David Bosa: «Domino il ghiaccio con le mie Fiamme... Oro»


David Bosa (Foto Luca Stefani)

David Bosa, pattinatore classe 1992 di Novaledo, delle Fiamme Oro Moena, ci racconta la sua carriera sul ghiaccio dagli esordi al titolo italiano sui 1000 m conquistato nel 2021 a Baselga di Piné...

di GIOVANNI FACCHINI


NOVALEDO David, ci racconti i tuoi primi passi nel mondo del pattinaggio?

«Mi avvicinai al pattinaggio in tenera età, quando zio Pierluigi, appassionato di hockey, mi portava sul ghiaccio e mi faceva muovere i primi passi, soprattutto a Levico, dove abitavo.»

Che ricordo hai?

«Era una grande gioia muovermi su quella superficie ghiacciata con lui. Iniziai la carriera da pattinatore nel “Velocisti Ghiaccio Pergine”, in cui utilizzavo i pattini da hockey perché mi divertivo di più. Poi passai allo “Sporting Club Pergine”, successivamente a Baselga di Piné e dal 2013 appartengo alle “Fiamme Oro” di Moena.»


Le gare?

«Ho iniziato con le gare internazionali come junior e poi nella categoria senior; ho proseguito l’attività su ghiaccio con allenamenti quotidiani due volte al giorno, tra bici, corsa, balzi, palestra, nuoto e pattini a rotelle.»

Olimpiadi di Sochi 2014, a Calgary, nuovo record italiano dei 500 metri, sesto posto agli Europei di Heerenveen… e di recente anche la vittoria ai Campionati Italiani di Baselga di Piné.

«La partecipazione alle Olimpiadi di Sochi è stata la mia più grande emozione, le prime della mia carriera,


un’esperienza bellissima che ricorderò per sempre. Quest’anno ho concluso davvero al meglio le gare con ben due record della pista di Baselga di Piné, ho conquistato il titolo italiano e sono decisamente molto soddisfatto. A differenza degli Europei, in cui mi sono classificato al sesto posto, venivo da un momento condizionato da problemi fisici alla schiena e nelle ultime prove di Coppa del Mondo non ho brillato. Qui invece sono riuscito a sbloccarmi ottenendo le prestazioni che desideravo da tempo sia nei 500m che nei 1000m e sono felicissimo.»

Chi desideri ringraziare?

«Chi mi è stato vicino e che mi ha supportato nel mio percorso, consentendomi di raggiungere questi risultati: dai genitori agli allenatori e alle società, passando da parenti e amici che mi sostengono sempre e comunque. Per un atleta è un fatto davvero importante.»


C'è qualche pattinatore a cui ti sei ispirato?

«Sin da piccolo mi sono ispirato ai grandi pattinatori presenti in Coppa del Mondo, soprattutto ai giapponesi e ad un canadese che ha stabilito un record mondiale.»



Il Covid-19 ha cambiato il tuo sport?

«Per fortuna non abbiamo dovuto rivoluzionare in maniera completa il nostro sport. Essendo individuale, ci si allena da soli e principalmente all’aria aperta (come all'Ice Rink di Piné) e si indossa la mascherina. Pur con qualche obbligatoria variazione nei programmi degli allenamenti, abbiamo comunque recuperato il tempo perduto grazie a cinque intense settimane di allenamento sulle piste coperte olandesi, seguendo i protocolli sanitari in vigore. Speriamo che tra gli investimenti per le Olimpiadi Invernali del 2026 ci sia anche la copertura dell’Ice Rink di Piné, così da permettere allenamenti più costanti e la crescita dell'intera categoria dei pattinatori a livello italiano.»


Ad maiora, David!














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