Coronavirus: oggi in Trentino altri 18 morti e 102 nuovi casi


TRENTOAncora una giornata triste per i decessi da coronavirus in Trentino: si tratta di 18 persone, con età media 80 anni, e di 102 nuovi contagiati; lo ha comunicato il presidente Maurizio Fugatti nel corso della conferenza stampa di oggi.


«Il Trentino – ha continuato il presidente – si trova oltre la media nazionale per decessi e contagi: un dato di cui dobbiamo prendere atto e del quale abbiamo discusso oggi in videoconferenza con il gruppo consiliare delle minoranze, che ringrazio per il contributo dato, perché dobbiamo affrontare questa emergenza con uno spirito istituzionale unitario».


Il presidente ha poi ribadito che partirà l’aumento considerevole del numero di tamponi effettuati, che per primi saranno rivolti agli operatori sanitari, medici, infermieri e chi opera nelle Rsa. Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, il presidente ha invitato tutte le strutture a far presente eventuali carenze alla Protezione Civile, che è in grado di far fronte a tutte le esigenze.

Ha poi informato di un incontro odierno in videoconferenza con i presidenti del Land Tirolo e della Provincia autonoma di Bolzano, per definire un accordo di collaborazione all’interno dei tre territori, sia per far avere materiali già reperiti anche al Trentino, sia per offrire disponibilità da parte del nostro territorio nel caso fosse necessario accogliere malati nelle strutture.


Il presidente ha poi rivolto un ringraziamento agli insegnanti e ai genitori, sia per come viene organizzato l’apprendimento scolastico in questa fase di emergenza, sfruttando appieno le nuove tecnologie, sia per i sacrifici che fanno le famiglie – e i bambini in particolare – per contenere la diffusione del virus, restando a casa.


Un pensiero è stato rivolto anche alle famiglie che si trovano in difficoltà per l’acquisto degli alimenti: «Sappiamo che in Trentino ci sono situazioni critiche e vogliamo dare delle risposte concrete. Lo Stato ha messo a disposizione 3 milioni di euro che il nostro sistema provinciale riverserà a chi ha bisogno. Una risposta verrà data anche alle imprese, per organizzare la ripartenza: stiamo lavorando su questo» ha detto ancora il presidente.


Infine un appello al rispetto delle regole, sul quale le forze dell’ordine, che il presidente ha ringraziato, hanno il compito di vigilare. Su questo aspetto nella conferenza di oggi è intervenuto il prefetto Sandro Lombardi, che ha dato la dimensione dell’impegno messo in campo, con controlli 24 ore su 24.


Attraverso le forze di polizia, ad oggi, sono oltre 31.700 le persone controllate, più di 1.200 delle quali sanzionate e 15 esercizi commerciali sospesi. Il prefetto ha sottolineato l’ingente opera anche dei sindaci e delle polizie locali: «Non dobbiamo demordere ed è necessaria tolleranza zero. L’unico sistema per agire contro l’epidemia è rimanere in casa e muoversi solo per i motivi previsti nell’autocertificazione», ha detto. «Chi trasgredisce può essere segnalato al 112 da qualsiasi cittadino».


L’assessore alla salute Stefania Segnana ha illustrato la situazione delle ultime 24 ore in tutto il territorio, riferendo anche degli incontri odierni con l’ordine degli infermieri, con Federfarma e Upipa, per un confronto sulla situazione di tutti questi professionisti, per conoscere le criticità e i casi di contagio. Per quanto riguarda i dati, su un totale di 2.529 casi dall’inizio dell’epidemia, di cui 562 nelle Rsa, attualmente risultano 178 guariti, mentre 79 persone si trovano in terapia intensiva. Informando sui nuovi decessi odierni, l’assessore ha rivolto sentite condoglianze a tutte le famiglie.


Sugli aspetti organizzativi, l’assessore Segnana ha comunicato che oggi si è provveduto alla dematerializzazione delle ricette sanitarie per la farmaceutica DPC, cioè i medicinali distribuiti dalle farmacie per conto dell'Azienda sanitaria.


Il direttore generale di Apss, Paolo Bordon ha illustrato le modalità di effettuazione dei tamponi per chi va incontro a guarigione. Trascorsi almeno 14 giorni dalla scomparsa completa dei sintomi, infatti, e prima della riammissione in collettività, vengono effettuati due tamponi per confermare la negativizzazione virologica, a distanza di almeno 48 ore l'uno dall'altro. Sono stati quindi allestite in tutti i territori delle postazioni all'aperto, in cui il paziente si presenta in automobile. Non è necessario scendere dalla vettura, l'operatore procede a effettuare il tampone naso-faringeo stando dall'esterno, per garantire sicurezza della prestazione, evitando che il paziente, ancora potenzialmente contagioso, acceda a una struttura sanitaria che richiederebbe poi procedure di sanificazione e consentendo all'operatore di indossare i Dpi necessari una sola volta per effettuare molti tamponi. I pazienti sono informati del giorno e luogo dove presentarsi dall'infermiere con cui sono in contatto quotidiano per la sorveglianza, ricevendo una comunicazione scritta dell'appuntamento, per potersi muovere dal proprio domicilio per motivi sanitari in piena regola.


Una sorta di pit-stop sanitario, che «consente al cittadino la fine del percorso di guarigione, per essere inserito a pieno titolo nella società civile» ha commentato Bordon, che ha anche ringraziato la comunità cinese locale per aver donato 14 mila mascherine ai trentini.


Una toccante testimonianza è poi venuta nel corso della conferenza stampa da Michela Azzolini, infermiera dell’unità operativa di medicina dell’ospedale di Rovereto, che ha raccontato dell’esperienza personale e dei suoi colleghi a contatto con i malati di covid-19.

«La giornata comincia con la vestizione, poi c’è il contatto con i pazienti, che nel nostro caso non sono intubati, ma ventilati con maschera facciale e limitati nella relazione» ha detto.

«Il nostro compito è farli sentire sicuri e accompagnarli nella solitudine, con la solidarietà che emerge nell’intraprofessionalità, lo stimolo che ci fa andare avanti», ha voluto ricordare. E ancora: «Gli eroi sono i pazienti, per i quali tutto è nuovo, tutto muta e che hanno una chiara visione della situazione, una tenera coscienza che pur essendo loro i malati, capiscono il nostro senso del dovere e riconoscono la nostra professionalità». «Questo ci dà forza – ha concluso – nonostante la paura che c’è nell’accompagnare i malati nella loro fase finale, con la nostra umanità e fragilità».


Enrico Nava, direttore del settore dell’Integrazione socio-sanitaria dell’Apss, ha riferito della situazione delle Rsa, comunicando la guarigione di 45 persone. «Anche in Rsa si può guarire, grazie all’azione indefessa di medici, Oss e di tutti coloro che riescono a supportare le persone con una assistenza di qualità» ha detto. Quindi ha riferito i dati di alcune strutture sul territorio, che oggi hanno contato 5 decessi e 60 casi di contagio.

In una verifica  successiva alla conferenza stampa Enrico Nava ha anche rettificato quanto detto a proposito ella Rsa S. Bartolomeo: «Si è trattato di un errore materiale nella tabella generale, ad oggi, non abbiamo conferma di casi in via Malpensada. Si stanno effettuando test sul personale».

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