamo consapevoli – ha detto – che la gente non ne possa più di stare a casa. Riceviamo molte sollecitazioni in questo senso. Al riguardo oggi abbiamo avuto un interessante confronto con il dottor Stefano Merler di FBK che attraverso alcuni modelli matematici ci ha dimostrato che qualsiasi riapertura comporterà un limitato aumento del contagio, leggermente più alto se interveniamo sulle libertà individuali. Per questo stiamo lavorando, con il coinvolgimento di tutti, dalle categorie economiche ai sindacati, passando per tutti i settori della Provincia, per ripartire limitando al massimo i rischi sanitari. Dobbiamo elaborare una nostra fase 2, specifica per il Trentino, trovando un equilibrio fra il rischio di aumentare il contagio e la necessità comunque di tornare a lavorare e a vivere»


L’assessore Stefania Segnana ha ricordato che ad oggi sono 10096 le domande accolte per quanto riguarda il bonus alimentare e che in giornata vi è stato un incontro con gli amministratori della Val di Non per fare il punto della situazione, con un’attenzione particolare sull'ospedale di Cles. L'assessore ha poi ricordato che nell'ultima ordinanza è stata prevista la possibilità, per chi ha familiari disabili o anziani, di poter uscire a fare una passeggiata nei pressi della propria abitazione, accompagnati da un parente o da una persona che se ne prende cura.


Paolo Bordon, direttore dell’APSS, ha invece fatto il punto sulla situazione delle RSA, evidenziando che dal primo marzo al 15 aprile vi sono stati complessivamente 484 decessi nelle residenze assistenziali assistite del Trentino. Ovviamente non tutti ascrivibili al Coronavirus. «Quelli di cui siamo sicuri – ha detto – sono 145, perché verificati con tampone. Stiamo lavorando con Upipa e Spes per un’analisi completa e dettagliata, ma ci vorrà del tempo». Bordon ha poi riferito che i tamponi effettuati complessivamente nel mondo delle RSA, dall'inizio dell’emergenza, sono stati 2850 di cui 2250 hanno riguardato gli ospiti. Mentre i tamponi effettuati agli operatori sanitari sono stati 2705.

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