Da Chernobyl al Covid: in un video, 30 anni di Protezione civile trentina

Aggiornamento: 8 nov 2020



Un percorso impegnativo, generoso, instancabile, dai tardi anni 80, quelli di Chernobyl e di Stava, ai giorni nostri, a Vaia, alla pandemia di Covid 19, passando per il Kosovo, i terremoti in Abruzzo ed Emilia, le alluvioni. Un percorso che ha coinvolto oltre 15.000 volontari, attraverso quasi trent'anni, in Trentino, nel resto dell'Italia e anche all'estero, ovunque ci fosse bisogno della Protezione civile trentina, che dal 2012 coordina anche quella delle altre Regioni italiane.

Il video è stato presentato ieri al Muse, alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e del dirigente generale della Protezione Civile Raffaele De Col, curato da Paolo Tessadri, lo racconta attraverso le immagini e le interviste di chi ha avuto la responsabilità di guidare negli anni questa straordinaria "macchina": Nicola Salvati, Claudio Bortolotti, Raffaele De Col, Roberto Bertoldi, Stefano De Vigili, Gianfranco Cesarini Sforza (presenti alla cerimonia).

«Nel corso del mio mandato ho dovuto fronteggiare due emergenze – ha detto Fugatti,prima Vaia e ora la pandemia di Coronavirus. In entrambi i casi ho potuto toccare con mano ciò che peraltro già conoscevo: le grandi capacità, il grande spirito di corpo, la grande dedizione al Trentino della nostra Protezione civile. Anche per questo ho deciso di mantenere