Dal Trentino alla ricerca dei profumi perduti d'Europa con un naso da computer grazie a FBK



ODEUROPA si immergerà nelle collezioni del patrimonio digitale per scoprire gli odori chiave dell’Europa e le storie che essi portano con sé, per poi riportarli ai nasi di oggi. Odeuropa troverà riferimento ad odori e i profumi nella letteratura e nei dipinti storici utilizzando tecniche di intelligenza artificiale all'avanguardia.

Un nuovo progetto di ricerca internazionale da 2,8 milioni di euro, finanziato dal programma UE Horizon 2020, catturerà gli odori dell’Europa che fanno parte del nostro patrimonio culturale. ODEUROPA. Negoziare esperienze olfattive e sensoriali nella fruizione e nella ricerca sui beni culturali è la prima iniziativa europea ad utilizzare l’intelligenza artificiale (AI) per studiare l’importanza dei profumi e dell’odorato e per scoprire come gli odori hanno plasmato le nostre comunità e tradizioni.

«Gli odori danno forma alla nostra esperienza del mondo, ma abbiamo pochissime informazioni sensoriali del passato», ha spiegato Inger Leemans, responsabile del progetto ODEUROPA e professore di storia culturale presso la VU University e la Royal Netherlands Academy of Arts and Sciences Humanities Cluster (KNAW -HuC).

«ODEUROPA si immergerà nelle collezioni del patrimonio digitale per scoprire gli odori chiave dell’Europa e le storie che essi portano con sé, per poi riportarli ai nasi di oggi».

«ODEUROPA troverà riferimenti a odori quali i profumi che combattono le malattie, il tabacco o il fetore dell’industrializzazione nella letteratura e nei dipinti storici utilizzando tecniche di intelligenza artificiale all’avanguardia. Vogliamo insegnare al computer a vedere un odore», spiega Peter Bell, professore di discipline umanistiche digitali alla FAU, e parte del team che utilizza l’apprendimento automatico e la visione artificiale per addestrare i computer ad analizzare oggetti profumati e informazioni olfattive in immagini storiche.

Lavoreranno con gli esperti di linguistica computazionale della Fondazione Bruno Kessler di Trento, guidati dalla ricercatrice Sara Tonelli che coordina il gruppo di ricerca in Digital Humanities: «Il nostro obiettivo è quello di sviluppare un ‘naso da computer’ in grado di tracciare odori ed esperienze olfattive in testi digitali in un arco di quattro secoli e in sette lingue, tra cui ovvi


amente l’italiano. Per questo svilupperemo tecniche di intelligenza artificiale basate su deep learning, al fine di comprendere l’evoluzione del linguaggio sensoriale, e delle emozioni ad esso collegato».

Il risultato finale? Sarà creato un archivio virtuale degli odori e del loro significato, realizzato da esperti del web semantico e storici della cultura, e messo a disposizione di tutti. Inoltre, alcuni dei profumi storici verranno riportati in vita da scienziati e profumieri del patrimonio e condivisi con i visitatori del museo in una serie di eventi pubblici nei prossimi tre anni.

Il team ODEUROPA è un consorzio internazionale con competenze in storia, storia dell’arte, linguistica computazionale, web semantico, visione artificiale, scienze del patrimonio e chimica. Ecco i partner:

  1. KNAW Humanities Cluster (Paesi Bassi)

  2. FAU Erlangen-Nürnberg (Germania)

  3. Fondazione Bruno Kessler (Italia)

  4. EURECOMSophia Antipolis (Francia)

  5. Anglia Ruskin University (Regno Unito)

  6. Istituto Jožef Stefan (Slovenia)

  7. University College London (Regno Unito)

I loghi dell’identità visiva e olfattiva del progetto sono stati creati dalla designer Kate McLean e dal profumiere Frank Bloem. Il logo profumato è un odore che unisce i profumi chiave dell’Europa e che potrà essere odorato in musei ed eventi.

Per maggiori informazioni:

Vedi il sito web: odeuropa.eu Segui il progetto su Twitter: https://twitter.com/odeuropa


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